Dipendenti comunali e imprese appaltatrici sotto pressione: entro venerdì 22 agosto di deve chiudere il cantiere La zona è ancora sottosopra, ma in Comune sono convinti di farcela

Tra otto giorni lungolago da fotografare

14/08/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

E’ una lot­ta con­tro il tem­po, quel­la ingag­gia­ta dal Comune per mostrare ai min­istri degli esteri una Riva da car­toli­na. Man­cano appe­na sette giorni all’ul­ti­ma­tum entro il quale i lavori del lun­go­la­go dovran­no essere con­clusi. Chi­unque oggi si tro­vi a pas­sare da quelle par­ti non ci cred­erà, veden­do il rib­al­tone anco­ra in atto. E’ cer­to una scommes­sa per vin­cere la quale si è mes­sa in movi­men­to una legione for­ma­ta da imp­ie­gati, tec­ni­ci e gia­r­dinieri e operai comu­nali e dal­la man­od­opera di otto ditte.Tutti lavo­ra­no alacre­mente, avvolti nel­la cani­co­la infer­nale, e non prestano atten­zione a quan­ti con dis­ap­pun­to scuotono il capo di fronte a questo grande e intem­pes­ti­vo cantiere fer­ragostano che rende imprat­i­ca­bile buona parte del lun­go­la­go. Chissà i com­men­ti dei numerosi bag­nan­ti che l’al­tro giorno sono sta­ti gar­bata­mente invi­tati a rin­un­cia­re al pos­ti­ci­no all’om­bra che si era­no con­quis­ta­ti a Pun­ta Lido. Vi era sta­to da poco posato il tap­peto d’er­ba a rotoli, che per attec­chire non dev’essere calpes­ta­to per dieci giorni, spie­ga il geome­tra Fedrizzi del­l’Uf­fi­cio tec­ni­co. Incon­ve­ni­en­ti inevitabili, per scon­giu­rare di rimet­tere mano dove il lavoro è fini­to. Ci fos­se il tempo…A mez­zan­otte di ven­erdì 22 agos­to, rib­adisce Fedrizzi, tutte le opere dovran­no essere com­ple­tate. Quin­di per essere con­vin­cente e di ritorno dal­l’en­nes­i­mo sopral­lu­o­go in cantiere, elen­ca le cose già fat­te. A Pun­ta Lido è tut­to a pos­to, man­ca soltan­to la nuo­va illu­mi­nazione a fari bassi. Fino al Du Lac sono sta­ti col­lo­cati le nuove pan­chine di leg­no con telaio metal­li­co (le migliori in com­mer­cio, assi­cu­ra) e i ces­ti­ni per i rifiu­ti (analoghi a quel­li del cen­tro stori­co), sos­ti­tu­iti i pali del­l’il­lu­mi­nazione e posa­ta l’er­ba a rotoli. E’ sta­to spar­so il ghi­aino nat­u­rale che sos­ti­tu­isce l’as­fal­to, men­tre nei gia­r­di­ni all’i­tal­iana si sta posan­do il cosid­det­to asfal­to eco­logi­co, che ha l’ef­fet­to esteti­co del­la ghi­a­ia. Sul­l’al­tro lato è spari­ta la vec­chia pavi­men­tazione in por­fi­do del molo del­la Fraglia. Qui tra una set­ti­mana sarà un tri­on­fo di pietra Rosso Verona: las­tre boc­cia­r­date a ter­ra (il lavoro è a tre quar­ti) e stes­so mate­ri­ale per la bal­aus­tra, che è sta­ta puli­ta e con­sol­i­da­ta, e per le nuove pan­chine. Sta cam­bian­do aspet­to anche il sot­to­mo­lo, che viene rifat­to con plote di leg­no cos­to­sis­sime ma resisten­ti alle intemperie.Sono sot­to pres­sione anche i gia­r­dinieri comu­nali. Tra Pala­con­gres­si e Fraglia sono a pun­to pun­to con la sis­temazione del verde. Le aiuole dei gia­r­di­ni all’i­tal­iana, ora un po’ sguar­ni­ti, sono state ridis­eg­nate e nei prossi­mi giorni saran­no messe a dimo­ra le piante ordi­nate ai vivai.Tutto questo, e altro anco­ra sfug­gi­to alla rap­i­da panoram­i­ca del fun­zionario comu­nale, in meno di 30 giorni e per la «mod­i­ca» som­ma di 1 mil­ione 400 mila euro.