Tunnel corto o lungo: Provincia contro i sindaci di Riva, Arco e Nago Torbole

Tra Rovereto e il Garda

09/04/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Alto Lago

La provin­cia autono­ma di Tren­to vuole il tun­nel cor­to, i tre comu­ni del­l’Al­to Gar­da trenti­no vogliono quel­lo lun­go. Sul piat­to da lus­tri ormai, il prog­et­to di ren­der più scor­rev­ole la stra­da statale 240 tra Rovere­to e Riva del Gar­da, con­tin­ua a sus­citare polemiche. L’ul­ti­mo in ordine di tem­po è quel­lo tra l’asses­sore all’ur­ban­is­ti­ca del­la Provin­cia di Tren­to, il diessi­no Rober­to Pin­ter pre­oc­cu­pa­to di man­tenere un cer­to con­teg­no ecol­o­gista, e i tre sin­daci del­l’Al­to Gar­da, Cesare Mal­ossi­ni (Giun­ta di cen­tro sin­is­tra) di Riva del Gar­da, Rena­to Verone­si, Margheri­ta, di Arco, e il diessi­no Giuseppe Paro­lari di Nago Tor­bole che han­no opta­to per una soluzione diver­sa da quan­to vuole, invece, Pin­ter. Assieme i tre sin­daci rap­p­re­sen­tano qua­si 35 mila abi­tan­ti. Tut­to ruo­ta attorno al poten­zi­a­men­to del­la tra Rovere­to e l’Al­to Gar­da, tra l’au­tostra­da del Bren­nero e Riva del Gar­da, un trac­cia­to di 13 chilometri cir­ca, che serve anche come col­lega­men­to per tut­ta la spon­da veronese del Bena­co. Il trat­to inter­es­sato dal prog­et­to di una gal­le­ria è quel­lo di due chilometri cir­ca che sep­a­ra­no il lago di Lop­pio dal­la piana del­l’Al­to Gar­da. Il dis­liv­el­lo è di 200 metri. Pin­ter vuole un tun­nel cor­to per ragioni presto spie­ga­bili. Il suo tim­o­re è che sia il col­lega­men­to tra Rovere­to e Riva con una gal­le­ria lun­ga a doppia can­na, di tipo autostradale, sia la cir­con­va­l­lazione di Mori, in costruzione, porti­no alla creazione, in defin­i­ti­va, di una super­stra­da. E il con­seguente ris­chio di aumen­to smisura­to di traf­fi­co anche per un’asse via­bilis­ti­co Rovere­to-Bres­cia (attra­ver­so la val di Ledro e la Valsab­bia) che potrebbe allettare il sem­plice traf­fi­co di pas­sag­gio, soprat­tut­to pesante, ren­den­do l’Al­to Gar­da e Ledro, pura ter­ra di tran­si­to. Cosa evitabile, invece, con il tun­nel cor­to. D’al­tra parte i sin­daci optano per il lun­go, più veloce e, sebbene più cos­toso, più razionale. E’ una sor­ta di vero e pro­prio brac­cio di fer­ro quel­lo tra Pin­ter e i tre pri­mi cit­ta­di­ni. Ali­men­ta­to anche da un malde­stro approc­cio al prob­le­ma pro­pos­to dal­la Provin­cia stes­sa: pri­ma ha fat­to sapere che dove­vano essere i Comu­ni a scegliere una delle due soluzioni, cor­to o lun­go (il tun­nel cor­to è fat­tibile in tre vari­anti), che il Servizio via­bil­ità ave­va elab­o­ra­to. Poi, e solo dopo che i tre sin­daci ave­vano deciso per la gal­le­ria lun­ga, Tren­to ha chiar­i­to che la deci­sione la Provin­cia l’ave­va già pre­sa. Che si dove­va fare il tun­nel cor­to, e che i Comu­ni dove­vano sem­plice­mente ren­der­si con­to del­la bon­tà del­la scelta. Ed è tal­mente deter­mi­na­to, Pin­ter, da aver mes­so i comu­ni di fronte all’«aut aut» o cor­to o niente. L’Al­to Gar­da rischia, dunque, grosso. Intan­to, a mar­gine di ques­ta querelle, i con­sigli comu­nali delle tre munic­i­pal­ità han­no deciso di ritrovar­si giovedì 4 aprile assieme ai tec­ni­ci del Servizio via­bil­ità per anal­iz­zare con­giun­ta­mente le soluzioni sul tap­peto. La mag­gio­ran­za dei con­siglieri appare in ogni modo ori­en­ta­ta a sostenere i pri­mi cit­ta­di­ni. Il più duro con la Provin­cia è sta­to il vicesin­da­co di Riva del Gar­da, Pietro Mat­teot­ti che ha dichiara­to inac­cetta­bile il com­por­ta­men­to di Pin­ter: ha bol­la­to come una pre­sa in giro l’op­er­azione “ascolto” delle comu­nità locali quan­do le deci­sioni era­no già state prese. Pin­ter dal can­to suo ha rispos­to definen­do l’opzione “tun­nel lun­go” piena di con­trad­dizioni, trop­po impat­tante, una soluzione molto neg­a­ti­va soprat­tut­to per con­cet­to insi­to di una super­stra­da che non rien­tra nei piani del­la Giun­ta provin­ciale. Sono infine inter­venu­ti anche gli ecol­o­gisti: “La scelta del tun­nel lun­go a doppia can­na rap­p­re­sen­ta, di fat­to, un rad­doppio del­la capac­ità di trasporto tra la piana di Lop­pio ed il Bas­so Sar­ca — ha scrit­to in una nota il Wwf del­l’Al­to Gar­da e il Comi­ta­to svilup­po sosteni­bile — Prevede, infat­ti, un per­cor­so, alter­na­ti­vo a quel­li attuali, dota­to di doppia cor­sia e con veloc­ità di per­cor­ren­za decisa­mente supe­ri­ore. Crea quin­di una super­stra­da che, con l´eccezione di soli 4 km a cor­sia sem­plice, col­legherà l´autostrada all´Alto Gar­da. Facile immag­inare che, nel tem­po super­a­to l´ostacolo prin­ci­pale del­la disce­sa nel­l’Al­to Gar­da, anche il trat­to tra Lop­pio e l´imbocco del­la bretel­la di Mori ver­rà adegua­to di con­seguen­za. Con­tem­po­ranea­mente in provin­cia di Bres­cia si stan­no por­tan­do avan­ti prog­et­ti per ren­dere più breve e veloce il col­lega­men­to con la nos­tra provin­cia. Sta pren­den­do cor­po il prog­et­to di col­lega­men­to veloce tra provin­cia di Vicen­za e quel­la di Bres­cia. Pas­san­do dal Bas­so Sar­ca. Sem­bra a questo pun­to ridi­co­lo pen­sare che il traf­fi­co aggiun­ti­vo prodot­to dal tun­nel lun­go nell´arco di 10 anni si lim­i­ti al 15/20 % rispet­to ai volu­mi attuali. La super­stra­da creerà le con­dizioni per­ché il Bas­so Sar­ca diven­ti ter­ri­to­rio di pas­sag­gio, finirà per facil­itare nuovi inse­di­a­men­ti pro­dut­tivi in zona nonché per favorire il pen­dolar­is­mo tur­is­ti­co ver­so il lago ed i mon­ti. Effet­ti indot­ti di tale scelta saran­no: la con­ges­tione delle prin­ci­pali diret­tri­ci di smal­ti­men­to del traf­fi­co; il col­las­so dei parcheg­gi; un aumen­to intoller­a­bile dell´inquinamento atmos­feri­co ed acus­ti­co; un ulte­ri­ore irre­versibile con­sumo di ter­ri­to­rio per inse­di­are nuove attività”.