A San Zeno di Montagna una rassegna «Nero & Rosè» organizzata dallo Slow Food e dall’associazione I Ghiottoni di Torri del Benaco per tutto il mese di giugno

Tra vini rosati e tartufi neri

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Di Luca Delpozzo
San Zeno di Montagna

Il va di moda, i sono al cen­tro di dibat­ti­ti e con­veg­ni. Eppure anche nel panora­ma agroal­i­menta­re c’è sem­pre qualche «Cener­en­to­la», qualche pro­duzione cui viene fat­to ingius­ta­mente recitare un ruo­lo sec­on­dario. È il caso del tartu­fo esti­vo nei con­fron­ti del­la ben più cele­bre vari­età autun­nale, oppure dei vini rosati rispet­to ai popo­laris­si­mi rossi. Un ten­ta­ti­vo di riscos­sa del tartu­fo esti­vo e dei rosati di ter­ra veronese parte dal monte , e pre­cisa­mente da San Zeno di Mon­tagna, dove la con­dot­ta Slow Food del Gar­da Veronese e l’associazione I Ghiot­toni di Tor­ri del Bena­co pro­pon­gono per tut­to il mese di giug­no la rasseg­na «Nero & Rosè»: nero come il tartu­fo esti­vo, rosè come il vino. Un abbina­men­to atipi­co ma che ha buoni fon­da­men­ti: i pro­fu­mi del­i­cati del tartu­fo ver­reb­bero sovras­ta­ti dall’esuberanza aro­mat­i­ca di un vino rosso, ben più adat­to al «tuber bru­male» (la vari­età inver­nale), men­tre trovano accosta­men­to ide­ale con le fra­granze di frut­ta e di erba fres­ca dei vini rosati. Due i ris­toran­ti di San Zeno di Mon­tagna che han­no ader­i­to all’inusuale inizia­ti­va: la tav­er­na Kus e il ris­torante Costa­bel­la. Entram­bi pro­por­ran­no per tut­to il mese, con la for­mu­la vino com­pre­so (il pri­mo locale ha il Pelàra del­la can­ti­na La Gia­ret­ta, l’altro il di Albi­no Pio­na), un menù degus­tazione a base di tartu­fo nero esti­vo del Bal­do. Intan­to, a San Zeno di Mon­tagna è qua­si pron­to anche il pro­gram­ma di val­oriz­zazione delle pro­duzioni tipiche autun­nali e inver­nali. Quest’anno il cal­en­dario ideato da Slow Food sarà… nutri­tis­si­mo. Si com­in­cerà a metà agos­to con i menù degus­tazione a base di funghi, per pros­eguire con i for­mag­gi (in con­comi­tan­za con la tradizionale fes­ta di San Michél, che chi­ude il peri­o­do dell’alpeggio), con i mar­roni di San Zeno e le castagne del Bal­do (fra otto­bre e novem­bre), col tartu­fo nero inver­nale (fra novem­bre e dicem­bre) e infine con la sel­vaggi­na (fra dicem­bre e gen­naio): ben cinque mesi ded­i­cati ai buongustai.

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