Illustrati i risultati della ricerca condotta da Indipendentemente

Tradizioni raccontate al femminile nel progetto «La donna del lago»

Di Luca Delpozzo
b.mor.

«Ci siamo impeg­nate nel ten­ta­ti­vo di con­tin­uare a trasmet­tere tut­to quel pat­ri­mo­nio non scrit­to di usi e cos­tu­mi che da sec­oli appar­tiene alla nos­tra comu­nità ma che, a causa del fenom­e­no del­la glob­al­iz­zazione, è purtrop­po des­ti­na­to ad esaurir­si. E abbi­amo cer­ca­to di far­lo, sceglien­do un modo che garan­tisse un dis­cor­so di con­ti­nu­ità con il pas­sato; quan­do cioè quel dif­fi­cile com­pi­to era di com­pe­ten­za delle nos­tre ante­nate». Così Raf­fael­la Vis­con­ti, pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione Indipen­den­te­mente di Desen­zano, com­men­ta la scelta di avvaler­si del­la pre­sen­za di quat­tro donne, scelte a far parte del suo staff tra i numerosi col­lab­o­ra­tori, per pre­sentare la ricer­ca con­dot­ta sul­l’im­por­tante ruo­lo che in pas­sato le donne garde­sane han­no avu­to per la locale tradizione orale. Dopo aver super­a­to la fase delle inter­viste ai tes­ti­moni del Nove­cen­to e quel­la rel­a­ti­va alla bib­li­ografia, il prog­et­to «Don­na del Lago», che ha impeg­na­to gli ulti­mi tre anni di attiv­ità del­l’as­so­ci­azione desen­zanese, ha inizia­to la fase degli «Even­ti sul ter­ri­to­rio»; una serie di inter­ven­ti cul­tur­ali orga­niz­za­ti per la divul­gazione del mate­ri­ale prodot­to. La pri­ma occa­sione per pre­sentare uffi­cial­mente l’in­tero prog­et­to e il libro «Dit e fat de le nose fomne», la pub­bli­cazione real­iz­za­ta con parte del­la ricer­ca, è sta­ta l’8 mar­zo scor­so a Desen­zano, nel­la sala Pel­er e nel­la sala Civi­ca del Palaz­zo del Tur­is­mo, la sec­on­da, una set­ti­mana più tar­di a Gon­za­ga, in provin­cia di Man­to­va, in occa­sione del­la Fes­ta Mil­lenar­ia. La pre­sen­tazione del prog­et­to alter­na il momen­to del­l’e­s­po­sizione vera e pro­pria, in cui Raf­fael­la Vis­con­ti riper­corre le varie fasi di stu­dio e gli stru­men­ti che sono sta­ti uti­liz­za­ti per real­iz­zare l’am­biziosa inizia­ti­va, ad una serie di inter­ven­ti in cui le altre quat­tro rela­tri­ci inter­pre­tano in ver­na­co­lo filas­troc­che, poe­sie, con­sigli prati­ci e ricette di cuci­na, attinte dal cor­poso mate­ri­ale rac­colto durante l’in­tera ricer­ca; il tut­to per una per­for­mance orig­i­nale che, in entrambe le occa­sioni, è rius­ci­ta a cat­turare l’at­ten­zione del pub­bli­co pre­sente. «Alla pre­sen­tazione del prog­et­to abbi­amo dato una impostazione tal­mente par­ti­co­lare — spie­ga Raf­fael­la Vis­con­ti- che non ci aspet­tava­mo rius­cisse a piacere così tan­to. Cre­do che al pub­bli­co sia piaci­u­ta soprat­tut­to la parte rel­a­ti­va agli inter­ven­ti del nos­tro grup­po di donne, impeg­nate a riportare in vita la quo­tid­i­an­ità delle nos­tre nonne fat­ta di sem­plic­ità e di umile buon­sen­so. Ora, for­ti del suc­ces­so ottenu­to, pun­ti­amo ad arric­chire la nos­tra prestazione con nuove infor­mazioni e mag­giori inter­ven­ti per poter­la portare in scuole, cir­coli cul­tur­ali, tav­ole rotonde e con­feren­ze il cui tema sia il recu­pero delle nos­tre tradizioni».