Il vicepresidente della Comunità interviene per rispondere, dati statistici alla mano, ai molti rivani preoccupati Ceschini spiega che l'altezza del lago è abbondantemente nei parametri I problemi del 2000 furono causati da piogge davvero eccezionali

«Tranquilli, il livello del Garda è ok»

22/09/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

«State tran­quil­li, il liv­el­lo del lago di Gar­da non deve pre­oc­cu­pare». Vin­cen­zo Ces­chi­ni, geol­o­go e vicepres­i­dente del­la , risponde a quan­ti nei giorni scor­si ave­vano espres­so pre­oc­cu­pazione sul liv­el­lo delle acque, con­sideran­do­lo trop­po alto e temen­do che l’ar­ri­vo del­la brut­ta sta­gione e delle piogge potesse ripresentare i peri­coli di tracimazione pre­sen­tatisi due anni fa. «Nel­la ril­e­vazione fat­ta ven­erdì 20 set­tem­bre — pie­ga Ces­chi­ni — il lago risul­ta­va essere un metro e sette cen­timtri sopra lo zero idro­met­ri­co, fis­sato a 64 metri e 23 cen­timetri rispet­to al liv­el­lo del mare. Se con­sid­e­ri­amo che il liv­el­lo min­i­mo è di 90 centrimtri e quel­lo mas­si­mo di un metro e 75 cen­timtri è facile capire che la sicurez­za è asso­lu­ta­mente garan­ti­ta». Quat­tordi­ci cen­timetri dal min­i­mo e ben 68 dal mas­si­mo, con un deflus­so del Min­cio che si por­ta via 50 metri cubi al sec­on­do d’ac­qua, non pos­sono pre­ocu­pare, insom­ma, e tan­to meno far temere che si ripresen­ti la situ­azione del novem­bre 2000. «Quel­lo fu un caso eccezionale — rib­adisce Ces­chi­ni — che può ripeter­si solo ogni 15–20 anni. Allo­ra, in tre mesi cadde una quan­tità incred­i­bile quan­tità di piog­gia, cir­ca 700–800 mil­limetri, che innalzò il liv­el­lo del­la faglia a tal pun­to che ques­ta non riuscì più a svol­gere il suo com­pi­to di “valvola di sfo­go” e le can­tine di S. Alessan­dro e S. Gior­gio finirono alla­gate. Ma ripeto, quel­la fu una situ­azione davvero anomala».Da tem­po, aumen­tano i mugug­ni nei con­fron­ti degli agri­coltori man­to­vani che, a det­ta di molti, uti­liz­zano le acque garde­sane con pochi scrupoli, più pre­oc­cu­pati di garan­tire l’i­irgazione dei loro campi che del­la salute delle popo­lazioni riv­ierasche e del lago stes­so. «Il Gar­da — con­tin­ua Ces­chi­ni — ha da tem­po per­so le sue fun­zioni nat­u­rali e, di fat­to, ora il suo liv­el­lo è rego­la­to come un baci­no arti­fi­ciale. Il dibat­ti­to, su questi aspet­ti, è davvero com­p­lesso e aper­to in vari fron­ti. Nel­l’im­por­tante con­feren­za che la comu­nità del Gar­da ha fis­sato per il 12 otto­bre prossi­mo a Desen­zano ver­ran­no affrontati anche questi aspet­ti. In quel­la sede, dati alla mano, scien­ziati ed esper­ti forni­ran­no tutte le risposte sul­la salute del grande lago, per fare chiarez­za sui liv­el­li, sul­l’in­quina­men­to, sul­la situ­azione fau­nis­ti­ca e su molte altre problematiche».Ceschini con­clude con una frec­cia­ta ai politi­ci che, da qualche tem­po a ques­ta parte, han­no deciso di occu­par­si del Gar­da. «Sarebbe bene se ne stessero zit­ti — sbot­ta — ed evi­tassero allarmis­mi inut­li e infon­dati. Se vogliono risposte vengano anche loro a Desen­zano in ottobre».

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