Grande folla all'ultimo traguardo per accogliere atleti d'altri tempi

Transalp, dalle fatiche alla festa

30/07/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
p.t.

Oltre sei­cen­to chilometri di mas­sacran­ti salite, di rovi­nose cadute, di catene rotte, di ruote bucate e impre­cazioni lev­ate al cielo. Tut­to dimen­ti­ca­to in un atti­mo, quan­do, ieri, i con­cor­ren­ti han­no imboc­ca­to l’en­tra­ta del piaz­za­le del­l’ex stazione delle auto­cor­riere dove li aspet­ta­va l’ot­ta­vo tra­guar­do, quel­lo finale, del­la terza Transalp, la duris­si­ma tra­ver­sa­ta delle Alpi su due ruote. Ad atten­dere questi eroi infan­gati e ammac­cati c’er­a­no tele­vi­sioni, fotografi e due ali di fol­la festante.Sul fronte pret­ta­mente ago­nis­ti­co, van­no sen­za dub­bio seg­nalate le ottime le prove delle due cop­pie “nos­trane”, i neo­fi­ti arcensi Loren­zo Tognoni e Davide Tosi e i “vet­erani” rivani Clau­dio Semer­aro e Fran­co Bres­ciani, che nel­la clas­si­fi­ca finale, sono andati ad occu­pare posti imme­di­ata­mente a ridos­so di quel­li con­quis­ta­ti dai pro­fes­sion­isti del­la moun­tain bike: 23ª posizione per i pri­mi e 34ª per gli altri. E se si con­sid­era che alla parten­za di Mit­ten­wald, in Baviera, era­no schier­ate ben 350 cop­pie prove­ni­en­ti da tut­to il Vec­chio Con­ti­nente, la sod­dis­fazione per gli atleti garde­sani non può che essere giustificata.La fes­ta delle due ruote era inizia­ta già nel­la pri­ma mat­ti­na­ta, quan­do gli uomi­ni del­la “carovana” del­la Transalp han­no incom­in­ci­a­to a rag­giun­gere la grande area a pochi metri dal lago, avan­guardie del plo­tone dei con­cor­ren­ti. Poi, alla spic­ci­o­la­ta sono arrivate le centi­na­ia d’ap­pas­sion­ati, di par­en­ti, d’am­i­ci o di sem­pli­ci curiosi, richia­mati dal­la voce ampli­fi­ca­ta del­lo speak­er e dal­la musi­ca a tut­to vol­ume. Quin­di, è inizia­ta l’at­te­sa dei con­cor­ren­ti che, par­ti­ti poche ore dal­l’al­topi­ano di Fol­gar­ia, ave­vano inizia­to la mar­cia d’avvic­i­na­men­to alla “Busa”, sal­en­do (sem­pre su stra­da ster­ra­ta) da Isera fino in Bor­dala, pas­san­do per San­ta Bar­bara, le ter­razze di Nago, Bolog­nano e arrivan­do, infine, al tra­guar­do di quel­la che l’or­ga­niz­zazione del­la Transalp ha defini­to come l’El­do­ra­do europeo dei bik­ers: Riva del Gar­da. Tut­t’in­torno, intan­to, la vera e pro­pria fes­ta che è anda­ta avan­ti fino al tar­do pomerig­gio e che ha avu­to come pro­tag­o­nista asso­lu­ta, man­co a dir­lo, la bici­clet­ta. Non­ni e nipo­ti­ni, pro­fes­sion­isti e dilet­tani, esper­ti e prin­cipi­anti: tut­ti a girova­gare estasiati tra i numerosi stand che han­no trova­to pos­to nel piaz­za­le, ad ammi­rare i futur­is­ti­ci mod­el­li di moun­tain bike esposti, a par­lare di cam­bi, di selle, di for­celle e di ammor­tiz­za­tori. Ma soprat­tut­to a fare ami­cizia, tra bic­chieri di bir­ra e pani­ni col würstel.

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