Vendita palazzina storica Chincarini va a Venezia. Lunedì incontro con il soprintendente regionale: «È inalienabile»

Trasferta in laguna «per sapere la verità»

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Appun­ta­men­to con il Soprint­en­dente regionale lunedì, a Venezia, alle 11.30, per il sen­a­tore «per rib­adire che la Sala del Con­veg­no è mon­u­men­to stori­co nazionale dal 1937 e quin­di inalien­abile». Il des­ti­no del­la Palazz­i­na Stor­i­ca è l’oggetto dell’incontro a cui Chin­car­i­ni dice di aver «invi­ta­to i com­po­nen­ti dell’ex con­siglio comu­nale Giulio Bichel, Nico­la Biz­zo­coli, Piero Dalai, Gian­lu­ca Fio­rio, Michele Got­tar­di, Anto­nio Invidia, Pao­lo Melot­ti e Gia­co­mo Tomez­zoli con l’augurio che siano pre­sen­ti quante più per­sone abbiano a cuore le sor­ti dell’edificio ma anche la ver­ità su quan­to accadu­to». Sul­la vicen­da, infat­ti, il sen­a­tore pre­cisa che: «il bene venne mes­so in ven­di­ta nel 1996 dal Gov­er­no Pro­di e dopo tre mie inter­rogazioni e diver­sa cor­rispon­den­za con la Con­sap (soci­età incar­i­ca­ta del­la dis­mis­sione dei beni immo­bil­iari del min­is­tero del­la Dife­sa) la stes­sa nel mag­gio 2003 dichiar­a­va che l’asta per la ven­di­ta veni­va sospe­sa e la Soprint­en­den­za di Verona dichiar­a­va il bene inalien­abile». E con­tin­ua: «il 18 luglio 2003 Con­sap scrive­va al sin­da­co di Peschiera una let­tera in cui si noti­fi­ca­va che il min­is­tero del­la Dife­sa revo­ca­va il provved­i­men­to di sospen­sione invi­tan­do il Comune a fornire urgente riscon­tro cir­ca le pro­prie inten­zioni». «Tale let­tera», con­tin­ua Chin­car­i­ni, «giun­ta nei giorni in cui l’ex sin­da­co provvede­va a sospen­der­mi nelle mie fun­zioni, non mi è mai sta­ta mostra­ta; il dot­tor Menichi­no del­la Con­sap con­fer­ma che in Comune, a Peschiera, ha sem­pre par­la­to per almeno una deci­na di volte solo con l’ex sin­da­co Dal­la Pel­le­g­ri­na». «In data 2 otto­bre 2003», con­tin­ua Chin­car­i­ni, «lo stes­so ex sin­da­co ha rice­vu­to comu­ni­cazione dal­la Con­sap che “in assen­za del dirit­to di prelazione e trascor­si i 45 giorni la pro­ce­du­ra ha segui­to il suo cor­so e la for­mal­iz­zazione del­la ven­di­ta avver­rà solo pre­via autor­iz­zazione del­la com­pe­tente Soprint­en­den­za regionale”: anche ques­ta let­tera non mi è mai sta­ta mostra­ta. Ma in con­siglio comu­nale», con­clude Chin­car­i­ni, «l’ex sin­da­co, a pre­cisa doman­da di un con­sigliere ha rib­a­di­to di non sapere nul­la cir­ca l’avvenuta vendita».

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