E' stato definito il programma dell'Airshow, che si svolgerà martedì 12 settembre a Salò, Gardone Riviera e Toscolano Maderno

Trasferta sul lago di Garda delle “Frecce rosse” inglesi

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

E’ sta­to defini­to il pro­gram­ma del­l’Air­show, che si svol­gerà mart­edì 12 set­tem­bre a Salò, Gar­done Riv­iera e Toscolano Mader­no, incen­tra­to sulle Frec­ce rosse bri­tan­niche («Thè red arrows»). L’inizio, alle ore 12.30, col pas­sag­gio di salu­to del­la flot­ta dal­l’aereo club di Bres­cia, quin­di l’e­si­bizione del North Amer­i­can T6 Har­vard, del MH 1521 Brous­sard, del Sìai Mar­che­t­ti Sf260 Tp, del PittsSiT­GM, del­la nazionale acro­bat­i­ca, di Mau­r­izio Cos­ta su Cap 21 DS e Ser­gio Dal­lan su Sukhoi SU 31. Poiché la man­i­fes­tazione costerà (agli enti pub­bli­ci) una quar­an­ti­na di mil­ioni, i tre Comu­ni e l’Am­min­is­trazione provin­ciale si sono uni­ti, in modo da dividere la spesa.«The red arrows», le Frec­ce rosse ingle­si, sono la pat­tuglia per­ma­nente del­la Rat, isti­tui­ta nel 1965 nel­la base di Fair­ford (Glouces­ter­shire), come dis­tac­ca­men­to del­la Cen­trai fly­ing scho-ol. I cinque Hawk­er Sid-deley Gnat T.Mk 1, di col­ore gial­lo limone, furono dip­in­ti di rosso e inte­grati da altri due aerei. Nel ’66 la pat­tuglia si spostò a Kem­ble (Wilt­shire), e gli effet­tivi aumen­tati a nove. Nel ’68, sui fianchi del­la fusoliera, venne aggiun­to il ful­mine bian­co. Nell’80 la pat­tuglia, che ha attua­to per pri­ma un gran numero di nuove manovre in for­mazione ed è riconosci­u­ta come una delle migliori al mon­do, passò al Bae Hawk T.Mk 1. Nell’83 il trasfer­i­men­to alla base Raf di Scampton.«In un decol­lo da esi­bizione — dicono i piloti -, partono pri­ma i numeri 1, 2 e 3, segui­ti a 750 metri di dis­tan­za da 4 e 5, poi i quat­tro di coda. I pri­mi tré si alzano in una bel­la for­mazione ser­ra­ta a V, poi ven­gono rag­giun­ti dagli altri due. Suc­ces­si­va­mente si inseriscono gli ulti­mi, for­man­do la figu­ra di base ‘Dia­mante a nove’, un rom­bo ser­ra­to, che cos­ti­tu­isce anche il nos­tro mar­chio di fab­bri­ca. Viri­amo di nuo­vo alle spalle del pub­bli­co, per dis­porci nel­la «Frec­cia a nove». E, nel­lo sfi­lare, emet­ti­amo fumo azzurro».Le altre fig­ure: «Grande nove», «Grande vix­en», «Aquila», «Apol­lo», «Con­corde», «Fred», «Delta», «Lead­er’s Ben­e­fit», «Spaghet­ti», ecc. Con virate, cabrate in can­dela, viti oriz­zon­tali o a frol­li­no, ton­neau incro­ciati, voli roves­ciati, picchiate.«Il nos­tro com­pi­to è di dimostrare la pro­fes­sion­al­ità e il lavoro di squadra — pros­eguono i piloti -. Dietro, ci sono orga­niz­zazione, logis­ti­ca, ammin­is­trazione e tec­ni­ca. La chi­ave di tut­to è la pre­ci­sione crono­met­ri­ca, alla frazione di sec­on­do. Se ci dicono di iniziare alle ore 15 e 25, dob­bi­amo com­in­cia­re in quel­l’is­tante. Tut­ta la piani­fi­cazione è molto accu­ra­ta. In tem­pi di ten­sione, non effet­tuiamo esi­bizioni di acrobazia: gli aerei ven­gono river­ni­ciati e armati di mis­sili, pron­ti a entrare in azione. Siamo tut­ti esper­ti e, per la mag­gior parte, istrut­tori. Ogni anno, poi, dirami­amo ai repar­ti del­la Raf l’in­vi­to a inviar­ci richi­este di ammis­sione. Cer­chi­amo ele­men­ti che abbiano almeno 2.000 ore di volo e un’età mas­si­ma di 34–35 anni. L’es­pe­rien­za min­i­ma si ottiene in una deci­na di anni. Abbi­amo sem­pre bisog­no di gente in gam­ba, sia ai coman­di che nei rap­por­ti esterni. La dif­fi­coltà sta nel­l’essere pre­cisi, e questo si ottiene solo man­te­nen­do la mas­si­ma con­cen­trazione. I voli in asset­to inver­ti­to sono ris­chiosi: sei vici­no a ter­ra, vai lenta­mente, a tes­ta in giù e ti sem­bra di cadere. Devi stare molto atten­to. Ma, a ben guardare, attra­ver­sare una stra­da a Lon­dra è più pericoloso».

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