Il Movimento non violento chiede che l’ex carcere militare diventi un luogo di divulgazione e una cineteca. Il sindaco Dalla Pellegrina:«L’ idea è buona» Richieste dalle Università di Milano e Modena

«Trasformatelo in museo di pace»

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Di Luca Delpozzo

L’idea arri­va dal Movi­men­to non vio­len­to a fir­ma di Gian­fran­co Nibale di Pado­va. In una let­tera pub­bli­ca­ta ieri sul quo­tid­i­ano patavi­no «Il Mat­ti­no» l’esten­sore del­lo scrit­to pro­pone la trasfor­mazione del carcere mil­itare di Peschiera, attual­mente chiu­so, in un per­ma­nente del­la sto­ria del­la non vio­len­za in Italia e nel mon­do. Un luo­go di divul­gazione tramite adeguati stru­men­ti di comu­ni­cazione come cinete­ca e la stes­sa bib­liote­ca. «Tut­to questo potrà avvenire soltan­to se gli enti locali e il volon­tari­a­to si faran­no por­ta­tori assieme di una forte richi­es­ta al demanio» sostiene con­vin­to Nibale por­tan­do come esem­pio il reclu­so­rio mil­itare di Gae­ta che «tra breve diven­terà luo­go di cul­tura ospi­tan­do la neona­ta di Cassi­no». Non c’è dub­bio che la pro­pos­ta che arri­va dal Movi­men­to non vio­len­to sia tut­t’al­tro che dis­prez­z­abile, anzi rives­ta un carat­tere qual­i­f­i­cante di un’area oggi ormai abban­do­na­ta da alcu­ni mesi. «A dir il vero» pre­cisa al tele­fono il sin­da­co Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na «l’ex carcere XXX Mag­gio risul­ta a riposo e non dismes­so. In teo­ria la strut­tura che è alle dipen­den­ze del coman­do orga­niz­zazione pen­iten­ziaria di Sul­mona può essere ria­per­ta in caso di estremo bisogno».

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