La denuncia di Chincarini: «Sui tempi ci siamo fatti fregare anche dai napoletani»

Trasporto su acqua da potenziare. I sindaci uniti per ottenere i fondi

Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiavo

I sin­daci del si sono riu­ni­ti ieri mat­ti­na alla palazz­i­na stor­i­ca per affrontare tut­ti insieme per la pri­ma vol­ta, il tema di un nuo­vo mod­el­lo di trasporto pub­bli­co sull’acqua. Quel­lo che è emer­so è un mod­el­lo anco­ra tut­to in fase embri­onale, con una ges­tazione che dur­erà anni, ma quan­do nascerà, (se nascerà), porterà una vera riv­o­luzione al sis­tema del­la pub­bli­ca. , sen­a­tore e sin­da­co di Peschiera, che ha indet­to la con­feren­za, ha aper­to i lavori relazio­nan­do sui finanzi­a­men­ti min­is­te­ri­ali mai arrivati alla . «Siamo rius­ci­ti a far­ci scap­pare 375 mil­iar­di di lire pre­visti dal­la legge 194 del 1998, che prevede­va il piano di risana­men­to eco­nom­i­co per il servizio del­la Nav­i­gar­da. Ci siamo fat­ti fre­gare sui tem­pi persi­no dai napo­le­tani che han­no dirot­ta­to il finanzi­a­men­to sul­la trans­vesu­viana. Questo per­chè le isti­tuzioni com­pe­ten­ti non si sono pre­oc­cu­pate del­la nav­igazione del Gar­da. Ora dob­bi­amo unire le forze e ripar­tire dal bas­so per far capire alle Regioni l’importanza del set­tore». Il prob­le­ma parte appun­to da qui: dove trovare nuovi finanzi­a­men­ti, quan­to cos­ta e chi parte­ci­pa all’operazione? Clam­orosa l’assenza di rap­p­re­sen­tan­ti del­la , del­la Provin­cia di Verona e del­la Provin­cia di Tren­to, tut­ti d’accordo invece gli ammin­is­tra­tori pre­sen­ti: è nec­es­sario sep­a­rare la ges­tione del­la nav­igazione dei tre laghi Mag­giore, Gar­da e Como. Pas­sag­gio che coz­za con­tro la legge 422 del ’97, come ha spie­ga­to il diret­tore di Nav­i­gar­da, Mar­cel­lo Cop­po­la, «legge che ha asseg­na­to la ges­tione gov­er­na­ti­va per il trasporto pub­bli­co di lin­ea, da non con­fondere con le tante aziende di trasporto pri­va­to, che numerose oper­a­no sul lago». L’azienda uni­ca per i tre laghi, nata nel 1957, gestisce tut­to, con una flot­ta di 24 navi e 128 addet­ti di ruo­lo, più una quar­an­ti­na di lavo­ra­tori peri­od­i­ci. «La ges­tione gov­er­na­ti­va fu decisa allo­ra», pre­cisa Cop­po­la, «prob­a­bil­mente per il risana­men­to del dopoguer­ra. Un tem­po quan­do non c’erano strade, la garde­sana bis fu costru­i­ta nel 1930, per andare da Riva a Desen­zano, dove c’era un grosso mer­ca­to, si usa­vano le imbar­cazioni. Questo per dire che la nav­igazione unisce tutte e tre le sponde del lago. Il Min­is­tero alle infra­strut­ture ed ai trasporti e le Regioni han­no comunque investi­to somme enor­mi per real­iz­zare dal 1999 al 2000, tre pon­tili per i traghet­ti (che trasportano automezzi), a Riva, Mal­ce­sine e Limone». L’argomento di fon­do comunque è rimas­to la ges­tione sul­la quale i rap­p­re­sen­tan­ti del­la , han­no por­ta­to inter­es­san­ti esem­pi. Pietro Gial­di­ni, diri­gente ter­ri­to­ri­ale Lom­bar­dia del­la sede di Man­to­va e Diego Fed­eri­ci, diri­gente delle infra­strut­ture per la regione Lom­bar­dia, han­no spiegato:«Noi abbi­amo del­e­ga­to la ges­tione diret­ta del­la nav­igazione sul lago d’Iseo agli enti locali e si è cos­ti­tu­ito un con­sorzio che gestisce il servizio, con soci tut­ti i Comu­ni». Fed­eri­ci ha inoltre detto:«Nel 2006 inau­gur­ere­mo una imbar­cazione elet­tri­ca per la nav­igazione nel par­co dell’Adda. Abbi­amo anche com­mis­sion­a­to uno stu­dio sem­pre per il 2006, per ren­dere nav­i­ga­bile il Min­cio. Un inves­ti­men­to enorme per arrivare al Po e all’Adriatico. Bisogna ragionare per trat­te impor­tan­ti, ad esem­pio da Peschiera fino a Man­to­va, il Gar­da potrebbe essere così col­le­ga­to fino al mare. La ges­tione del­la nav­igazione è van­tag­giosa e atti­ra inves­ti­men­ti pri­vati. Il prob­le­ma sono le infra­strut­ture, ma la poten­zial­ità di doman­da è alta, sopratut­to dall’estero». Il sin­da­co di Peschiera ha sottolineato:«Dovremo andare a chiedere finanzi­a­men­ti all’Europa. Nell’incontro che ho avu­to il mese scor­so con il gestore gov­er­na­ti­vo, , abbi­amo par­la­to anche del­la neces­sità di inves­ti­men­ti per la ricer­ca di sis­te­mi alter­na­tivi per i mezzi, oggi ali­men­tati a gaso­lio da auto­trazione. Sia le Regioni che lo stes­so Min­is­tero all’Ambiente ci han­no fat­to sapere che non han­no sol­di da imp­ie­gare per ques­ta ricer­ca». L’assessore alle infra­strut­ture del­la Provin­cia di Bres­cia, Aris­tide Peli si è uni­to al prog­et­to dell’unione delle forze dell’intero lago. L’assessore ai trasporti del Comune di Desen­zano, Mau­ro Guer­ra, ha ripreso il con­cet­to espres­so dal sin­da­co di , Pietro Meschi che ave­va ricordato:«Si deve pren­dere coscien­za che gli enti locali devono incidere sui servizi. Siamo pae­si di fron­tiera, al con­fine delle regioni e rima­ni­amo mar­gin­ali». Guer­ra ha aggiunto:«Dobbiamo creare una iden­tità forte del­la nos­tra comu­nità, altri­men­ti rimar­remo sem­pre servi­ti da sis­te­mi fram­men­tati». L’assessore alla por­tu­al­ità di Mal­ce­sine Car­lo Chin­car­i­ni, ha invece espres­so sod­dis­fazione per il servizio all’alto lago e ha pun­ta­to l’attenzione sul prob­le­ma del por­to, divenu­to trop­po pic­co­lo per i tan­ti servizi anche pri­vati che offre. Anto­nio Pasot­ti, asses­sore al tur­is­mo di Gar­da e pres­i­dente del con­sorzio «Lago di Gar­da è…», ha accolto le pre­oc­cu­pazioni dei col­leghi: «Quan­to costerà ai Comu­ni un’operazione così? Potremo ricor­rere a finanzi­a­men­ti anche pri­vati, cre­an­do una soci­età a cap­i­tale mis­to». Tante idee, tutte anco­ra da trasfor­mare in fat­ti, che anche i sin­daci di Lazise, Ren­zo Frances­chi­ni, di San Felice del Bena­co, Gian­lui­gi Mar­silet­ti, di Sirmione, Mau­r­izio Fer­rari, del vicesin­da­co di Bren­zone, Pietro Sabai­ni, degli asses­sori di Toscolano Mader­no, Alessan­dro Andri­at­ta, di Castel­n­uo­vo, Mas­si­mo Rota e del pres­i­dente del con­sorzio dei comu­ni del­la spon­da bres­ciana del lago di Gar­da e del lago d’Idro, Bernar­do Berar­dinel­li, han­no con­di­vi­so. Obi­et­ti­vo unanime: atti­var­si per creare un sis­tema avan­za­to che vada a risol­vere il traf­fi­co stradale ed offra una qual­ità di servizio all’industria del turismo.