Gli incontri, in collaborazione con la Comunità montana, a Gargnano, Tignale e Tremosine. L’obiettivo è creare una cultura preventiva tra genitori e docenti

Tre Comuni contro il bullismo

29/03/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Incon­tri teori­ci, con argo­men­ti appro­fon­di­ti nel­l’am­bito di lab­o­ra­tori speci­fi­ci, diret­ti sia agli inseg­nan­ti che ai gen­i­tori e, più in gen­erale, a tut­ti col­oro che in qualche modo sono coin­volti nel mon­do del­l’e­d­u­cazione. Una platea poten­ziale molto este­sa, che com­prende anche istrut­tori sportivi, allena­tori, mag­a­zz­inieri e autisti di scuo­labus. Tema con­dut­tore: il bullis­mo e le sue forme, da quelle più ecla­tan­ti e vis­i­bili, a quelle più sub­dole e di dif­fi­cile inter­pre­tazione. Obi­et­ti­vo prin­ci­pale: la prevenzione.È in base a questi ele­men­ti che sul­l’al­to Gar­da sono decol­late tre serie di incon­tri in tre Comu­ni (Tremo­sine, Tig­nale e Gargnano), per inizia­ti­va dei rispet­tivi asses­so­rati all’Istruzione, con la col­lab­o­razione del­la Comu­nità Mon­tana Par­co del­l’al­to lago, atti­va per il cofi­nanzi­a­men­to in base alla legge 285/97.Ma, men­tre a Tig­nale e Tremo­sine l’inizia­ti­va è tut­to­ra il cor­so, sot­to la gui­da del­la psi­colo­ga Fed­er­i­ca Big­not­ti, a Gargnano l’es­pe­rien­za si è con­clusa nei giorni scor­si, pilota­ta da Mariel­la Bombardieri.È sta­to per­tan­to pos­si­bile assis­tere alla fase con­clu­si­va, pub­bli­ca, per ren­der­si con­to del fun­zion­a­men­to del­la pro­pos­ta, che ha coin­volto anche parec­chi giovani.Bombardieri ha sin­te­tiz­za­to i ter­mi­ni del­l’inizia­ti­va, così come è sta­ta pre­sen­ta­ta alla popo­lazione, par­tendo dagli obi­et­tivi gen­er­ali prospet­tati agli edu­ca­tori. Ovvero: sen­si­bi­liz­zare al prob­le­ma del bullis­mo e dei suoi effet­ti, ridurre ed affrontare i fenomeni di bullis­mo, creare una cul­tura antibullis­mo in un’ot­ti­ca di pre­ven­zione. La stra­da per rag­giun­gere questi risul­tati pas­sa attra­ver­so l’au­men­to del­la conoscen­za del fenom­e­no, l’as­sun­zione di respon­s­abil­ità da parte degli edu­ca­tori e, sot­to l’aspet­to con­cre­to, il poten­zi­a­men­to delle strate­gie di intervento.Lo svol­gi­men­to del­l’at­tiv­ità «anti-bullis­mo» è quin­di tran­si­ta­ta attra­ver­so una con­feren­za iniziale, riv­ol­ta alla popo­lazione, con un tito­lo emblem­ati­co: «Il gio­co crudele del­l’ag­gres­siv­ità», per poi diriger­si a gen­i­tori ed inseg­nan­ti con l’o­bi­et­ti­vo di ideare strate­gie per sen­si­bi­liz­zare altri adul­ti e stu­den­ti al problema.Buoni i numeri che Bom­bardieri ha mes­so sul tavo­lo, trat­tan­dosi di una realtà come Gargnano, dove la popo­lazione è molto frazion­a­ta. Basti pen­sare che alla con­feren­za gen­erale ha assis­ti­to una set­tan­ti­na di per­sone, entità tut­t’al­tro che trascur­abile. Tra queste, un paio di dozzine di edu­ca­tori tra cui un diri­gente sco­las­ti­co, inseg­nan­ti di Gargnano e Limone, grup­pi del­l’o­ra­to­rio di Gargnano e Monte Gargnano, grup­po di oper­a­tori ter­ri­to­ri­ali, rap­p­re­sen­tan­ti del­l’As­so­ci­azione «Prog­et­to Gen­i­tori Gargnano», Grup­po sporti­vo pallavo­lo e vela, Guardie eco­logiche e volon­tari che oper­a­no sui pul­mi­ni di trasporto alun­ni; oltre nat­u­ral­mente ai genitori.Il frut­to di quest’esperienza, sec­on­do i risul­tati del­la psi­colo­ga, con­siste soprat­tut­to nel­l’ac­qui­sizione di mag­giore sen­si­bil­ità e nel­l’at­ten­zione a com­por­ta­men­ti che potreb­bero sfo­cia­re nel bullis­mo. Risul­ta deter­mi­nante, in questo con­testo, il dial­o­go tra inseg­nan­ti e genitori.