Dopo il successo della raccolta di firme su due sponde del lago, entra nel vivo il procedimento delle proposte di legge di iniziativa popolare

Tre Parchi regionali per salvare il Garda

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

La sfi­da in Vene­to e Lom­bar­dia: norme per la tutela del pae­sag­gio in 37 Comu­ni dei Col­li moreni­ci del Monte Bal­do e del­la Valpo­li­cel­la È nata la «San­ta Allean­za» dei parchi garde­sani nel lom­bar­do-vene­to. Sono infat­ti tre i prog­et­ti di legge regionale d’iniziativa popo­lare per isti­tuire nuove aree pro­tette sulle due sponde del lago.[FIRMA]DUE SONO NEL VENETO (Parchi del Gar­da-Bal­do e del­la Valpo­li­cel­la), for­ti di 6 mila firme già deposi­tate in Regione. Un ter­zo, gemel­lo di quel­lo veronese, ha ottenu­to oltre 7 mila firme per «parchiz­zare» il bas­so Gar­da bres­ciano (18 Comu­ni) e una parte di entroter­ra man­to­vano (altri 8 paesi).Proposto dal Comi­ta­to per il Par­co delle Colline moreniche, la cui area com­prende tut­ta la zona cen­tro-merid­ionale del Gar­da lom­bar­do, il par­co regionale bres­ciano-man­to­vano con­di­vide con i «gemel­li» veneti un uni­co obi­et­ti­vo: dife­sa del ter­ri­to­rio da nuove colate di cemen­to e sal­va­guardia dei vigneti, delle col­ture tradizion­ali, dell’unicità del pae­sag­gio garde­sanoO­ra dovran­no essere i due Con­sigli region­ali, o almeno ques­ta è la sper­an­za (non una certez­za) a tra­mutare in legge l’iniziativa popolare.Non è solo una riscos­sa delle asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste garde­sane che, mai come oggi, han­no fat­to fronte uni­co per ques­ta battaglia, ma anche una rin­no­va­ta pre­sa di coscien­za delle popo­lazioni locali che si sono accorte, forse trop­po tar­di, che il lago sta infi­lan­dosi in un tun­nel sen­za più uscita.IERI MATTINA, a Desen­zano, i comi­tati pro­mo­tori delle tre pro­poste di legge si sono riu­ni­ti per illus­trare alla stam­pa i risul­tati del­la petizione.Come già antic­i­pa­to da Bres­ciaog­gi due set­ti­mane fa, il comi­ta­to del Par­co Colline Moreniche non solo ha super­a­to la soglia min­i­ma delle 5 mila firme ma addirit­tura anche le 7 mila: per la pre­ci­sione 7.318 tra Bres­cia e Mantova.Emilio Crosato, pres­i­dente del Par­co Colline Moreniche (con lui anche Gabriele Loviset­to e Gui­do Franz), ha riper­cor­so le tappe dell’iniziativa popo­lare con le sue prime delu­sioni e con «una gener­i­ca atten­zione da parte degli enti isti­tuzion­ali: Regione, Provin­cia e Min­is­tero per l’Ambiente». Nel­la qua­si indif­feren­za di molte isti­tuzioni, si così giun­ti alla deci­sione di avviare la maxi rac­col­ta di firme che ha reg­is­tra­to 4.847 schede cer­tifi­cate nel­la nos­tra provin­cia, 2.423 in quel­la di Man­to­va e 43 a .Desen­zano è sta­ta la più vir­tu­osa con le sue 994 firme, segui­ta da Lona­to con 489 e Cas­tiglione con 445.Un suc­ces­so oltre ogni pre­vi­sione, per un Par­co volu­to dal­la gente.Ma i sin­daci si «defi­lano»: pochi di loro tra i fir­matariI tre prog­et­ti di legge garde­sani, per l’istituzione di parchi su inizia­ti­va popo­lare, potreb­bero fare scuo­la in tut­ta Italia per il meto­do segui­to e per il tipo di rego­la­men­tazione pro­pos­ta. In Toscana vogliono già «copi­are» l’idea.Lo ha riv­e­la­to alla pre­sen­tazione di ieri mat­ti­na, a Desen­zano, Gian­pao­lo Bas­tia, esper­to urban­ista, che ha det­to di essere sta­to con­tat­ta­to da Alber­to Asor Rosa, criti­co e scrit­tore, per saperne di più sui prog­et­ti di legge per l’is­ti­tuzione dei parchi, per «clonare» l’iniziativa nel­la Marem­ma toscana.ECCO PERCHÈ stupisce lo scar­so appog­gio dato a ques­ta inizia­ti­va dal­la gran parte dei Comu­ni e degli enti locali garde­sani, non cer­to in pri­ma lin­ea nel­la «battaglia». Spigolan­do tra le pieghe del­la rac­col­ta di firme del prog­et­to di legge bres­ciano, sus­ci­ta sor­pre­sa la scar­sità di firme di ammin­is­tra­tori gardesani.In Vene­to han­no fir­ma­to 6 sin­daci su 14. E nel Bres­ciano, come rifer­i­to da Gui­do Franz «ci sono solo le firme dei sin­daci di Maner­ba, Roè Vol­ciano, Mon­tichiari, Mus­co­l­ine e di un con­sigliere regionale del Pd, men­tre nel Man­to­vano, al con­trario, è sta­ta mas­s­ic­cia l’ade­sione dei sin­daci e di qua­si tut­ta la giun­ta provin­ciale. Del resto basti pen­sare che Bedi­z­zole con 376 schede supera di gran lun­ga Sirmione (290). C’è da chieder­si come mai gli ammin­is­tra­tori dei gran­di cen­tri non si siano mostrati sen­si­bili come i loro molti concittadini».Questo sor­prende, per­ché gli obi­et­tivi del prog­et­to di legge, in fon­do, sono pres­soc­ché iden­ti­ci a quel­li ripor­tati nei pro­gram­mi elet­torali delle ammin­is­trazioni oggi al gov­er­no di Desen­zano, Sirmione, Salò: tute­lare il pae­sag­gio, tute­lare le col­ture tipiche, eccetera eccetera eccetera. Ma poi, in prat­i­ca, sorge il sospet­to che molti sin­daci non vedano di buon occhio il Par­co, il cui «piano rego­la­tore» avrebbe val­ore preva­lente sui piani edilizi dei sin­goli Comu­ni, i quali non avreb­bero più «mano libera».E ALLORA quale sarà il des­ti­no del cos­tituen­do Par­co delle ? Sicu­ra­mente il prog­et­to di legge sarà ritenu­to ammis­si­bile. Ma il voto dei Con­sigli region­ali res­ta un’incognita. Avrà il sopravven­to la sen­si­bil­ità del­la classe polit­i­ca, oppure pre­var­ran­no altre con­sid­er­azioni, tec­niche, politiche ed ovvi­a­mente economiche?Desta pre­oc­cu­pazione pro­prio quel defi­lar­si di parec­chi ammin­is­tra­tori locali.