La costruzione del maxi centro commerciale creerà problemi viari: ecco le soluzioni. Già concesse licenze per 13.100 metri quadri: mancano i «piccoli»

Tre rotonde per il «gigante»

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Il gigante dai pie­di di cemen­to sta pren­den­do sem­pre più fisiono­mia a Desen­zano. Non c’è auto­mo­bilista che, per­cor­ren­do la statale nei parag­gi del viadot­to fer­roviario, non volti la tes­ta per dare una sbir­ci­a­ta alla enorme costruzione che sta nascen­do nel «val­lone», fino alla scor­sa pri­mav­era occu­pa­ta dai campi e da un capan­none dismes­so. Il cen­tro com­mer­ciale ex «Dia­man­ti» sta com­in­cian­do a pul­sare e, nel 2004 dovrebbe essere già pron­to, se non tut­to almeno in buona parte. Qual­cuno ha det­to che si trat­ta del più grande cen­tro com­mer­ciale del­la nos­tra regione. Pos­si­bile? «Ma no — rin­tuz­za subito il sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za, che ques­ta cola­ta di cemen­to se l’è trova­ta addos­so dopo essere sta­ta autor­iz­za­ta qua­si ven­t’an­ni fa — dici­amo che l’even­tuale cen­tro dei Cam­pag­no­li, sul­la super­stra­da Desen­zano-Cas­tiglione, lo supera per esten­sione almeno cinque volte. E allo­ra, dici­amo che è anda­ta bene così…». Intan­to l’Am­min­is­trazione sta ten­tan­do di portare a casa qualche altro ben­e­fit. Alcu­ni accor­di sareb­bero a buon pun­to, tra Comune e lot­tiz­zan­ti, e dovreb­bero con­sen­tire la costruzione, a cari­co dei pri­vati, delle tre rota­to­rie stradali che vedran­no la luce il prossi­mo anno tra il viadot­to e via Gram­sci. Per ora c’è una promes­sa. Nul­la di più. Ma a palaz­zo Bagat­ta sper­a­no che tra breve si met­ta nero su bian­co. Nelle casse comu­nali rimar­rebbe così un buon gruz­zo­lo di euro. E altret­tan­to in quelle del­la Provin­cia. La pri­ma rota­to­ria sorg­erà in via Bezzec­ca (ingres­so del cen­tro com­mer­ciale), la sec­on­da all’in­cro­cio del­la stra­da per l’ospedale e la terza alla Madon­ni­na (via Gram­sci, via Garibal­di). Con queste rotonde si dovrebbe, sec­on­do gli esper­ti, miglio­rare abbas­tan­za la . Ma i dub­bi restano, e più che fon­dati, soprat­tut­to alla luce delle esprien­ze del pas­sato. Ad esem­pio, il nuo­vo sis­tema via­bilis­ti­co del­la Per­la (sovrap­pas­so, gal­le­ria) che avrebbe dovu­to ridurre il traf­fi­co nel­la zona e che, invece, di fat­to ha solo sposta­to di tre­cen­to metri il caos, in direzione del viadot­to fer­roviario, ovvero la por­ta d’in­gres­so alla cit­tad­i­na. Intan­to il com­p­lesso com­mer­ciale sta assumen­do già una sua pre­cisa fisiono­mia. Ma cosa con­ter­rà? Le licen­ze com­mer­ciali, quan­to meno per la grande dis­tribuzione, sono già una realtà. All’ap­pel­lo man­cano solo quelle al det­taglio. La soci­età Arco di Bres­cia ha già cinque licen­ze per medie strut­ture di ven­di­ta (super­fi­cie com­pre­sa, per legge, tra i 250 e i 2500 mq.) di generi non ali­men­ta­ri, per un totale di qua­si 10 mila metri quadri (per la pre­ci­sione 9840). La soci­età Unes Maxi di ne ha ottenute due, di cui 510 mq. per i non ali­men­ta­ri e 1190 per generi ali­men­ta­ri; la Con­bipel Bima, ha chiesto la licen­za per una media strut­tura, anche ques­ta non ali­menta­re, pari a 1600 metri quadri. In totale sono state con­cesse licen­ze per una super­fi­cie di 13.100 mq. ma all’ap­pel­lo man­ca il terziario, con un’in­finità di pic­coli e medi negozi, tra i 50 e i 200 mq. Il maxi cen­tro dei Dia­man­ti sicu­ra­mente sarà in gra­do di muo­vere un grande giro d’affari, anche gra­zie alla sua posizione invidi­a­bile, vicinis­si­ma al cen­tro. E per molti pic­coli negozianti di Desen­zano potrebbe essere la fine.

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