L’imbarcazione non esce già più dal porto. Dalla Regione anche Giorgetti lancia un appello: «Se ne discuta, i soldi necessari potrebbero essere trovati»

Tre sindaci rivoglionola motovedetta dell’Arma

Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Tre sin­daci in cam­po per ria­vere in servizio la motovedet­ta dei di Tor­ri del Bena­co. È sta­ta infat­ti spedi­ta al gen­erale Mar­co Scur­satone, del Coman­do gen­erale dell’Arma di Roma, oltre che a quel­lo regionale di Pado­va, Raf­faele Vac­ca, e provin­ciale di Verona, colon­nel­lo Clau­dio Cogliano, la mis­si­va fir­ma­ta dai sin­daci di Tor­ri, Gior­gio Pas­sionel­li, di Bren­zone, Gia­co­mo Simonel­li, e di Mal­ce­sine, Valente Chin­car­i­ni. I pri­mi cit­ta­di­ni, dopo l’an­nun­ci­a­ta con­tra­ri­età già espres­sa in prece­den­za, han­no for­mal­iz­za­to il loro pro­fon­do dis­ap­pun­to per «il pro­gram­ma di razion­al­iz­zazione del servizio navale dell’Arma, almeno nel­la parte rel­a­ti­va al Gar­da Veronese».«La spon­da vene­ta», han­no infat­ti scrit­to i sin­daci, «rischia di non essere adeguata­mente tute­la­ta dal pun­to di vista del­la sicurez­za e dei con­trol­li sino­ra garan­ti­ti su oltre 40 chilometri di costa».Il ragion­a­men­to è sem­plice: «Se nel Bres­ciano restano comunque i presì­di dei cara­binieri di Salò, quel­lo esti­vo a Desen­zano e la Guardia costiera», ha illus­tra­to l’assessore di Bren­zone Davide Benedet­ti, esten­sore del­la let­tera per con­to del sin­da­co Simonel­li e dei col­leghi di Tor­ri e Bren­zone, «nel Veronese res­ta invece solo la motovedet­ta di Peschiera. Che però deve ora coprire anche l’area del­l’al­to Gar­da, cioè da San Vig­ilio ver­so Nord, men­tre pri­ma l’area era sot­to il con­trol­lo dei mil­i­tari di Torri».Insomma: le assi­cu­razioni del coman­dante di Verona, colon­nel­lo Cogliano, rel­a­ti­va­mente ad un «mag­giore numero di ore di servizio del­la motovedet­ta di Peschiera, gra­zie anche al lavoro dei due mil­i­tari di Tor­ri che lì ver­reb­bero imbar­cati», e quin­di di una «per­sis­ten­za di adeguati con­trol­li sul­la spon­da veronese», come ave­va illus­tra­to egli stes­so pro­prio di recente, è con­sid­er­a­ta una «misura insuf­fi­ciente rispet­to al prob­le­ma che si viene a creare».Ma non è tut­to. Dopo l’interrogazione del par­la­mentare di Allean­za nazionale, Alber­to Gior­get­ti, al min­istro dell’Interno, Giu­liano Ama­to, c’è sta­to anche un incon­tro a Roma tra lo stes­so dep­u­ta­to e il vicem­i­nistro dell’Interno Min­ni­ti. Dal­la Cap­i­tale però anco­ra non sono giunte risposte. Risposte le attende anche Mas­si­mo Gior­get­ti, asses­sore regionale alla sicurez­za, da parte del Coman­do regionale dell’Arma, alla sua mis­si­va data­ta 7 gen­naio. «Se il prob­le­ma sono i cir­ca set­temi­la euro di cos­to ann­uo del­la motovedet­ta», ave­va det­to Mas­si­mo Gior­get­ti, «se ne dis­cu­ta nel tavo­lo per­ma­nente tra Regione e cara­binieri. Dico sin d’ora che siamo disponi­bili ad accol­lar­ci quelle spese per­chè la motovedet­ta di Tor­ri riman­ga in servizio».Infine, quel­lo che per ora appare come l’ultimo svilup­po del­la vicen­da. Vis­to che la «rior­ga­niz­zazione» impos­ta da Roma e trasmes­sa a Pado­va e a Verona in realtà riguar­da molte zone tur­is­tiche di tut­ta Italia, la battaglia con­tro la deci­sione cen­trale è esplosa ed è sta­ta cav­al­ca­ta anche da altri par­la­men­tari, cias­cuno per i pro­pri territori.Ad esem­pio, il sen­a­tore Fil­ip­po Bersel­li, di Allean­za nazionale di For­lì, come anche il col­le­ga di Forza Italia di Gal­lipoli, Vin­cen­zo Bar­ba, han­no por­ta­to il prob­le­ma a Palaz­zo Madama. Con inter­rogazioni riv­olte al min­istro del­la Dife­sa, Arturo Parisi, i sen­a­tori si sono scagliati con­tro un «fat­to di inau­di­ta grav­ità poichè rischia di creare dan­ni ril­e­van­ti in ter­mi­ni di con­trol­lo del ter­ri­to­rio» sia sul­la «cos­ta jon­i­co-gal­lipoli­na» che «nel trat­to di mare com­pre­so tra Zad­i­na e San Mau­ro Mare», a ridos­so di Cese­n­ati­co. Qui la situ­azione è in buona sostan­za iden­ti­ca a quel­la di Tor­ri: due mil­i­tari su un’unica motovedet­ta con­trol­lano per tut­to l’arco dell’anno l’intera cos­ta del­la provin­cia di Forlì.Intanto però da Verona e da Bres­cia, in atte­sa delle risposte da Roma, i Coman­di provin­ciali han­no fer­ma­to rispet­ti­va­mente nei por­ti di Tor­ri, di Gargnano e di Desen­zano le motovedette «classe 200». I mezzi insom­ma, ormai da qualche giorno, non han­no più pre­so il largo e non pat­tugliano più ne il bas­so e nè l’al­to Garda.

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