Mons. Giulio Sanguineti insieme ai confratelli di Verona e Trento. Una giornata indimenticabile sul lago di Garda in onore di San Vigilio. Il coro di don Neva con 60 giovani bresciani

Tre vescovi si incontrano sull’acqua

Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Un 25 aprile ded­i­ca­to a San Vig­ilio e che ha vis­to pro­tag­o­nisti, oltre al nos­tro , tre comu­nità dioce­sane, quat­tro vescovi, tre pres­i­den­ti di provin­cia con i loro asses­sori, una cinquan­ti­na di sac­er­doti ed un migli­aio di fedeli di ogni età. Il tut­to scan­di­to da preghiere, litanie, promesse, can­ti, musiche e benedi­zioni sul­l’ac­qua in una quan­tità tale che il nos­tro Lago non ha forse mai vis­to. Un fat­to sim­i­lare si è vis­to solo a Tiberi­ade in Ter­ra San­ta, su quelle acque dove i pel­le­gri­ni riper­cor­rono il rito del­la purifi­cazione ed il ricor­do dei mira­coli di Gesù tra i poveri pesca­tori di Cafar­nao. Una gior­na­ta indi­men­ti­ca­bile ter­mi­na­ta con gli Alleluia toc­can­ti, inneg­gianti al «Re del­la Glo­ria» e sca­tu­ri­ti dalle ugole dei ses­san­ta gio­vani com­po­nen­ti il «Grande Coro Insieme» di Bres­cia, diret­to da Don Mario Neva. Una gior­na­ta ded­i­ca­ta al risveg­lio del «sen­so di vivere da cris­tiani, cioè l’e­van­ge­liz­zazione, azione che va svol­ta tra popoli uni­ti per­ché fron­tiere non esistono più». Ecco per­ché le limpi­de acque del Gar­da si sono prestate per unire, nel giorno di San Vig­ilio ma anche del­l’e­van­ge­lista Mar­co, oltre che mate­rial­mente, anche spir­i­tual­mente le tre provin­cie bag­nate dal lago. La gior­na­ta è inizia­ta quan­do due bat­tel­li ed un alis­cafo, con a bor­do un migli­aio di rap­p­re­sen­tan­ti delle dio­ce­si bres­ciana, veronese e trenti­na si sono date appun­ta­men­to nelle acque anti­s­tan­ti la pun­ta di San Vig­ilio, a poca dis­tan­za dal cen­tro tur­is­ti­co di Gar­da, per la litur­gia del­l’ac­qua e la benedi­zione del lago in memo­ria di San Vig­ilio, vesco­vo trenti­no, nel 1600° anniver­sario dal mar­tirio. A bor­do era­no pre­sen­ti anche il Vesco­vo di Tren­to, Mon­sign­or Lui­gi Bres­san, orga­niz­za­tore del­l’even­to, il Vesco­vo di Bres­cia Mon­sign­or Giulio San­guineti e di Verona Padre Flavio Car­raro. Ospite illus­tre, la cui pre­sen­za non era sta­ta annun­ci­a­ta, anche il vesco­vo emer­i­to di Bel­luno mon­sign­or Maf­feo Ducoli. Con loro sono state poi coin­volte le tre Province ed infat­ti su due delle tre imbar­cazioni era­no pre­sen­ti Alber­to Cav­al­li per Bres­cia e Loren­zo Del­lai per Tren­to, men­tre il pres­i­dente del­la Provin­cia di Verona, Alear­do Mer­lin, era rimas­to ad atten­dere gli ospi­ti sul molo del­l’im­bar­cadero di Gar­da. Un even­to trascor­so per la mag­gior parte nel cen­tro veronese di Gar­da, ma che ha vis­to l’e­s­po­sizione di striscioni con la scrit­ta «Le popo­lazioni del Gar­da nel nome di Vig­ilio» e libret­ti di pro­gram­ma, dis­tribuiti un po’ ovunque nei numerosi cen­tri del lago che le tre imbar­cazioni (alis­cafo Galileo Galilei per i bres­ciani, par­ti­to da Salò, bat­tel­lo Tonale per i Tren­ti­ni sal­pa­to da Riva e la Zanardel­li per i verone­si da Desen­zano) han­no toc­ca­to. Il grup­po bres­ciano, com­pos­ta da 180 per­sone, era sta­to segui­to e coor­di­na­to da Don Clau­dio Zanar­di­ni, respon­s­abile del­l’Uf­fi­cio Tur­is­ti­co e dei Pel­le­gri­nag­gi, men­tre con il pres­i­dente Cav­al­li era­no pre­sen­ti gli asses­sori per i trasporti Bet­tin­soli («mi chi­amo Vig­ilio, come pote­vo man­care?») e per il tur­is­mo . Un 25 aprile dove non sono man­cati i pen­sieri al giorno del­la Lib­er­azione, all’u­nità dei cris­tiani, alla con­ver­gen­za con le altre reli­gioni, alla neces­sità di una mag­giore impeg­no, sì per la evan­ge­liz­zazione, ma anche di aiu­to e servizio ai più deboli. Ad atten­dere le tre comi­tive sul molo di Gar­da anche un vec­chio baf­fu­to, vesti­to da pel­le­gri­no, con sac­chi di iuta, il lun­go bas­tone e la cioto­la per l’ac­qua appe­sa al col­lo, un imme­di­a­to sim­bo­lo del sen­so di quel mes­sag­gio che i quat­tro vescovi han­no poi volu­to dare. Il cor­teo, con le autorità in tes­ta, si è diret­to ver­so il Munici­pio, per­cor­ren­do il lun­go­la­go tra due ali di fol­la, tur­isti nel giorno di fes­ta, felice­mente sor­p­rese di quel rito. Il sin­da­co di Gar­da, con fas­cia tri­col­ore, ha guida­to gli ospi­ti ver­so il grande pal­co cop­er­to innalza­to pro­prio di fronte al Munici­pio, nel­la cui sala con­sil­iare tut­ti i prelati si sono recati trasfor­man­dola in sacres­tia. Quin­di si è svol­ta la lun­ga cel­e­brazione eucaris­ti­ca, sot­to un cielo gri­gio per­la, stes­so col­ore del lago, sen­za nuv­ole minac­ciose che non han­no inter­rot­to la cer­i­mo­nia e lo scam­bio dei doni. Scam­bio di dip­in­ti per i Pres­i­den­ti di Provin­cia, scam­bio di Evan­ge­lario per i Vescovi e promes­sa da parte di tut­ti di «impeg­nar­si mag­gior­mente nel­la dif­fu­sione del Van­ge­lo». Pro­tag­o­nista tra loro anche la pas­to­ra luter­ana Ingrid Rau che ha par­la­to di San Vig­ilio «mar­tire in una Chiesa un tem­po uni­ta e che oggi vuole di nuo­vo riavvic­inare le sue varie mem­bra». Anche Don Mario Neva, durante la rap­p­re­sen­tazione pomerid­i­ana del suo «Grande Coro Insieme» ha ricorda­to gli ebrei cadu­ti nel­l’Olo­caus­to, con parole sagge e can­ti di sapore israeliano. Ha poi ricorda­to che oggi (26 aprile) ricorre il 15° anniver­sario dal­la trage­dia di Cer­nobyl e che alcu­ni bres­ciani saran­no rice­vu­ti dal Papa a Roma, nel­lo spazio ded­i­ca­to alle asso­ci­azioni che si sono occu­pate di assis­tere in questi anni i bam­bi­ni bielorus­si col­pi­ti dalle radi­azioni. Una quin­di viva ed entu­si­as­ta, che si è anche ripromes­sa di ritrovar­si al più presto per un sec­on­do appun­ta­men­to su quelle limpi­de acque che bag­nano inin­ter­rot­ta­mente tre delle Provincie.