Tutti i campioni in gara domani a Garda. La «Gran Fondo Paola Pezzo» è già diventata un evento Il bresciano Rosola: «Questi tracciati, risorsa turistica»

Tremila bikers pronti a partire

21/04/2001 in Sport
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

E’ il boom del­la moun­tain bike. Alla sec­on­da edi­zione del­la «Gran Fon­do Pao­la Pez­zo», che si cor­rerà domani 22 aprile sul­la spon­da veronese del lago, han­no dovu­to chi­ud­ere le iscrizioni al rag­giung­i­men­to del­l’in­cred­i­bile numero di trem­i­la con­cor­ren­ti! L’an­no scor­so era­no sta­ti 1600, ora sono rad­doppiati. Accan­to ai più for­ti (Miguel Mar­tinez, Mar­co Bui, Hubert Pall­huner, Mirko Braschi, Dario Acquaroli; tra le donne, ovvi­a­mente, la padrona di casa, vincitrice di due medaglie d’oro alle Olimpia­di), ci sono sem­pli­ci appas­sion­ati. Molti proven­gono dal­la nos­tra provin­cia. La parten­za ver­rà data sul lun­go­la­go di Gar­da, alle ore 11 (ogni dieci minu­ti pren­der­an­no il via in 600). Lunghez­za del per­cor­so: 40 chilometri. Pas­san­do da Val dei Moli­ni e da Corti­na, si rag­giungerà Cardi­no, a 410 metri di altez­za, dopo 10 chilometri di gara. Seguirà una breve disce­sa fino ad Albisano. Gius­to il tem­po di tirare un po’ il fia­to, ed ecco l’ul­ti­ma asce­sa, fino a San Zeno (750 metri di altez­za, 22esimo chilometro), l’asper­ità prin­ci­pale. Da questo pun­to occor­rerà più l’a­bil­ità tec­ni­ca che la capac­ità di resisten­za. Dopo aver attra­ver­sato una splen­di­da pine­ta, si tran­siterà dal­la Roc­ca. Ulti­mo trat­to in pic­chi­a­ta. Arri­vo sul lun­go­la­go. Al di là del­la Gran Fon­do, il lago ha scop­er­to i bik­ers. Un mar­chio con­trad­dis­tingue gli hotel che offrono una serie di servizi: officine per le riparazioni, locali-depos­i­to, spoglia­toi, menù per gli sportivi. La funi­via Mal­ce­sine-Monte con­sente di trasportare i ciclisti fino ai 1760 metri del­la stazione a monte: da qui, giù in disce­sa, lun­go il ver­sante a lago oppure nel­la valle del­l’Adi­ge. Nel 2002 ver­rà aumen­ta­ta la capien­za delle cab­ine: dagli attuali 22 posti a 40 e 80. Nel peri­o­do esti­vo, dall’11 giug­no all’8 set­tem­bre, due linee di auto­bus, gesti­ti dal­l’azien­da provin­ciale dei trasporti e attrez­za­ti di appo­site ras­trel­liere, accol­go­no i tur­isti e le loro bici. Una lin­ea parte da , pas­sa da Gar­da, Tor­ri e Albisano, arri­va a San Zeno di Mon­tagna e Pra­da. L’al­tra, da Gar­da, giunge a Novez­za dopo le soste a Coster­mano, Capri­no e Spi­azzi. Nei prossi­mi giorni uscirà una carti­na con la descrizione det­tagli­a­ta dei per­cor­si nel­l’en­troter­ra. Gli alber­ga­tori di Gar­da e Coster­mano han­no deciso di orga­niz­zare scuole di adde­stra­men­to (respon­s­abile tec­ni­ca la Pez­zo, col­lab­o­ra­tori il bres­ciano Pao­lo Roso­la e Mau­rilio Cav­a­lieri, istrut­tori Ras­mussen, Acquaroli, ecc.). Tutte le novità sono state illus­trate nel cor­so di una con­feren­za stam­pa svoltasi nel castel­lo di Tor­ri. I motivi del suc­ces­so li spie­ga la cam­pi­ones­sa olimpi­ca Pao­la Pez­zo. «Ques­ta zona è un ango­lo di par­adiso — dice -. Il cli­ma è sem­pre favorev­ole: raro avere gior­nate trop­po fred­de, anche in pieno inver­no. Si pos­sono inoltre trovare trac­ciati di ogni tipo: alcu­ni molto sem­pli­ci, con lunghi trat­ti in salis­cen­di sem­pre ped­al­a­bili; altri molto com­p­lessi, con for­ti pen­den­ze, salite moz­zafi­a­to e discese tec­niche. «Decine di bik­ers si avven­tu­ra­no sui sen­tieri più o meno trac­ciati, alla ricer­ca di nuovi impeg­na­tivi pas­sag­gi, sce­nari uni­ci e scor­ci da non perdere. I boschi rigogliosi sono invece il reg­no di lec­ci e roverelle. Qui fior­iscono tutte le vari­età di piante tipiche delle coste marine. Il fon­do dei ter­reni ha un otti­mo drenag­gio e dif­fi­cil­mente si tro­va quel fan­go fas­tidioso che, incol­lan­dosi alle ruote, impedisce di avan­zare. Anche quan­do si scende dalle strade bat­tute per adden­trar­si su trat­ti meno fre­quen­tati non si incon­tra­no par­ti­co­lari prob­le­mi». E il «nos­tro» Pao­lo Roso­la, 14 tappe vinte al Giro d’I­talia: «In col­lab­o­razione con gli enti locali, vor­rem­mo seg­nalare tut­ti i sen­tieri in modo per­ma­nente, con le lunghezze e il gra­do di dif­fi­coltà. Inten­derem­mo pure offrire ulte­ri­ori servizi (esem­pio le guide locali). La zona avrebbe un ritorno eco­nom­i­co e d’im­mag­ine». Ques­ta for­ma di tur­is­mo, che spopo­la da anni nell’alto lago (ad esem­pio, sulle strade mil­i­tari attorno a pas­so Nota) ha attec­chi­to quin­di anche nel Veronese. E il tur­is­mo sporti­vo com­in­cia a diventare una risor­sa preziosa per il baci­no gardesano.

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