Domenica sera don Gabriele Scalmana parlerà della rete di collegamenti: mulattiere, sentieri, teleferiche. Il Novecento in primo piano: dalle strade allo sviluppo turistico

Tremosine esce dall’«isolamento»

22/10/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Le tante fac­ce del­l’iso­la­men­to che han­no seg­na­to il pas­sato di Tremo­sine saran­no ripor­tate all’at­ten­zione nelle prossime set­ti­mane nel cor­so di un ciclo di incon­tri dal tito­lo «Tremo­sine Nove­cen­to, voci, per­son­ag­gi, vicende». Dicono gli orga­niz­za­tori (che uffi­cial­iz­zano il sito inter­net al quale si può fare rifer­i­men­to per infor­mazioni: www.tremosinecultura.it): «Il Nove­cen­to è sta­to anche per i nos­tri pae­si den­so di rapi­di muta­men­ti. Risul­ta per­ciò assai utile riper­cor­rerne le trac­ce, per una sto­ria di Tremo­sine che ten­ga con­to delle con­dizioni con­crete di vita del­la sua gente. Le tante fac­ce del sec­o­lare iso­la­men­to, la costruzione di nuove strade utili all’im­pre­sa del­l’u­nità nazionale, la trasfor­mazione del­l’e­cono­mia: sono solo alcu­ni degli spun­ti che si pos­sono con­sid­er­are, accan­to al fenom­e­no del­l’em­i­grazione, già larga­mente anal­iz­za­to nel cor­so del­l’ul­ti­mo anno». Si parte domeni­ca 24 otto­bre (ore 21 all’o­ra­to­rio di Pieve) con don Gabriele Scal­mana che par­lerà di «Sen­tieri, mulat­tiere, tele­feriche: Arturo Coz­za­glio e la stra­da più bel­la del mon­do». Il sec­on­do appun­ta­men­to vedrà la relazione di Car­lo Simoni (ven­erdì 12 novem­bre, ore 21.00, sala con­sil­iare di Pieve) sul «Vil­lag­gio operaio di Cam­pi­one», con le tes­ti­mo­ni­anze di Giuseppe Bri­ar­a­va e Gio­van­ni Com­in­ci­oli. Ter­zo appun­ta­men­to pro­gram­ma­to per ven­erdì 26 novem­bre (ore 21, sede di Vesio) con gli occhi pun­tati su «La Grande Guer­ra tra il Gar­da e Ledro, le fotografie e gli scrit­ti del tenente Giuseppe Cipel­li», con inter­ven­to di Domeni­co Fava che, sul­l’ar­go­men­to, ha scrit­to un inter­es­sante libro. Le let­ture saran­no di Andrea Gius­tac­chi­ni. Si chi­ude giovedì 9 dicem­bre (ore 21 ora­to­rio di Pieve) con Mau­ro Grazi­oli che par­lerà dell’«Industria del forestiero, il tur­is­mo sul Gar­da tra Otto­cen­to e Nove­cen­to», mate­ri­ale anche questo fini­to in un testo dato alle stampe dal­lo stes­so Grazi­oli. Gli orga­niz­za­tori, intan­to, rispolver­a­no alcune tra le frasi più emblem­atiche di per­son­ag­gi tremosi­ne­si del pas­sato. Tra queste emerge una pre­vi­sione effet­tua­ta nel 1913 — quan­do era in costruzione la stra­da tra il lago e Pieve — dal par­ro­co Michele Mile­si: «Col­la nuo­va stra­da Tremo­sine diven­terà una stazione cli­mat­i­ca delle più gra­dite, e qui ver­ran­no dalle vicine cit­tà e pae­si a cer­car quel­la pace e riposo che fino ad ora anda­vano cer­can­do in pae­si stranieri». «Col­la nuo­va stra­da fiorirà l’in­dus­tria dei forestieri tan­to rimuner­a­trice, il com­mer­cio meglio si svilup­perà, le con­dizioni eco­nomiche si canger­an­no, e non avre­mo più lo spet­ta­co­lo di tan­ti nos­tri com­pa­tri­oti, che emi­gra­no per cer­car quel pane che non può dar loro la patria povera!».

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