E’ uscito un libro dedicato alla storia, ai personaggi e ai luoghi da riscoprire del territorio. Tra le immagini compaiono fotografie di quasi cento anni fa

Tremosine, il paese raccontato

27/05/2001 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
b.f.

È un libro «scrit­to» da tante immag­i­ni, per rac­con­tare la sto­ria di un ter­ri­to­rio: omag­gio ai per­son­ag­gi del pas­sato, preziosa tes­ti­mo­ni­an­za per le nuove gen­er­azioni. «Sulle trac­ce del­la memo­ria», la pub­bli­cazione pro­mossa da comu­nale e Pro Loco di Tremo­sine, con il sosteg­no del Comune, offre al let­tore una serie di fotografie del pas­sato tremosi­nese, divi­so per set­tori. Al vol­ume lavo­ra­to appas­sion­ati di sto­ria locale, quali Giuseppe Rossi e Vit­to­rio Tur­ri, oltre a Clara Pilot­ti Delai­ni che, pur non essendo nata a Tremo­sine, conosce e vive da tan­tis­si­mi anni la realtà locale ed è sta­ta l’an­i­ma di moltepli­ci inizia­tive che van­no dalle mostre alle pub­bli­cazioni, fino alle con­feren­ze. I dieci capi­toli, di cui il libro si com­pone, offrono tes­ti­mo­ni­anze sulle speci­fiche realtà del comune altog­a­rde­sano. Vi com­paiono i pae­si, accom­pa­g­nati dai per­son­ag­gi. Quin­di un impor­tante capi­to­lo, ded­i­ca­to alle tele­feriche (uti­liz­zate per trasferire dal lago all’altopiano le per­sone e i mate­ri­ali, oltre che la preziosa cor­rispon­den­za), segui­to dal­la stra­da, costru­i­ta tra il 1906 ed il 1913. Altri spun­ti riguardano la Val di Brasa e la mon­tagna. Ma impor­tan­ti set­tori sono rap­p­re­sen­tati anche dall’economia, a par­tire dal cotonifi­cio (ad inizio ’900 dava lavoro a oltre 1.000 per­sone) per pros­eguire con l’ondata di emi­grazione di cui anco­ra molti si ricor­dano. Poi, le nos­tal­gie del­la Grande Guer­ra e dei grup­pi locali. Un libro, quel­lo che è ora in dis­tribuzione, che è nato «come nat­u­rale com­ple­ta­men­to del­la mostra di ripro­duzioni fotogra­fiche allesti­ta nell’estate del Duemi­la», come spie­ga Clara Pilot­ti Delai­ni, che aggiunge: «siamo cer­ti che soltan­to gli abi­tan­ti di Tremo­sine, preziosi ed insos­ti­tu­ibili cus­to­di del­la memo­ria, pos­sano essere i pro­tag­o­nisti dell’affascinante viag­gio nel loro pas­sato, che non è un mon­do fini­to, ma è den­tro di noi, come una radice pro­fon­da che ci aiu­ta a vivere il pre­sente con con­sapev­olez­za». La serie di immag­i­ni si pre­sen­ta in maniera davvero inter­es­sante e per­me­tte di risco­prire angoli di ter­ri­to­rio che ormai han­no acquisi­to una fisiono­mia del tut­to diver­sa, o qua­si. Pieve, Vil­la, Volti­no e Vesio sono ripro­posti così come appari­vano un sec­o­lo fa. Come pure appaiono sug­ges­tivi i pas­si che muove il posti­no che — anni ’20 — dis­tribuisce la cor­rispon­den­za a Priez­zo. Non pos­sono man­care le immag­i­ni di per­son­ag­gi che han­no impres­so una svol­ta al paese. Una pag­i­na del tut­to par­ti­co­lare è ded­i­ca­ta al cotonifi­cio Fel­trinel­li, divenu­to, in segui­to, «Olcese Veneziano». A Cam­pi­one (uni­ca frazione a lago) fu atti­vo dal 1896 al 1981. Il cosid­det­to «vil­lag­gio-fab­bri­ca», dava lavoro a centi­na­ia di per­sone che, in moltissi­mi casi, vi trascor­re­vano l’in­tero peri­o­do del­l’at­tiv­ità lavo­ra­ti­va. Il testo chi­ude con foto rel­a­tive alla Pri­ma Guer­ra Mon­di­ale, allo sfrut­ta­men­to del­la mon­tagna da parte di car­bonai e boscaioli e con l’im­mag­ine di alcune attiv­ità sociali: la lat­te­ria sociale, la ban­da musi­cale, la scuo­la di taglio, la sgranatu­ra del mais.

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