Da Chiari a Desenzano, si allarga il fronte del «no» al progetto della ferrovia ad alta capacità. Facchetti (Chiari): «L’opera non giustifica la devastazione»

Treni veloci, meglio sottoterra

12/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Emanuele Turelli

A trat­ti scetti­ci, a trat­ti asso­lu­ta­mente neg­a­tivi. Il nuo­vo trac­cia­to dell’alta veloc­ità -Verona viene boc­cia­to, las­cian­do aper­to solo qualche spi­raglio. I sin­daci dei pae­si inter­es­sati dal pas­sag­gio esp­ri­mono per­p­lessità prati­ca­mente all’unisono. Da Cal­ci­na­to a Capri­ano, da Chiari a Desen­zano in ogni comune pro­lif­er­a­no le con­tro­pro­poste. Ma la «Tav» tro­va oppo­sizione (come rife­ri­amo a fian­co) anche nelle aziende vini­cole del Lugana, pre­oc­cu­pate per la sorte dei loro vigneti. CHIARI — Il sin­da­co Mino Fac­chet­ti, che all’indomani del­la con­feren­za dei servizi del mese scor­so, in mer­i­to al nuo­vo trac­cia­to ave­va par­la­to di «giudizio sospen­si­vo», in queste ore rin­cara la dose: «Il mio rimane asso­lu­ta­mente un parere neg­a­ti­vo — spie­ga — anche se come sin­da­co, mi rimet­terò al giudizio del con­siglio comu­nale». Ma lo scetti­cis­mo non si fer­ma solo al nuo­vo trac­cia­to: «E’ tut­ta l’opera che non gius­ti­fi­ca, per quan­to impor­tante, la feri­ta e la dev­as­tazione del ter­ri­to­rio». DESENZANO . Era sta­to il sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za a chiedere nel­la con­feren­za dei servizi del­lo scor­so 19 dicem­bre, dopo esser­si rifi­u­ta­to di fir­mare l’adesione incon­dizion­a­ta del prog­et­to, che la parte prin­ci­pale del­la trat­ta nel suo comune scor­resse in gal­le­ria, o in alter­na­ti­va, accan­to all’autostrada A4. Per una rispos­ta, bisogn­erà atten­dere anco­ra sei mesi. Per ora Pien­az­za sem­bra abbia strap­pa­to solo un «ci penser­e­mo…». CASTENEDOLO — Scetti­cis­mo mod­er­ata­mente propos­i­ti­vo. Il pri­mo cit­tadi­no Gian­bat­tista Groli, si è già espres­so in mer­i­to al nuo­vo trac­cia­to soste­nen­do che «avrebbe dovu­to pas­sare più a sud del cen­tro abi­ta­to per evitare di accav­al­lar­si agli agglomerati urbani e alla cava del­la Maci­na». Non solo, Groli ave­va anche rib­a­di­to la «neces­sità del­la nuo­va stazione» e allo stes­so tem­po pre­so atto con una cer­ta sod­dis­fazione del fat­to che «la celer­ità era divenu­ta paro­la d’ordine dell’intera vicen­da». GHEDI — E’ la posizione più «mor­bi­da» fino a questo momen­to, anche per­chè la trat­ta toc­cherà mar­ginal­mente il Comune: «Siamo abbas­tan­za d’accordo su qua­si tut­to — ave­va det­to il sin­da­co Osval­do Scal­ven­zi — anche se ci auguri­amo che i chiari­men­ti richi­esti arriv­i­no con rapid­ità». E in atte­sa del­la pro­nun­cia del con­siglio, il pri­mo cit­tadi­no ha già lan­ci­a­to una pro­pos­ta: che la nuo­va stazione ven­ga «real­iz­za­ta in sot­ter­ran­nea, elim­i­nan­do in questo modo l’impatto ambi­en­tale».

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