Sul lago di Garda bresciani e veronesi assistono con un pizzico di apprensione alla «guerra del golf», scatenatasi sulla riviera trentina. I campi verdi rappresentano un notevole richiamo per i turisti d’oltralpe.

Trento punta sul Golf, Bresciani preoccupati

09/02/2000 in Sport
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Di Luca Delpozzo

Sul lago di Garda bresciani e veronesi assistono con un pizzico di apprensione alla «guerra del golf», scatenatasi sulla riviera trentina. I campi verdi rappresentano un notevole richiamo per i turisti d’oltralpe. Molti tedeschi trascorrono i fine settimana (anche nel periodo invernale) a Bogliaco, Sciano e Arzaga. 0, in alternativa, a Màrciaga di Costermano e Cà del Sale di Sommacampagna. Una clientela ricca, che da lavoro pure agli alberghi.Visto il boom di questa disciplina, hanno cominciato a parlarne anche a Riva. Un pool di società private ha progettato il green nella pineta Gaggio del comune di Dro, vicino alle Marocche, su un’area di 70 ettari, ottenendo la benedizione (e la promessa di finanziamenti) della Provincia. Il percorso, ideato dall’architetto americano Peter Harradine, sfruttava la particolare tipologia del territorio e le soluzioni tenevano conto degli ostacoli naturali da superare: 5295 i metri complessivi, con un par di gioco di 72 colpi, requisiti giudicati eccellenti per gli incontri intenzionali. Al centro, sul punto più alto, la Club House, con tanto di terrazza da cui ammirare il panorama dell’Alto Garda. Per dare una connotazione ecologica, no agli autoveicoli. All’interno, solo mezzi elettrici.I collegamenti coi parcheggi esterni sarebbero garantiti da bus navetta. Ma gli abitanti di Dro si sono divisi decretando, in un referendum svoltasi lo scorso novembre, pollice verso. Il timore di conseguenze ambientali negative (profonda modifica del territorio, un grande consumo d’acqua, l’inevitabile uso di diserbanti, il rischio 41 speculazioni edilizie nei comuni limitrofi) ha prevalso sui discorsi della crescita economica, della ricaduta positiva sul commercio e sul turismo, della creazione di nuovi posti di lavoro.Adesso il partito dei favorevoli ha trasferito le proprie attenzioni su Arco. E il consiglio comunale – sollecitato da un gruppo composto da Albino Marchi, patron del Carnevale, Ennio Righi, Stefano De Toni, Enzo Benedetti, Nicola Tarolli, Sergio Fontana, Ivo Boroni, Bruno Lunelli, Marcelle Berlanda – non ha perso tempo, approvando all’unanimità una mozione che impegna la maggioranza a trovare il luogo più adatto. Chi parla di collocare il campo di golf nella proprietà agricola del «Bruttagosto», della Fondazione Comunità di Arco, che ha sempre avuto problemi a far quadrare i conti (ma il vicesindaco Prandi si è detto contrario, per non sacrificare alcune migliala di quintali di mele pregiate); chi punta su altre località, ad esempio nella zona di Col Longa e Fibbie, a valle della statale della Maza. In ogni caso, tutti sono orientati a dare una risposta positiva.Ora verrà contattato l’assessore provinciale al turismo, Marco Benedetti, il successore di Francesco Moser: da lui dovrebbero arrivare i fondi per realizzare l’operazione, che potrebbe essere condotta in prima persona dall’Amsa spa, la municipalizzata (gestisce il Casinò, il camping e altri immobili).Ad Arco si parlava di golf già nell’ottobre 1922. L’allora ufficio forestieri, poi diventato azienda di soggiorno, aveva chiesto al comune il Prà de la fam, da non confondere con quello di Tignale. Ma la giunta di allora decise di sospendere l’esame della domanda. Forse perché nessuno se la sentì di destinare a uno sport elitario un vasto appezzamento di terreno, che veniva normalmente affittato a famiglie di contadini poveri, allo scopo di ricavarne un po’ di granoturco e di foraggio.Anche Torbole-Nago sta accarezzando l’idea delle 18 buche in località Daine, raggiungibile dopo i primi tornanti della strada sul monte Baldo. E Torbole, oltre ad Arco, è più facilmente raggiungibile dalla Germania.

s.z.
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