La Provincia autonoma entra nella società che gestisce l’aeroporto di Montichiari. «Un’opportunità per gli operatori del turismo»

Trento sceglie il D’Annunzio

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Cresce la pre­sen­za del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to nel sis­tema aero­por­tuale del Gar­da, gra­zie all’ accor­do tra gli scali di Verona-Vil­lafran­ca e Bres­cia-Mon­tichiari, con la cos­ti­tuzione del­la nuo­va soci­età di ges­tione per l’ aero­por­to «Gabriele D’ Annun­zio», con­trol­la­ta per l’ 85 per cen­to dal­la Cat­ul­lo spa. La pre­sen­za del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to nel­la nuo­va realtà oper­a­ti­va bres­ciana — infor­ma una nota — è garan­tità dal pac­chet­to di azioni (pari al 18 per cen­to) detenu­ta nel­la soci­età veronese, di cui è il sec­on­do socio per impor­tan­za e si con­cretiz­za con l’ inser­i­men­to nel con­siglio d’ ammin­is­trazione del vice pres­i­dente del­la «» spa, ingeg­n­er Pino Bel­li. La soci­età «Gabriele D’ Annun­zio» — viene det­to nel­la nota del­la Provin­cia autono­ma — con­sen­tirà allo sca­lo di Bres­cia di crescere più rap­i­da­mente e di svol­gere un ruo­lo molto impor­tante, così come più volte rib­a­di­to anche dal­la , in par­ti­co­lare come sca­lo mer­ci per il sud Europa. Le spe­cial­iz­zazioni pre­viste in una log­i­ca di sis­tema coor­di­na­to non con­cor­ren­ziale o con­flit­tuale — prin­ci­pal­mente voli di lin­ea per Verona; mer­ci, bas­so cos­to e char­ter per lo sca­lo bres­ciano -, saran­no in gra­do di offrire al ter­ri­to­rio nuove oppor­tu­nità per chi viag­gia per affari o per tur­is­mo in Italia e all’ estero, ma anche un mag­giore poten­ziale in direzione oppos­ta, cioè per chi vuole entrare nel nos­tro Paese. In questo sen­so, la pre­sen­za di com­pag­nie aeree cosid­dette a bas­so cos­to — la ha mes­so ormai sta­bili radi­ci a Mon­tichiari — e di vet­tori ver­sa­tili, in gra­do di adat­tar­si alle mutate con­dizioni di mer­ca­to, uni­ta­mente allo stu­dio di nuove des­ti­nazioni in gra­do di attrarre e sod­dis­fare le esi­gen­ze del baci­no con­feriscono nuo­vo impul­so — sec­on­do i tren­ti­ni — allo svilup­po dei due scali, per i quali si intrave­dono già alcu­ni seg­nali pos­i­tivi. Tra le nuove mete, le più get­to­nate sono l’ Islan­da e la Rus­sia. Buone anche le con­ferme dal­l’Inghilter­ra, che solo lo scor­so anno ha gen­er­a­to un movi­men­to di oltre 400.000 passeg­geri di cui 300.000 in arri­vo con des­ti­nazione il e le mon­tagne del Trenti­no, gra­zie appun­to ai voli del­la Ryanair. «Il sis­tema aero­por­tuale del Gar­da — spie­ga l’asses­sore ai Trasporti del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to, Sil­vano Grisen­ti — rap­p­re­sen­ta una buona pos­si­bil­ità per gli oper­a­tori del Trenti­no per tutte quelle inizia­tive che in qualche modo pos­sono essere sup­por­t­ate o relazionar­si in modo sin­er­gi­co con il mon­do del trasporto aereo». «Questo con­fer­ma pien­amente l’ obi­et­ti­vo strate­gi­co — pros­egue l’ asses­sore — di offrire un servizio sem­pre più ampio, allo scopo di avvic­inare il Trenti­no al resto del mon­do». Del resto, pros­egue Grisen­ti, «la Provin­cia autono­ma di Tren­to ha con­tribuito in modo sig­ni­fica­ti­vo allo svilup­po del­lo sca­lo veronese gra­zie all’ap­por­to di com­pe­ten­ze, di cap­i­tali, di col­lega­men­ti con il ter­ri­to­rio e di flus­so di passeg­geri. Sen­za mai cedere alla ten­tazione di fare del “Caproni” l’ aero­por­to del Trenti­no, abbi­amo sem­pre lavo­ra­to perseguen­do una log­i­ca di sis­tema, con l’aero­por­to di Verona a fare da car­dine, Bres­cia in rap­por­to sin­er­gi­co e il “Caproni”, per il quale si stan­no stu­dian­do pos­si­bili svilup­pi, inser­i­to in ques­ta prospettiva».