Scoperta una targa. Ieri la celebrazione dei vent’anni del palazzo di giustizia: fu inaugurato il 20 novembre del 1984. Competenza su 37 comuni e 100 mila abitanti.

Tribunale, «organico carente»

20/11/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Elena Cerqui

Il Palaz­zo di gius­tizia di Salò ha ven­ti anni, e per fes­teggia­re ques­ta ricor­ren­za è sta­ta inau­gu­ra­ta, nel­la mat­ti­na­ta di ieri, una tar­ga com­mem­o­ra­ti­va, pos­ta pro­prio all’entrata dell’edificio. «L’amministrazione comu­nale di Salò — ha spie­ga­to il sin­da­co — ha volu­to orga­niz­zare ques­ta impor­tante ricor­ren­za per ricor­dare affet­tu­osa­mente chi ha con­tribuito alla nasci­ta del Tri­bunale di Salò, chi lo ha cus­todi­to in questi anni e chi se ne sta pren­den­do cura ora, per­ché è un dono per la comu­nità». Alla cel­e­brazione han­no parte­ci­pa­to, oltre che delle autorità mil­i­tari del­la zona, alcune per­sone che han­no forte­mente volu­to il tri­bunale: in prim­is, Giuseppe Di Giovine, che è sta­to pre­tore a Salò tra il 1958 ed il 1986 e che dal 1962 si è bat­tuto per la costruzione di una nuo­va strut­tura (val­i­da anco­ra oggi con i suoi 816 metri qua­drati, il doppio rispet­to a quan­to si era pen­sato in un pri­mo tem­po) che ha avu­to modo di vedere real­iz­za­ta. Infat­ti l’edificio fu inau­gu­ra­to il 20 otto­bre 1985 con il nome di Pre­tu­ra, per poi diventare la sezione stac­ca­ta del Tri­bunale di Bres­cia. La sede salo­di­ana ha com­pe­ten­za su trentasette comu­ni (da Bagoli­no a Paitone e da Limone a Maner­ba), un baci­no d’utenza di cir­ca 100 mila res­i­den­ti, sen­za con­tare gli abi­tan­ti dell oltre ven­ti mila case di vil­leg­giatu­ra ed il mez­zo mil­ione di tur­isti che «ingrossano» ogni anno il ter­ri­to­rio. Si occu­pa di cause penali, dal giug­no 2004 al giug­no 2005 i pro­ces­si sono sta­ti 194, e civili, con 363 pro­ces­si nel­lo stes­so peri­o­do pre­so in con­sid­er­azione. Inoltre vi è la pre­sen­za di un giu­dice di pace. Anche a Salò, come in altri tri­bunali, l’organico ammin­is­tra­ti­vo è scar­so. E’ lo stes­so pres­i­dente Rober­to Maz­zonci­ni a scior­inare i numeri degli addet­ti, dopo aver loda­to il lavoro quo­tid­i­ano che viene svolto: un giu­dice a tem­po pieno per le cause civili, ed uno part-time per le penali; soltan­to due can­cel­lieri e qualche oper­a­tore; due uffi­ciali giudiziari, con­tro i cinque nec­es­sari. Il giu­dice Maria Tere­sa Scanzi ha assi­cu­ra­to che il tri­bunale è impeg­natis­si­mo e che, purtrop­po, i tem­pi per un proces­so, anche a Salò, sono di quat­tro anni nel migliore delle ipote­si, prin­ci­pal­mente per le lun­gag­gi­ni del­la gius­tizia ital­iana. Alla cer­i­mo­nia era­no pre­sen­ti anche Ric­car­do Fuzio, attuale sos­ti­tu­to procu­ra­tore del­la Cas­sazione, ma che ha inizia­to la sua car­ri­era a Salò e Ric­car­do Mar­chioro, sin­da­co di Salò al tem­po dell’inaugurazione del palaz­zo di giuas­tizia nel 1985.

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