Decisione della giunta, che così prosegue un percorso del ricordo e di coscienza civica. La piazza del campo sportivo ricorderà la strage in Ossezia

Tributo ai morti di Beslan

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Una piaz­za inti­to­la­ta a Beslan, Ossezia del Nord, Rus­sia: lo ha delib­er­a­to lunedì pomerig­gio la giun­ta comu­nale, sceglien­do lo slargo anti­s­tante l’ingresso del cam­po sporti­vo del capolu­o­go come luo­go per ricor­dare l’orrore di quan­to avvenu­to. «Il richi­amo alla memo­ria, a las­cia­re trac­ce che aiuti­no a non dimen­ti­care è, in effet­ti, l’intento che ci ha spin­ti in ques­ta occa­sione e nelle altre che ci han­no por­ta­to, negli anni scor­si, ad adottare provved­i­men­ti analoghi», dice il sin­da­co Umber­to Chin­car­i­ni. Il pri­mo di questi seg­ni seguì la morte delle sorelle Nen­cioni nell’attentato di Firen­ze: la stra­da che por­ta il loro nome è quel­la che oggi si per­corre per arrivare alla nuo­va scuo­la ele­mentare edi­fi­ca­ta a Por­to Vec­chio; poi fu la vol­ta delle vie di ingres­so alla scuo­la media e alla scuo­la mater­na, inti­to­late ai mar­tiri delle Foibe e a suor Mainet­ti, la reli­giosa uccisa da tre gio­vani nel bres­ciano. Infine, la zona arti­gianale sor­ta lun­go la vari­ante alla statale è attra­ver­sa­ta da via Mar­co Bia­gi e via 11 set­tem­bre 2001. E oggi Beslan, con il suo schi­ac­ciante fardel­lo di vite umane. La cer­i­mo­nia uffi­ciale di inti­to­lazione dovrebbe avere luo­go entro la fine del mese, non appe­na pronta la tar­ga e pre­dis­pos­ta l’area e l’aiuola del piaz­za­le. «Tut­ti aus­pichi­amo che il sac­ri­fi­cio di queste vite non vada per­so e che ser­va a costru­ire qual­cosa di migliore; con­fidi­amo che anche questi pic­coli gesti, ques­ta sor­ta di per­cor­so delle vie, doloroso ma che fa parte del­la nos­tra uman­ità, aiuti­no a non dimen­ti­care trop­po in fret­ta», con­clude il sin­da­co di Peschiera, invi­tan­do il mon­do del­la scuo­la «a cogliere l’intento propos­i­ti­vo che c’è dietro queste scelte ammin­is­tra­tive, coin­vol­gen­do i più gio­vani in prog­et­ti che con­cretizzi­no e man­tengano viva la sper­an­za di un futuro migliore».

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