Commenti contrastanti in paese: c’è chi è preoccupato e chi è indifferente. Lunedì un vertice in Prefettura. Veronesi: «Potrebbero averle messe lì per sollecitare l’atteso intervento»

Trimelone, bombe per la bonifica

08/09/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Le bombe recu­per­ate, e abban­do­nate da ignoti in bel­la vista sull’isola di Trimel­one, han­no ria­per­to l’annoso prob­le­ma del­la bonifi­ca dell’ex polver­iera di Ange­lo Cate­lani esplosa nell’ottobre del 1954. È sta­to infat­ti con­vo­ca­to per lunedì mat­ti­na, alle ore 11, un ver­tice in Prefet­tura per fare il pun­to del­la situ­azione a pochi giorni dal sen­sazionale ritrova­men­to di qua­si cen­to chili di esplo­si­vo, pari a 24 bombe e proi­et­tili. Tra gli ordig­ni anche quat­tro a cari­ca­men­to spe­ciale, per i quali si ipo­tiz­za una mis­cela di sostanze velenoso come gas nervi­no. Attorno ad un tavo­lo, in Prefet­tura, sono sta­ti con­vo­cati i sin­daci di Bren­zone e Mal­ce­sine, gli asses­sori region­ali Mas­si­mo Gior­get­ti e Ste­fano Valdegam­beri, rispet­ti­va­mente del­e­gati alla sicurez­za e alla , e polizia. L’occasione gius­ta per il pri­mo cit­tadi­no di Bren­zone, Gia­co­mo Simonel­li, di avan­zare con forza la richi­es­ta di un con­cre­to inter­ven­to di bonifi­ca dei fon­dali, infes­ta­ti dagli ordig­ni delle due guerre mon­di­ali, che cir­con­dano l’Isola di Trimel­one. Lin­gua di ter­ra, pos­ta a cir­ca 300 metri dal­la riva di Assen­za, negli anni Trenta sede di un cantiere per i resid­uati bel­li­ci del­la Grande Guer­ra. Un’area di 4mila 165 metri qua­drati, acquis­ta­ta dall’Amministrazione munic­i­pale di Bren­zone dal­lo Sta­to ad inizio anni Ses­san­ta per 800mila lire, inter­det­ta all’approdo delle imbar­cazioni e dei bag­nan­ti appun­to per la peri­colosità del luo­go. Divi­eto spes­so, per non dire qua­si sem­pre, rego­lar­mente igno­ra­to. «Pro­prio ques­ta mat­ti­na (ieri per chi legge ndr) ho fir­ma­to una nuo­va ordi­nan­za che vieta di avvic­i­nar­si all’isola nel rag­gio di 50 metri: l’ufficio tec­ni­co ha già avu­to l’incarico d’installare boe lumi­nose per delim­itare lo spazio d’acqua inter­det­to al tran­si­to di mezzi nau­ti­ci», affer­ma il sin­da­co Simonel­li con al suo fian­co l’assessore Davide Benedet­ti. Pri­mo cit­tadi­no allar­ma­to per il ritrova­men­to sul­la spi­ag­gia dei resid­uati bel­li­ci. «Chi­unque sia sta­to l’autore di ques­ta bra­va­ta è un vero inco­sciente: non si è reso con­to del peri­co­lo che ha cor­so vis­to le pes­sime con­dizioni delle bombe ripescate nel Gar­da». Intan­to in paese l’opinione si divide tra indif­fer­en­ti alla sen­sazionale ritrova­men­to e chi invece non nasconde una cer­ta pre­oc­cu­pazione. «Pre­mes­so che siamo abit­uati al rin­ven­i­men­to in zona di resid­uati bel­li­ci, rimane l’inquietudine per come si sono mate­ri­al­iz­zate sull’isolotto quelle bombe», affer­ma Pao­lo For­mag­gioni tito­lare dell’edicola di Castel­let­to. «In questi giorni nel mio negozio non si par­la d’altro e sono molto col­ori che sper­ara­no inn un inter­ven­to di smi­na­men­to dei fon­dali attorno a Trimel­one». «Pec­ca­to che solo adesso si accorgano del­la peri­colosità di quell’isolotto», inter­viene il con­sigliere comu­nale AldoVerone­si pron­to ad insin­uare l’ipotesi di un’operazione stu­di­a­ta a tavoli­no per riportare l’attenzione sul­la bonifi­ca di Trimel­one». «Abito pro­prio di fronte a quel­la lin­gua di ter­ra e non ho nota­to in questo peri­o­do alcun movi­mente stra­no», sostiene Ste­fano Agar­ri Pag­nigut­ti tito­lare del­la scuo­la di sub ad Assen­za. «Sono cadu­to dalle nuv­ole quan­do ho let­to del ritrova­men­to sul bagnosci­u­ga di tutte quelle bombe. C’è però da dire che i con­trol­li sono prati­ca­mente inesisten­ti. Solo un paz­zo pote­va portare a ter­mine una sim­i­le dimostrazione».