L'impresa Pretti e Scalfi di Tione ha vinto l'appalto per la costruzione della Comai-bis con uscita all'hotel Astoria. Già in corso i lavori della bretellina fra il Rione e via Deledda

Triplica il raccordo via Ballino-viale Trento

24/04/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Fino­ra le due scor­ci­a­toie fra ledrense e statale per Arco ‑via Deled­da e viale Pri­mo Mag­gio- scar­i­ca­vano il traf­fi­co sul­l’u­ni­co incro­cio semaforiz­za­to al Rione Degasperi, snat­u­ran­do quelle che sec­on­do gli urban­isti dove­vano essere strade interne, a servizio pres­sochè esclu­si­vo dei res­i­den­ti. Nel giro di qualche mese i col­lega­men­ti trasver­sali diven­ter­an­no due e fra un anno addirit­tura tre, in forse cinque­cen­to metri di stra­da. La Pret­ti e Scal­fi di Tione ha appe­na vin­to l’ap­pal­to per la Comai-bis.Ma pri­ma che sul­la bretel­la fra via Balli­no e viale Tren­to par­al­lela al cor­so del tor­rente Albo­la, si tran­siterà sul pro­l­unga­men­to di viale Tri­este fino a via Deled­da, già in cor­so di real­iz­zazione. Quest’­opera ha una sto­ria abbas­tan­za sin­go­lare. Cor­re­va l’an­no 1985 (sin­da­co Enzo Bas­set­ti, asses­sore ai lavori pub­bli­ci Lui­gi Zanoni) quan­do la giun­ta affidò all’ing. Andrea Car­loni l’in­car­i­co di prog­ettare l’opera che dove­va costare, indica­ti­va­mente 50 mil­ioni. Tre anni più tar­di il con­siglio approva­va il prog­et­to del col­lega­men­to per una spe­sa di poco infe­ri­ore ai 400 mil­ioni; nel ’92 riap­prova­va ritoc­can­do a 618 mil­ioni il cos­to; nel ’94, pre­via «riv­is­tazione» del­l’e­lab­o­ra­to per adeguar­lo a nuo­va nor­ma­ti­va provin­ciale il cos­to appro­da­va a 900 mil­ioni ton­di (finanziati con un con­trib­u­to del­la provin­cia, un mutuo con la Cas­sa Deposi­ti e presti­ti e fon­di del comune). A quel pun­to la scop­er­ta: essendo impos­si­bile espro­pri­are pri­ma del nuo­vo piano rego­la­tore, tut­to si bloc­ca nel­l’at­te­sa del nuo­vo stru­men­to urban­is­ti­co, dura­ta fino all’ot­to­bre 2002. A quel pun­to un pri­va­to, la soci­età B&B di Gar­do­lo, chiede di real­iz­zare un edi­fi­cio res­i­den­ziale sul­l’area a nord del­la costru­en­da bretel­li­na. Nel­la stip­u­la del­la pre­vista con­ven­zione, si rag­giunge fra pro­pri­etario e comune l’ac­cor­do per cui il pri­va­to cede gra­tuita­mente l’area nec­es­saria per la stra­da, in adem­pi­men­to ad oneri di urban­iz­zazione che avrebbe comunque dovu­to pagare, e provvede ‑dato che il cantiere è ormai in cor­so- a costru­ire anche il sed­ime stradale. Il comune rin­un­cia all’ese­cuzione diret­ta del­l’­opera, resti­tu­isce il mutuo, si tiene però il con­trib­u­to del­la provin­cia delib­er­a­to nell’88 ed eroga­to per i dieci anni suc­ces­sivi che servirà comunque a real­iz­zare inter­ven­ti di com­ple­ta­men­to. Il prog­et­to del­l’ingeg­n­er Car­loni pas­sa alla B&B che lo sta real­iz­zan­do. Final­mente.