Da un lato la floricoltura, con gli stand affollati della seconda edizione di «Garda Vivi Flora», dall’altro le penne nere

Tripudio tricolore per l’annuale festa delle penne nere

11/04/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Silvio Stefanoni

Da un lato la flori­coltura, con gli stand affol­lati del­la sec­on­da edi­zione di «Gar­da Vivi Flo­ra», dall’altro le penne nere del­la sezione Mon­te­suel­lo. Due man­i­fes­tazioni di richi­amo e un grande suc­ces­so per entrambe. La fes­ta del Grup­po di Poz­zolen­go è ormai una tradizione con­sol­i­da­ta, che richia­ma sem­pre una fol­la di parte­ci­pan­ti anche dai pae­si lim­itrofi. Dopo il ritro­vo davan­ti alla sede, il cor­teo è sfi­la­to per le vie imbandier­ate sostan­do davan­ti al mon­u­men­to ai cadu­ti e davan­ti a quel­lo ded­i­ca­to agli alpi­ni in via Europa. Sug­ges­ti­vo il colpo d’oc­chio con le bandiere di Desen­zano e Poz­zolen­go, la Fan­fara Alpina di Gavar­do, i roc­cia­tori e gli sci­a­tori di Riv­oltel­la, i gagliardet­ti e i labari di tan­ti grup­pi e quel­li delle rap­p­re­sen­tanze delle altre armi. Alle 11 nel­la chiesa par­roc­chiale si è svol­ta la mes­sa con un cel­e­brante d’ec­cezione: don Bruno Fasani, ulti­mo cura­to di Poz­zolen­go, oggi diret­tore di «Verona Fedele», il peri­od­i­co del­la Dio­ce­si di Verona . Ma don Bruno, pri­ma di entrare in sem­i­nario, ha fat­to il servizio mil­itare negli alpi­ni. Per questo è sta­ta molto gra­di­ta la sua pre­sen­za. Durante la mes­sa, inoltre, ha can­ta­to il coro par­roc­chiale diret­to da Rena­to Gan­di­ni, artigliere alpino, che è anche il capogrup­po delle penne nere di Poz­zolen­go. Alla fine, la preghiera del­l’alpino let­ta da Fabio Ric­chel­li. Una cer­i­mo­nia davvero inten­sa. Poi tut­ti alla can­ti­na dei Fratel­li Zene­gaglia per il tradizionale ran­cio, in questo caso tutt’altro che spar­tano: gli alpi­ni poz­zolengh­e­si han­no gustare lo spiedo magis­tral­mente prepara­to dal­l’alpino Mario Tosi, con il prezioso aiu­to di Ermes Bernardel­li e Ercole Baroni, men­tre il servizio ai tavoli era cura­to dalle mogli delle penne nere. In defin­i­ti­va , una bel­la gior­na­ta all’in­seg­na del­l’am­i­cizia, un ingre­di­ente sem­pre garan­ti­to quan­do in sce­na ci sono gli alpi­ni.

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