Trofeo perenne “Coppa del Garda” per l’equipaggio femminile

07/08/2014 in Attualità
Di Luigi Del Pozzo

Gra­zie all’amministrazione Comu­nale di Lazise, gui­da­ta dal Sin­da­co Luca Sebas­tiano ed alla col­lab­o­razione con il con­sigliere del­e­ga­to alle man­i­fes­tazioni Ele­na Buio e l’assessore Bar­bara Zanet­ti, la Lega Bisse del Gar­da ha un nuo­vo tro­feo perenne, la COPPA DEL GARDA, tro­feo ris­er­va­to all’equipaggio fem­minile vinci­tore del palio annuale delle regate di bisse, con­sis­tente nel­la copia del “Tro­feo del Col­ber­tal­do” una pres­ti­giosa scul­tura di notev­ole val­ore artis­ti­co che sec­on­do la tradizione venne com­mis­sion­a­ta dal Vate a Vit­to­rio di Col­ber­tal­do, per una rega­ta orga­niz­za­ta nel 1939 e vin­ta dai fratel­li Per­inel­li (Ter­cilio, Ame­lio, Nadir, Dino) i quali la donarono appun­to alla munic­i­pal­ità di Lazise.

Da allo­ra pres­so il palaz­zo munic­i­pale di Lazise, vero e pro­prio pun­to di rifer­i­men­to stori­co delle bisse e del­la Lega Bisse del Gar­da, è uno dei quat­tro comu­ni fonda­tori del­la Lega Bisse del Gar­da, con i comu­ni di Gargnano, Gar­da e Bar­dolino, oltre al tro­feo del Col­ber­tal­do è con­ser­va­ta anche l’originale del­la “”, il pres­ti­gioso ves­sil­lo per il quale da ben 47 anni equipag­gi prove­ni­en­ti dalle sponde bres­ciana e veronese del Gar­da e poi dagli anni ’80 anche dal lago d’Iseo si dan­no battaglia per con­quistare il pres­ti­gioso tro­feo.

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Da Lazise com’era

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Nel quadro del­la val­oriz­zazione degli sport dell’acqua il Fas­cis­mo inven­tò (1931) le regate di “bisse”, tradizione di orig­ine vene­ta ripetu­ta­mente mor­ta e recu­per­a­ta, nuo­va­mente inter­rot­ta con la Grande Guer­ra rispun­ta­ta nel ’28-’29.

Un loro fer­vente sosten­i­tore fu il divi­no Gabriele, il poeta — solda­to di Rose­to degli Abruzzi che le vol­e­va ampol­losa­mente chia­mate “gli ago­nali del remo” e che sostenne anche con l’offerta di pre­mi e tro­fei, uno dei quali res­ta con­ser­va­to nel munici­pio di Lazise, scul­tura bronzea di Vit­to­rio di Col­ber­tal­do. Dopo la sec­on­da guer­ra mon­di­ale le regate ripresero nel 1967; l’entusiasmo con­dusse alla cos­ti­tuzione (1968) del­la ‘Lega Bisse del Gar­da’ che da allo­ra orga­niz­za annual­mente le regate rimet­ten­do ogni vol­ta in palio la ‘Bandiera del lago’. Si devono alla memo­ria e alla pen­na di Umber­to Ros­set­ti le pagine di sto­ria pub­bli­cate per il ven­ticinquen­nale del sodal­izio. 

La bis­sa, tipi­ca imbar­cazione del Gar­da, deri­va le sue orig­i­ni dal “bis­sone” veneziano e, per una serie di carat­ter­is­tiche tec­niche, ave­va un peso alquan­to supe­ri­ore alle mod­erne. Queste pesano 110 kg, han­no una lunghez­za di 10,5 m e una larghez­za di 0,65; sono a fon­do piat­to, con 35 ordi­nate e con fas­ci­ame non più lon­gi­tu­di­nale ‘a paro’ come un tem­po, ma cop­er­ta da 3 fogli di com­pen­sato mari­no.

Han­no quat­tro scalmiere (for­celle per i remi), la pri­ma e la quar­ta in fer­ro, la sec­on­da e la terza in leg­no come orig­ine. Uno dei remi, infine appar­tiene alla cat­e­go­ria dei flessibili.

La foto del 1931 mostra i cam­pi­oni di Lazise del­la spe­cial­ità “bisse da cor­sa”, i fratel­li Nadir det­to “l’Africano”, Dino det­to “Nuci”, Benig­no det­to “el Bati­dor” e Raineri det­to “Tognet­to”. Di loro e del­la buona scuo­la di voga riferisce qual­cosa “L’Arena” dell’8 novem­bre 1931.