Acqua torrenziale e chicchi grossi come pesche sulla Franciacorta, il Garda e la Valsabbia. Due ore di grandine e vento. Vobarnese grave nell’auto colpita da un albero

Tromba d’aria devasta mezza provincia

05/08/2002 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Valtenesi

La Fran­ci­a­cor­ta, il bas­so Gar­da e la bas­sa Valsab­bia han­no trascor­so la domeni­ca a lec­ca­r­si le ferite causate dal­la dev­as­tante grand­i­na­ta che, insieme a furiose raf­fiche di ven­to (c’è chi ha par­la­to addirit­tura di una trom­ba d’aria), si è abbat­tuta la scor­sa notte, intorno alle 2, nel Bres­ciano. La grand­i­na­ta — «con chic­chi grossi come pesche», han­no rifer­i­to gli abi­tan­ti — è dura­ta un paio d’ore e si è ver­i­fi­ca­ta a «mac­chia di leop­ar­do», colpen­do soprat­tut­to in Fran­ci­a­cor­ta Roden­go Saiano e Gus­sa­go, sul Gar­da Moni­ga e Padenghe, dove centi­na­ia di auto sono state dan­neg­giate (cristal­li infran­ti, targhe divelte), le seg­gi­ole di numerosi bar dis­trutte e i campeg­gi, numerosi nel­la Valte­n­e­si, han­no dovu­to fron­teggia­re una notte da incubo. I tim­o­ri riguardano però soprat­tut­to i rac­colti: oliveti e vigneti han­no ripor­ta­to dan­ni la cui entità è da accertare, anche se sono defin­i­ti molto gravi. Per quan­to riguar­da le per­sone, il bilan­cio degli inter­ven­ti operati dai volon­tari del 118 par­la di un uomo ricov­er­a­to in con­dizioni serie al Civile di Bres­cia e di altri fer­i­ti — almeno ven­ti — med­icati per tagli o con­tu­sioni. L’episodio più grave, un’autentica fatal­ità, alle 4,15 sul­la 45 bis, a Maz­zano. Una vio­len­ta raf­fi­ca di ven­to ha srad­i­ca­to un grosso albero, che è cadu­to sul­la car­reeg­gia­ta colpen­do in pieno la Fiat «Uno» gui­da­ta da Luca Giori, 35 anni, di Vobarno. L’uomo, che risiede nel Comune valsab­bi­no in via XXV Aprile, è rimas­to imp­ri­gion­a­to nell’abitacolo ed è sta­to lib­er­a­to dai vig­ili del fuo­co. L’automobilista, che sta­va facen­do ritorno a casa, ha ripor­ta­to lesioni alla schiena: è ricov­er­a­to in pri­ma rian­i­mazione al Civile con la ris­er­va del­la prog­nosi. La 45 bis è rimas­ta chiusa sin dopo le nove per per­me­t­tere la rimozione degli alberi cadu­ti sulle cor­sie. Meno gravi le altre per­sone, per la mag­gior parte tur­isti, che han­no subito fisi­ca­mente le con­seguen­ze del­la gran­dine. I chic­chi li han­no col­pi­ti per­lop­iù men­tre cer­ca­vano di coprire o spostare le loro auto­mo­bili, ma si sono reg­is­trati anche casi di pic­cole tende let­teral­mente bucate dal­la vio­len­za del­la gran­dine. La grand­i­na­ta è sta­ta segui­ta da un ven­to for­tis­si­mo, che in qualche caso ha assun­to le carat­ter­is­tiche di una vera e pro­pria trom­ba d’aria, srad­i­can­do alberi, scop­er­chi­an­do tet­ti e dan­neg­gian­do lucernari e auto. Nei por­tic­ci­oli del Gar­da alcune barche sono andate pres­sochè dis­trutte. Per i volon­tari delle asso­ci­azioni di soc­cor­so, vig­ili del fuo­co, polizia munic­i­pale e non c’è sta­to un atti­mo di tregua. E ieri sera un sec­on­do nubifra­gio, meno inten­so di quel­lo di saba­to notte, ha dato altro lavoro ai Vig­ili del fuo­co, srad­i­can­do alberi che han­no ostru­ito strade in varie zone, soprat­tut­to attorno a Flero. «Durante la notte di saba­to — rac­con­ta un volon­tario di Valte­n­e­si Soc­cor­so, al momen­to di tornare a casa dopo ore e ore di lavoro sfi­an­cante — sono sta­to impeg­na­to a togliere la gran­dine dal­la mia abitazione. In cer­ti pun­ti ha rag­giun­to i 33 cen­timetri d’altezza, grossa come non l’avevo mai vista. Poi alle 8 è inizia­to il mio turno e non mi sono più fer­ma­to. Ho vis­to un tur­ista in un campeg­gio con la mano di dimen­sioni rad­doppi­ate per il trau­ma provo­ca­to dal chic­co di gran­dine». Giampao­lo Man­tel­li, asses­sore provin­ciale bres­ciano all’Agricoltura, ha invi­ta­to i colti­va­tori di Fran­ci­a­cor­ta, Gar­da e Valsab­bia a seg­nalare alle Ammin­is­trazioni comu­nali i dan­ni: «È nec­es­sario per inoltrare le richi­este di ris­arci­men­to. Pro­prio nei giorni scor­si sono state evase quelle delle grand­i­nate di due anni fa». I tec­ni­ci del­la Provin­cia sono impeg­nati nei sopral­lu­oghi, men­tre in Prefet­tura si lavo­ra da ieri notte. Oggi ric­og­nizione nelle zone col­pite per il pri­mo cal­co­lo dei dan­ni e quan­tifi­care le richi­este da avan­zare per il ris­arci­men­to. I Comu­ni col­pi­ti chieder­an­no la calamità nat­u­rale: i sin­daci già ieri han­no con­fer­i­to con palaz­zo Broletto.

Parole chiave: