Il comitato civico e numerosi importanti operatori turistici si mobilitano di fronte al moltiplicarsi dei cambi di destinazione da ricettiva a residenziale.
Alcuni tra gli alberghi più rinomati si trasformano in abitazioni. La categoria: «Un fenomeno n

«Troppi hotel cambiano pelle»

13/01/2009 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

La trasfor­mazione degli alberghi del cen­tro stori­co in appar­ta­men­ti è al cen­tro di polemiche che stan­no viag­gian­do col tam-tam del pas­sa paro­la per tut­to il paese.L’allarme di alber­ga­tori, oppo­sizione e cit­ta­di­ni nasce da ristrut­turazioni già avvenute di alcu­ni hotel, ma soprat­tut­to per il cantiere aper­to in novem­bre e che ha dato l’avvio alla «ristrut­turazione dell’edificio con cam­bio d’uso» del «Bel Sito», all’inizio di via San Francesco e spec­u­lare alla piaz­za del lun­go­la­go. La cosa ha cre­ato sub­buglio, poiché dieci metri più in là si tro­va anche l’«Hotel Ter­mi­nus», alber­go stori­co del paese. In dicem­bre ha chiu­so, per­chè mes­so in ven­di­ta. In trat­ta­ti­va per l’acquisto, c’è la famiglia del sin­da­co Davide Bendinel­li. Di fronte al «Ter­mi­nus» si trovano sia l’hotel Sper­an­za, trasfor­ma­to in abitazioni una deci­na di anni fa e il «Bel Sito», per cui si sta proce­den­do alla trasfor­mazione, (prog­et­tista l’architetto ex asses­sore all’ambiente Ste­fano Fran­ca, ora capogrup­po con­sil­iare). E molti si stan­no chieden­do se ora anche il «Ter­mi­nus» subirà lo stes­so destino.Il comi­ta­to civi­co «Salvi­amo Gar­da» ha soll­e­va­to la ques­tione sul suo blog e anche molti alber­ga­tori si sono det­ti con­trari a questi cam­bi di des­ti­nazione. Il comi­ta­to, sul web, e si dice «pre­oc­cu­pa­to quan­to gli alber­ga­tori del­la situ­azione del tur­is­mo e dei posti di lavoro che si potreb­bero perdere chi­u­den­do gran­di alberghi, sen­ten­do voci in paese che il sin­da­co o la sua famiglia sono in trat­ta­ti­va per l’acquisto dell’hotel Ter­mi­nus val­u­ta­to intorno agli 8 mil­ioni, ci chiedi­amo se rimar­rà alber­go o ver­rà frazion­a­to in appar­ta­men­ti, vis­to che lì vici­no ciò accade per il Bel Sito di pro­pri­età dell’“Immobiliare Bel Sito srl”, parte­ci­pa­ta da Gian­nan­to­nio Paroli­ni, socio in altri affari immo­bil­iari con Bendinel­li. Sin­da­co che di pro­fes­sione non fa l’albergatore poiché possiede diverse soci­età immo­bil­iari e di costruzioni, come risul­ta da visure del­la Cam­era di Com­mer­cio». Bendinel­li però rispedisce al mit­tente tutte le accuse.Gli stes­si alber­ga­tori si dicono pre­oc­cu­pati. Il pres­i­dente Simone Zeni, spie­ga: «Mi dispi­ace che in paese si stiano per­den­do posti let­to, men­tre qui vici­no si fa di tut­to per aumen­tar­li. È una scon­fit­ta per gli alber­ga­tori: un seg­no dei tem­pi, del tur­is­mo in rib­as­so, anche se Gar­da rimane il paese più get­to­na­to, come dicono i dati del­la Provin­cia. Dispi­ace vedere che vengano chiuse strut­ture storiche e se il piano rego­la­tore con­sente le trasfor­mazioni, bisogna che la polit­i­ca met­ta regole e vin­coli uguali per tut­ti gli alberghi. Se c’erano lacune nel Prg ora bisogna met­ter­vi mano. Allo sta­to attuale nel piano, il cen­tro è aper­to a tut­to: gli edi­fici­pos­sono diventare alberghi e gli alberghi si pos­sono trasfor­mare in attiv­ità e sec­onde case».Dello stes­so avvi­so Pier Lui­gi Loren­zi­ni dell’hotel Bis­es­ti: «Gli alber­ga­tori, tut­ti, sono con­trari al fat­to che gli hotel siano trasfor­mati in sec­onde case. Lo abbi­amo sot­to­scrit­to anche nel­la riu­nione dell’Ugav a Tor­ri: no a nuovi alberghi, res­i­dence e sec­onde case».Giuseppe Tedeschi, tito­lare di un altro stori­co hotel, il «Regi­na Ade­laide» è sta­to pres­i­dente degli alber­ga­tori per 25 anni. Dice: «D’accordo su cam­bi d’uso in cen­tro di alberghet­ti con 7–8 camere, non più com­pet­i­tivi. Diver­so è per strut­ture di tradizione, nate col tur­is­mo a Gar­da, come il “Ter­mi­nus”. Si chi­udono alberghi in cen­tro e poi si aprono mega strut­ture alberghiere in altre zone, con­suman­do ter­reni. Come cat­e­go­ria siamo sem­pre sta­ti con­trari a spec­u­lazioni che ingras­sano pochi, o ami­ci. Se andi­amo avan­ti così, il lago passerà da un tur­is­mo di vacan­za a uno res­i­den­ziale. La polit­i­ca deve capire che le strut­ture tur­is­tiche van­no riqual­ifi­cate per con­ser­vare posti di lavoro a lun­go peri­o­do e che per sal­va­guardare il lago serve la volon­tà di far­lo. Anche la Regione dovrebbe inter­venire con regole più vincolanti».ANNUNCI