Navigazione & regole. Invito del presidente dell’Automobil club tedesco. Norme in tre lingue, appello per salvare la pesca con la dirlindana

Troppi numeri per il soccorso «Dovete attivarne uno solo»

10/05/2002 in Balneabilità
Di Luca Delpozzo

«Sono lieto di annun­cia­re che anche quest’an­no la Guardia costiera effettuerà il servizio di soc­cor­so sul Bena­co», ha det­to il pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da Giuseppe Mongiel­lo apren­do i lavori del con­veg­no sul­la nav­igazione e l’u­so tur­is­ti­co delle acque del Gar­da che l’ente garde­sano ha orga­niz­za­to in col­lab­o­razione con l’Adac, l’Au­to­mo­bil club del­la Ger­ma­nia. «La sta­gione tur­is­ti­ca che si sta apren­do in questi giorni sarà il ban­co di pro­va del­la nuo­va legge che rego­la la nav­igazione sul lago di Gar­da», ha con­tin­u­a­to Mongiel­lo. «Questo provved­i­men­to che atten­de­va­mo da anni ha final­mente con­clu­so il suo iter: ora è nec­es­sario dare la mas­si­ma dif­fu­sione a ques­ta nor­ma­ti­va spe­cial­mente nei con­fron­ti dei tur­isti stranieri. La Comu­nità del Gar­da si è già impeg­na­ta a sten­dere il testo coor­di­na­to del­la legge che è sta­ta approva­ta da Vene­to, Lom­bar­dia e provin­cia autono­ma di Tren­to, e per tradurla in tedesco, inglese e francese. Intan­to si sta provve­den­do alla revi­sione del­lo statu­to del­la Comu­nità che sarà trasfor­ma­ta da ente morale a Con­sorzio; ciò premet­terà di avere mag­gior effi­ca­cia ges­tionale». «Il Gar­da è una delle mete preferite dai nos­tri soci che sono oltre 14 mil­ioni», ha affer­ma­to Karl Rak­erseder, respon­s­abile del­la nav­igazione da dipor­to del­l’Adac. «È sta­to ril­e­va­to però che è qua­si impos­si­bile met­tere in acqua autono­ma­mente le imbar­cazioni; man­cano gli scivoli pub­bli­ci per non par­lare del­la cron­i­ca man­can­za di parcheg­gi dove sis­temare i car­rel­li che ser­vono per trasportare le barche. Ciò sig­nifi­ca che per l’alag­gio dei natan­ti ci si deve riv­ol­gere ai cantieri con rel­a­ti­vo esbor­so di denaro. I nos­tri soci han­no con­stata­to anche che sono aumen­tati molto i costi per l’u­so delle boe e dei posti bar­ca». Sul­la spon­da bres­ciana del lago la Regione Lom­bar­dia ha demanda­to la ges­tione dei por­ti ai Comu­ni men­tre il demanio extra­por­tuale deve essere gesti­to da con­sorzi che rag­grup­pino più Comu­ni. «Per quan­to riguar­da le tar­iffe di boe e posti bar­ca la Lom­bar­dia ha sta­bil­i­to delle tar­iffe che var­i­ano a sec­on­da del­la staz­za delle barche», ha infor­ma­to l’asses­sore ai lavori pub­bli­ci di Salò Bernar­do Berar­dinel­li, che si occu­pa di demanio por­tuale ed extra­por­tuale per il Gar­da bres­ciano. Sul­la spon­da veronese invece non val­go­no le stesse regole e la com­pe­ten­za è del­l’is­pet­tora­to di por­to men­tre in acque tren­tine è la Provin­cia a dettare le regole. Anche in tema di sicurez­za c’è vari­età; se ci si tro­va in dif­fi­coltà sulle azzurre acque del più grande lago d’I­talia si può tele­fonare al 118, al 112 (cara­binieri), 113 (polizia), 115 (vig­ili del fuo­co), 1530 (guardia costiera) o al 3382305386 (Blue team life guard del­la Soci­età nazionale di sal­va­men­to sezione di Verona); in più sul­la spon­da bres­ciana oper­a­no i Volon­tari del Gar­da. È evi­dente quin­di che è nec­es­sario isti­tuire un numero uni­co che coor­di­ni gli inter­ven­ti e in quest’am­bito dovreb­bero inter­venire le Prefet­ture delle province che si affac­ciano sul Gar­da. Nel con­veg­no sono emerse delle incon­gruen­ze anche a liv­el­lo inter­nazionale; in Italia le dotazioni di sicurez­za delle imbar­cazioni devono essere revi­sion­ate ogni cinque anni men­tre in Ger­ma­nia questo obbli­go non esiste. Come det­to la legge inter­re­gionale che dis­ci­plina la nav­igazione sul Gar­da è appe­na entra­ta in vig­ore ma già c’è chi chiede che ven­ga mod­i­fi­ca­ta; lo ha fat­to Anto­nio Pasot­ti a nome di tut­ti i pescas­portivi che usano l’an­ti­co sis­tema del­la dirlin­dana, la pesca a strasci­co. «La legge impone che si deb­ba nav­i­gare a 300 metri dal­la cos­ta, tranne in alcune zone dove c’è la dero­ga e ci si può avvic­inare fino a 150 metri. Ciò sig­nifi­ca la morte del­la pesca con la dirlin­dana che un tem­po veni­va prat­i­ca­ta anche dai pesca­tori pro­fes­sion­isti», ha affer­ma­to Pasot­ti .«Per questo a nome di tut­ti col­oro che amano questo anti­co sis­tema di pesca chiedo che ven­ga data la pos­si­bil­ità ai pesca­tori di nav­i­gare a 150 metri dal­la cos­ta su tut­to il lago impo­nen­do la veloc­ità mas­si­ma di 3 nodi così come è pre­vis­to per l’ap­pro­do e l’en­tra­ta e usci­ta dai por­ti». Tra i pos­si­bili obi­et­tivi che sono emer­si dal dibat­ti­to c’è l’ipote­si di isti­tuire un cen­tro di con­trol­lo uni­co per la nav­igazione sul Gar­da che si pos­sa avvalere di un sis­tema satel­litare. Tor­nan­do al pre­sente, Rak­erseder ha det­to molto più prag­mati­ca­mente: «Sarebbe già molto utile pot­er fornire ai nos­tri soci un numero uni­co a cui riv­ol­ger­si per ogni tipo di emer­gen­za. Ora invece rischi­ano di fare con­fu­sione».

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