Recuperati a Parma dai carabinieri i 14 quadri settecenteschi spariti in luglio dalla chiesa di Pacengo

Trovata la Via Crucis rubata

21/12/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Recu­per­ate dai di Par­ma in col­lab­o­razione con i mil­i­tari del­la stazione di Lazise tutte le stazioni del­la Via Cru­cis rubate nel luglio scor­so dal­la chiesa par­roc­chiale di San Gio­van­ni Bat­tista a Pacen­go. Le 14 tav­ole, real­iz­zate da sette autori diver­si, risalen­ti al 1778, sono anco­ra sot­to seque­stro, in atte­sa che l’autorità giudiziaria ne sta­bilis­ca modi e tem­pi di restituzione.Il fur­to avvenne not­tetem­po sen­za che alcuno se ne accorgesse. Fu il par­ro­co, allo­ra don Ser­gio Fratu­cel­lo, a fare la scop­er­ta di pri­mo mat­ti­no, apren­do la chiesa. Scat­tarono le indagi­ni, così i cara­binieri sono giun­ti a un anti­quario del Par­mense che ave­va pos­to in ven­di­ta in un mer­cati­no di provin­cia le opere rubate nel­la chiesa di Pacen­go. I cara­binieri han­no appu­ra­to che le opere era­no aut­en­tiche e che era­no le stesse trafu­gate nel­la chiesa par­roc­chiale di Pacen­go. Il ven­di­tore è sta­to quin­di denun­ci­a­to per com­mer­cio di opere d’arte rubate. Non ne è sta­to divul­ga­to il nome, si sa solo che usual­mente opera al Sud. La Via Cru­cis fu ruba­ta il 10 luglio scor­so, il 22 luglio i ladri sot­trassero opere d’arte sacra dal­la pieve di Cisano, ta cui un osten­so­rio d’oro e il Bam­bin Gesù set­te­cen­tesco. Il denun­ci­a­to a Par­ma è sospetat­to anche per questi fur­ti? Per ora i cara­binieri non rispondono.Gioia a Pacen­go per ques­ta bel­la sor­pre­sa di Natale. Il nuo­vo par­ro­co don Ezio Falaveg­na ha espres­so il pro­prio com­piaci­men­to per l’opera com­pi­u­ta da cara­binieri; feli­cis­si­mo anche il suo pre­de­ces­sore che subì il fur­to, don Ser­gio Fratu­cel­lo, che tut­to­ra vive a Pacen­go anche se nel frat­tem­po ha cam­bi­a­to incar­i­co ed è ora col­lab­o­ra­tore del­la par­roc­chia di Castelnuovo.«I 14 bra­cialet­ti da Via Cru­cis dorati a oro fino», scrive Gio­van­ni Bat­tista Peran­toni nel suo libro Ulti­mo lem­bo di Ter­ra Vene­ta, «sono costa­ti 7 Napoleoni d’oro pari a lire 168 del tem­po. Siamo nel 1778». Scrive anco­ra il Peran­toni: «I 14 dip­in­ti sono posti sulle pareti interne del­la chiesa e sono tut­ti usci­ti dal­la scuo­la pit­tor­i­ca Appo Jospeh Wag­n­er Venezia. I pit­tori sono appun­to sette, con due quadri cias­cuno, tut­ti risalen­ti agli anni 1778–1779». Nel­lo speci­fi­co le stazioni I e XIV sono di Francesco Zug­no, la II e la XIII di Gio Bat­ta Crosot­to, la III e la XII di Domeni­co Majot­to, di Francesco Fonte­bas­so la IV e la XII, di Giuseppe Angeli le stazioni V e X, di Gas­paro Diziani la VI e IX, infine la VII e la VIII di Gia­co­mo Mareschi.

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