Anche i tecnici dell'Agenzia per l'ambiente nutrono serie perplessità sul progetto. Ma per bloccarlo ci vuol ben altro. Non c'è legge nazionale che fissi limiti al rumore causato dal traffico

Tunnel Monte Oro, una soluzione infelice

05/12/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Il prog­et­ta­to tun­nel Monte Oro com­in­cia a pre­oc­cu­pare anche la giun­ta comu­nale, per­ché è cer­to che l’opera causerà l’au­men­to del­l’in­quina­men­to acus­ti­co nel­la zona cir­costante. Ma altret­tan­to cer­to è che non sarà per effet­to di leg­gi ital­iane che la Provin­cia vi rinuncerà.La spie­gazione è sem­plice: non esiste a tut­tog­gi alcu­na nor­ma nazionale che fis­si i lim­i­ti mas­si­mi toller­a­bili del rumore provo­ca­to dal traf­fi­co veico­lare. Nel­la legge numero 447 del 1995 si deter­mi­nano le soglie di altre sor­gen­ti, come le attiv­ità indus­tri­ali, arti­gianali, le fer­rovie e le aree aero­por­tu­ali, ma non delle strade. Quin­di i cit­ta­di­ni che han­no la sfor­tu­na di vivere a pochi metri da esse, anche le più fre­quen­tate, pos­sono protestare, pro­muo­vere petizioni, ribel­lar­si nei modi più fan­ta­siosi, ma non appel­lar­si al rispet­to del­la legge. Sal­vo poi gius­ta­mente pre­tendere, come fa il Comi­ta­to Monte Oro antic­i­pan­do i tem­pi, un piano di risana­men­to ambi­en­tale. A questo però non si dovrebbe arrivare, ovvero si dovrebbe fare di tut­to per evi­tar­lo, per stes­sa ammis­sione dei tec­ni­ci del­l’Ap­pa, qualo­ra una stra­da deb­ba anco­ra essere costru­i­ta, ed è pro­prio il caso nos­tro. Una prog­et­tazione otti­male, affer­ma il dot­tor Luciano Mat­tivi del Servizio tec­ni­co del­l’A­gen­zia per la pro­tezione del­l’am­bi­ente (por­ta la sua fir­ma il parere for­ni­to in sede di Via), dovrebbe allon­tanare il più pos­si­bile le strade dai cen­tri abi­tati. Quan­do ciò non è pos­si­bile, in Ger­ma­nia ed in Aus­tria per esem­pio, dove sono molto più evo­lu­ti rispet­to alle prob­lem­atiche ambi­en­tali e sociali, si adot­tano sis­te­mi per lim­itare al mas­si­mo il dis­tur­bo alla popo­lazione, come le gal­lerie arti­fi­ciali. In ogni caso, gli ingres­si e le uscite dei tun­nel non dovreb­bero mai essere vici­ni a zone abi­tate, per­ché il cosid­det­to effet­to can­na di fucile ampli­fi­ca rumori già abbas­tan­za molesti se non dan­nosi alla salute. Purtrop­po, aggiunge Mat­tivi, non sem­pre la soluzione otti­male è prat­i­ca­bile e spes­so preval­go­no soluzioni di com­pro­mes­so. Molti sono gli obi­et­tivi di cui i prog­et­tisti deb­bono tenere con­to nel definire il trac­cia­to di un’­opera viaria, la sal­va­guardia ambi­en­tale non è l’u­ni­co. E per quan­to riguar­da il tun­nel Monte Oro palese­mente non è neanche ai pri­mi posti. Dal pun­to di vista del­l’in­quina­men­to acus­ti­co, ammette anche il tec­ni­co del­l’Ap­pa, è una «soluzione infe­lice» che rime­di quali asfal­to fonoas­sor­bente o bar­riere antiru­more non miglior­eran­no sensibilmente.Se saran­no for­tu­nati, quel­li del Comi­ta­to Monte Oro tro­ver­an­no nel­la com­mis­sione ambi­ente del­la Comu­nità Euro­pea, già inter­pel­la­ta, un vali­do alleato nel­la battaglia con­tro la gal­le­ria cor­ta del­la cir­con­va­l­lazione ovest. Dove l’I­talia è lati­tante, forse Brux­elles rius­cirà ad insin­uar­si facen­do valere prin­cipi di tutela ambi­en­tale e di salute pub­bli­ca altrove consolidati.