Piccolo segno positivo nei dati del 2005. Ma le valutazioni restano preoccupanti per Valtrompia, Bassa e Valcamonica. Bene solo Garda e Franciacorta. Brescia e le grandi mostre? Mordi e fuggi

Turismo: 60mila presenze in più

02/03/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

E’ un sor­riso a den­ti stret­ti quel­lo che sus­ci­ta la let­tura dei flus­si tur­is­ti­ci nel Bres­ciano nel 2005. Ma è comunque un sor­riso. Dopo 4 anni di costante e lenta decresci­ta nel­la scelta delle bellezze pae­sag­gis­tiche e artis­tiche bres­ciane come meta vacanziera di ital­iani e stranieri, il 2005 fa reg­is­trare un pic­co­la ripresa: hotel, camp­ing e bed&breakfast bres­ciani han­no reg­is­tra­to 60mila pre­sen­ze in più rispet­to al 2004 (7 mil­ioni 411mila nel 2005 con­tro i 7milioni 351mila del 2004). Un +0,82% che fa tirare breve sospiro di sol­lie­vo sola­mente agli oper­a­tori tur­is­ti­ci di Gar­da e Iseo-Fran­ci­a­cor­ta. Sì, per­chè è solo gra­zie a queste due aree geogra­fiche, che l’ufficio pro­mozione e sta­tis­ti­ca dell’assessorato al Tur­is­mo del­la Provin­cia di Bres­cia può apporre un seg­no pos­i­ti­vo all’approfondito bilan­cio annuale. Il resto del­la provin­cia ripor­ta dati pre­oc­cu­pan­ti: il tur­is­mo vacanziero e d’affari crol­la in Val­letrompia (-18,47%) così come nel­la nel­la Bas­sa (-15,24%) e in Val­le­ca­mon­i­ca (-7,33). Dimin­uzione con­tenu­ta dei tur­isti anche in Vallesab­bia (-3,10%) e a Bres­cia e hin­ter­land (-2,98%). Due dati con­for­t­an­ti. Uno è seg­no dell’ottimismo che reg­na tra gli oper­a­tori del set­tore: i posti let­to nelle strut­ture alberghiere ed extral­berghiere del­la provin­cia sono aumen­tate in un anno di 1400 unità. L’altro è il bilan­cio di un decen­nio: le pre­sen­ze tur­is­tiche sono aumen­tate dell’11,41%: aumen­tati solo gli stranieri (3milioni e 486mila nel 1996 con­tro gli attuali 4milioni e 350mila) men­tre diminuis­cono gli ital­iani (3milioni e 166mila nel 1996 con­tro gli attuali 3milioni e 61mila). GARDA. Res­ta la meta più ambi­ta del Bres­ciano. L’arrivo di 1 mil­ione e 22mila tur­isti (+2,73% sul 2004) ha fat­to reg­is­trare 5milioni e 202 mila pre­sen­ze (ovvero i per­not­ta­men­ti in strut­ture alberghiere ed extral­berghiere): 144mila in più rispet­to al 2004. Sono sem­pre i tedeschi i mag­giori fre­quen­ta­tori del­la riv­iera Garde­sana, anche se il loro numero è in leg­gera fles­sione: 1 mil­ione e 747 mila pre­sen­ze nel 2005 (-0,79% rispet­to al 2004). Si dimez­za il numero dei por­togh­e­si (17mila pre­sen­ze), in forte calo anche amer­i­cani (38mila, ‑14% sul 2004), israeliani (34mila, ‑11%), unghere­si (9mila, un ‑15%) e giap­pone­si (cir­ca 3mila, ‑13%). Aumen­ta notev­ole­mente la pre­sen­za di norve­g­e­si (+58%), irlan­desi (+46%), dane­si (+12,5%), e rus­si (++23%), men­tre rimane anco­ra poco sig­ni­fica­ti­vo il radoppio dei cine­si (quest’anno 2500 pre­sen­ze). Se il tur­is­mo garde­sano par­la preva­len­te­mente straniero (69% del totale delle pre­sen­ze), aumen­ta anche il numero di ital­iani. Davvero sin­go­lare l’aumento ver­tig­i­noso dei bolzani­ni (+138%) e dei tren­ti­ni (+13%) un dato che non tro­va euguali in tut­to il resto del­la provin­cia. ISEO E FRANCIACORTA. La for­mu­la del­la vacan­za «bal­n­eare» abbina­ta a quel­la enogas­tro­nom­i­ca in voga in Fran­ci­a­cor­ta, è risul­ta­ta vin­cente (ben 680mila pre­sen­ze con un +3,44% sul 2004). Se il Gar­da par­la straniero il Sebi­no par­la ital­iano, vis­to che il 63% dei tur­isti sono nos­tri con­nazion­ali, soprat­tut­to lom­bar­di. Tra i tur­isti d’oltralpe i tedeschi restano al pri­mo pos­to negli arrivi ma ven­gono bat­tuti dai dane­si nelle pre­sen­ze (+5,38% rispet­to al 2004). VALLECAMONICA. Pre­oc­cu­pa il dras­ti­co calo del tur­is­mo camuno (701mila pre­sen­ze, ‑7,33% sul 2004). Se gli stranieri dis­er­tano gli alberghi (-8%) gli ital­iani fug­gono dalle strut­ture extral­berghiere (-24% sul 2004), anche se restano i mag­giori fre­quen­ta­tori del­la valle (82% delle pre­sen­ze). L’ufficio tur­is­mo dell’assessorato provin­ciale impu­ta questo pre­oc­cu­pante calo alla «pesante dimin­uzione di cir­ca 300 posti nelle strut­ture alberghiere per scelte impren­di­to­ri­ali». VALTROMPIA. Sono lon­tani i tem­pi d’oro del tur­is­mo anni Cinquan­ta imboc­ca­to dalle local­ità di Boveg­no e Col­lio. Le poche pre­sen­ze del 2004 (19.432) diminuis­cono anco­ra: 15.843 nel 2005. Sono qua­si tut­ti ital­iani (oltre 13mila) e sono pro­prio loro ad aver dis­er­ta­to la valle. Pesa forte­mente la reces­sione indus­tri­ale che fa diminuire forte­mente i «sog­giorni d’affari». VALLESABBIA. «La ricettiv­ità del lago sof­fre la situ­azione ambi­en­tale com­pro­met­tente» com­men­ta l’ufficio tur­is­ti­co dell’assessorato. Ques­ta la causa prin­ci­pale del­la dimin­uzione di tur­isti ital­iani (-16%), men­tre aumen­ta la pre­sen­za di stranieri, soprat­tut­to olan­desi: (143mila con­tro il 138mila del 2004). BRESCIA E HINTERLAND. Diminuisce il «tur­is­mo d’affari» che ha sem­pre con­strad­dis­tin­to i per­not­ta­men­ti in cit­tà, dove tro­vi­amo anco­ra la mag­gio­ran­za di ital­iani (70%) anche nel 2005. I vis­i­ta­tori delle gran­di mostre «fino ad oggi non si sono trasfor­mati in tur­isti — com­men­ta l’ufficio tur­is­ti­co dell’assessorato — .C’è anco­ra bisog­no di tem­po per­chè l’immagine e il richi­amo creati dal grande even­to si ass­es­ti­no e gener­i­no tur­is­mo». BASSA. In costante e pesante calo (-27%) le pre­sen­ze legate soprat­tut­to al tur­is­mo d’affari, anche se i posti let­to delle strut­ture ricettive sono aumen­tati di 145 unità. Il tur­is­mo enogas­tro­nom­i­co e lega­to a man­i­fes­tazioni artis­tiche e cul­tur­ali non sem­bra anco­ra dare i frut­ti sperati, in una Bas­sa sem­pre più costel­la­ta di capan­noni indus­tri­ali e quartieri dor­mi­to­rio, il sog­no di un tur­is­mo di nic­chia pare sem­pre più utopico.