Sono una ventina gli alberghi aperti, ma molti gruppi hanno disdetto e i «passanti», per ora, girano alla larga dal lago Soddisfatti, però, gli hotel che hanno lanciato offerte «di nicchia»

Turismo di fine anno: andamento fiacco

28/12/2003 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo

Tur­is­mo di fine anno sul Gar­da? Sì. Ma psi­co­logi­ca­mente oppos­to a quel­lo del­la cosid­det­ta «alta sta­gione». Se da Pasqua a set­tem­bre è il lago a riem­pire le sue strut­ture e a far vivere di luce rif­lessa le local­ità cir­costan­ti, a Natale e a — vicev­er­sa — è il Gar­da a sper­are che la mon­tagna inneva­ta e le cit­tà d’arte, mag­a­ri per sat­u­razione, regali­no al pigris­si­mo andaz­zo gri­gio del­l’in­ver­no bena­cense inter­es­san­ti «rima­sug­li» di tur­isti con­tro­cor­rente. Sono ormai parec­chi anni che una venti­na di alberghi sparpagliati tra Riva, Tor­bole e Arco, ten­tano l’avven­tu­ra del­l’aper­tu­ra di fine dicem­bre: come è anda­ta nel 2003?I pareri che abbi­amo rac­colto in giro, dai prin­ci­pali oper­a­tori alberghieri di Riva e din­torni, sono abbas­tan­za dis­cor­dan­ti (dal pes­simis­mo nero ad un cau­to ottimis­mo), ma su un fat­to sono tut­ti d’ac­cor­do. La con­cor­ren­za inter­nazionale è così agguer­ri­ta (gira­no offerte da 299 euro per una set­ti­mana all inclu­sive in strut­ture alberghiere di pae­si a bassis­si­mi costi di man­od­opera), il mer­ca­to tedesco è così inchioda­to nel­la sua crisi eco­nom­i­ca, che negli anni a venire, per sal­va­guardare la sua «min­ista­gione natal­izia» il Gar­da trenti­no dovrà per forza inven­tar­si qual­cosa di nuovo.Il gri­do di dolore più net­to arri­va da piaz­za Tre Novem­bre, tradizionale salot­to tur­is­ti­co di Riva. «Non c’è in giro un cane — dice scon­so­la­to Fed­eri­co Ven­turi­ni del Cen­trale — Quest’an­no preve­do un calo del 50%. La col­pa? Cre­do che sia la reces­sione eco­nom­i­ca gen­er­al­iz­za­ta e i prezzi con­cor­ren­ziali di certe local­ità straniere. Al Cen­trale le nos­tre offerte sono ferme da tre anni, ma altrove, dove i costi sono irrisori, riescono a scen­dere sot­to. Beati loro! Non pos­so invece lamen­tar­mi per il Palace di Arco: qui la situ­azione è decisa­mente migliore».Musica analo­ga nel dirimpet­taio Hotel Sole dove l’an­nul­la­men­to improvvi­so di qualche preno­tazione di grup­po, costringerà la ricezione a sper­are nel cosid­det­to «pas­sag­gio» di fine anno. «Eppure — dicono — la nos­tra set­ti­mana, cenone com­pre­so, a 350 euro, non ci sem­bra pro­prio da buttare…»Problemi di dis­dette anche all’ho­tel Lib­er­ty, dove l’aper­tu­ra di fine dicem­bre è una tradizione ultra­ven­ten­nale. «E’ un anno decisa­mente balor­do e di svol­ta — dice il diret­tore Dario Segala — Mai viste così tante can­cel­lazioni. Tedeschi zero, ingle­si fiac­chi. Spe­ri­amo negli arrivi dis­or­ga­niz­za­ti, ma è evi­dente che dovre­mo stu­di­are qual­cosa per il futuro..»La fiac­ca è sta­ta avver­ti­ta anche nei tre alberghi di Pao­lo Tonel­li, a Riva il Savoy e il Gar­da, a Nago il Con­ti­nen­tal. «Però non pos­si­amo lamentar­ci — dice il gestore — Cre­do che alla fine sare­mo sui liv­el­li di sem­pre». Anco­ra più ottimisti al Luise di Bertoli­ni, dove — ci spie­gano — il Capo­dan­no si annun­cia nor­male, men­tre invece, a sor­pre­sa, potrebbe esser­ci qualche lieta sor­pre­sa sul­la Befana.Addirittura sod­dis­fat­ti, invece, all’As­to­ria, che dopo i restau­ri di pres­ti­gio è alla sec­on­da espe­rien­za di aper­tu­ra dicem­b­ri­na. «Siamo in cresci­ta — spie­ga Pao­lo Miorel­li — ma devo dire che siamo andati a cer­car­ci, fati­cosa­mente, delle nic­chie par­ti­co­lari. Abbi­amo orga­niz­za­to, ad esem­pio, un grande tor­neo di scac­chi e da qui a fine anno avre­mo in hotel un’ot­tan­ti­na di gio­ca­tori. Forse è vero che il tur­is­mo che «cas­ca addos­so» auto­mati­ca­mente è un po’ in crisi, ma lavo­ran­do in par­ti­co­lari seg­men­ti siamo con­tin­ti che il Natale e il Capo­dan­no garde­sano pos­sano anco­ra dare ottime soddisfazioni».Le nic­chie: che sia ques­ta la nuo­va frontiera?

Parole chiave: