L'Apt di Meneghelli smentisce le Cassandre: il calo tedesco più che neutralizzato dal boom di inglesi e scandinavi Nei primi sette mesi del 2001 le «presenze» sono cresciute del 2,6%

Turismo fiacco? No, era una barzelletta

28/09/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Di soli­to aspet­ti­amo con como­do che «i numeri» del tur­is­mo altog­a­rde­sano vengano pub­bli­ca­mente dif­fusi dagli uffi­ci del­l’Apt (che per quan­to riguar­da le sta­tis­tiche sono decisa­mente all’a­van­guardia). Ma quest’an­no, men­tre la sta­gione si sta ormai approssi­man­do all’ul­ti­mo mese sig­ni­fica­ti­vo (otto­bre), c’er­a­no almeno due buoni motivi per montare una «stret­ta sorveg­lian­za» ai dati ben cus­todi­ti nel reg­no di Enio Meneghel­li (pres­i­dente del­l’Apt) e di Vir­ginio Beni­ni (il diret­tore). Pri­mo: durante l’es­tate i pro­feti di sven­tu­ra del tur­is­mo trenti­no, dopo aver dip­in­to a tinte fos­che la situ­azione in mon­tagna, ave­vano fat­to scivolare cat­tivi pre­sa­gi anche nel fon­dovalle e nel cosid­det­to Gar­da trenti­no. Sec­on­do: lo stes­so pres­i­dente Meneghel­li, da noi inter­cetta­to pochi giorni fa ai nas­tri di parten­za del­la Traubenkur, ave­va sfoder­a­to un sor­risone sibilli­no. «Ho in ser­bo — ci ave­va det­to — una bel­la sor­pre­sa, ma ve la dirò, per cor­ret­tez­za for­male, soltan­to quan­do avrò infor­ma­to dei dati sta­gion­ali più aggior­nati anche il con­siglio di amministrazione».Detto e fat­to. Sbri­ga­to l’im­peg­no col cda, ieri Meneghel­li e Beni­ni, han­no scodel­la­to un bel fas­ci­co­let­to di numeri sulle «pre­sen­ze tur­is­tiche» nel­l’Al­to Gar­da (Riva, Nago-Tor­bole, Arco, Ten­no, Dro-Drena) nei pri­mi sette mesi del cor­rente anno, che a vol­er sin­te­tiz­zare in un uni­co flash si può far così: da gen­naio a luglio del 2002 i qua­si 25mila let­ti del­l’am­bito sono sta­ti occu­pati più di un mil­ione e mez­zo di volte. Per­centual­mente un ele­gan­tis­si­mo 2,6 per cen­to in più rispet­to allo stes­so peri­o­do del 2001.E’ vero che il tur­is­mo altog­a­rde­sano nel 2001 era let­teral­mente decol­la­to rispet­to al 2000 (+5,6 per cen­to), ma è altret­tan­to vero che essere rius­ci­ti a fare un ulte­ri­ore bal­zo in avan­ti (il già cita­to 2,6 per cen­to), in epoca di Tor­ri Gemelle, di econo­mia euro­pea non pro­prio dora­ta, di aut­en­ti­co «pianto» in altre realtà tur­is­tiche con­sol­i­date, rap­p­re­sen­ta un «bot­ti­no» di cui andare fieri.Riva (+4,3%) e Nago-Tor­bole (+1,5%) han­no fat­to da traino all’in­sospet­ta­bile «mini-boom» di questo 2002, ma anche le altre realtà ter­ri­to­ri­ali han­no tenu­to bene il pas­so. Più forte l’in­cre­men­to del set­tore alberghiero rispet­to all’ex­traal­berghiero. E nel­l’am­bito degli hotel addirit­tura stra­or­di­nario il seg­no pos­i­ti­vo nelle strut­ture a quat­tro stelle, sia per la clien­tela ital­iana (+31,3%) che per quel­la straniera (+18,1%); cresci­ta che ha decisa­mente con­tro­bi­lan­ci­a­to le perdite delle strut­ture più mod­este a una e due stelle. Cosa sig­nifi­ca? Prob­a­bil­mente tre cose, tutte pos­i­tive. Uno: gli alberghi si sono riqual­i­fi­cati ulte­ri­or­mente. Due: ques­ta riqual­i­fi­cazione va nel­l’e­sat­ta direzione del­la doman­da. Tre: con­gres­si ed even­ti (che tradizional­mente movi­men­tano la clien­tela più esi­gente) assolvono egre­gia­mente il loro ruo­lo di for­tis­si­mo sosteg­no al tur­is­mo più pret­ta­mente vacanziero.Quanto alla tipolo­gia del­la clien­tela, la leg­gera dis­af­fezione dei tedeschi — che forse sono la nazione più sen­si­bile all’an­da­men­to del­l’e­cono­mia — tro­va con­fer­ma rispet­to alle osser­vazioni empiriche di quest’es­tate (-3,2%), ma è larga­mente con­tro­bi­lan­ci­a­ta dal­l’e­s­plo­sione degli ingle­si (+10,7%), dal risveg­lio di vec­chie conoscen­ze come gli olan­desi (+13,3) e gli scan­di­navi (norve­g­e­si +31,5; svedesi +28,0; fin­lan­desi +17,0) e dal­l’af­fac­cia­r­si di nuove realtà, come l’Irlanda.«I risul­tati ci con­for­t­ano — spie­ga Enio Meneghel­li — Sul fronte pro­mozionale abbi­amo diver­si­fi­ca­to i mer­cati per tem­po ed ora pos­si­amo guardare al futuro con seren­ità. Nei mer­cati tradizion­ali, che già ci conoscono, pun­ti­amo su prodot­ti dif­feren­ziati e di nic­chia (come l’enogas­trono­mia, il bike, la vela, eccetera). Nei mer­cati emer­gen­ti, ad esem­pio l’Est europeo, ci fac­ciamo conoscere come Gar­da com­p­lessi­va­mente inteso».