Garda, il pienone soltanto in chiesa. Arrivi limitati ai giorni di Capodanno

Turismo fiacco: si salva Sirmione

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

sot­totono un po’ su tut­ta la riv­iera del Gar­da. Due i fat­tori penal­iz­zan­ti: il tem­po inclemente, che ha fat­to dirottare molti tur­isti, soprat­tut­to quel­li più incer­ti, ver­so le local­ità sci­is­tiche, e la crisi gen­er­al­iz­za­ta che ha penal­iz­za­to qua­si intera­mente quest’ultimo scor­cio di sta­gione, dopo un’estate non trascen­den­tale. Di tur­isti a Natale, insom­ma, nem­meno l’om­bra. Con­fer­ma­ta invece la tradizione del­la cel­e­brazione del­la mes­sa di mez­zan­otte, con le chiese ovunque stra­colme di fedeli. Pochissime le pre­sen­ze nei pochissi­mi alberghi aper­ti. Andrà per for­tu­na un po’ meglio da domani a , a giu­di­care dalle preno­tazioni. C’è chi, invece, guar­da già lon­tano, come a Limone , dopo le ultime due sta­gioni magre, per aprire con gran­di promesse il 2003. «E’ sta­to un Natale fes­teggia­to dai limone­si — dice Gian Fran­co Mon­tag­no­li, pres­i­dente degli alber­ga­tori — non c’è sta­to un solo tur­ista, del resto gli alberghi e i locali era­no tut­ti chiusi. La chiesa era stra­col­ma, una bel­la fes­ta reli­giosa: ma gli oper­a­tori tur­is­ti­ci stan­no già preparan­dosi per pre­sen­ziare nelle prossime fiere». A Salò , dis­cre­to movi­men­to il 23 e 24 dicem­bre, con una fles­sione a Natale e ieri. Assalto per l’ul­ti­ma com­pera nelle bou­tique del cen­tro e sul lun­go­la­go Zanardel­li. Buona affluen­za al pre­se­pio vivente di Cam­pov­erde, che resterà aper­to fino all’. Da non perdere anche quel­li in piaz­za Vit­to­ria, davan­ti al munici­pio, e di San Bernardi­no. Solo quat­tro gli alberghi aper­ti nel­la cit­tad­i­na del gol­fo. In Valte­n­e­si il letar­go si fa notare più di ogni altra zona. Un solo alber­go apre i bat­ten­ti oggi (e fino al 6 gen­naio) a Maner­ba : si trat­ta del­lo «Splen­did Sole». Poi una lun­ga dis­te­sa di campeg­gi e locali chiusi. Solo qualche sec­on­da casa o vil­la riapre oggi i bat­ten­ti per ospitare i pro­pri­etari in vista del veg­lione di San Sil­ve­stro. Raris­si­mi anche i ris­toran­ti aper­ti. Desen­zano , stordi­ta anco­ra dai dati dif­fusi alla vig­ilia di Natale dal­l’Apt (net­to calo di pre­sen­ze e arrivi, una sor­ta di Caporet­to tur­is­ti­ca), non dà per il momen­to seg­ni di risveg­lio. Li offrirà sicu­ra­mente a com­in­cia­re da domani e domeni­ca, quan­do arriver­an­no le prime avan­guardie per trascor­rere sul lago l’ul­ti­mo giorno di un 2002 cer­to da dimen­ti­care in fret­ta. Locali, dis­coteche, agri­t­ur­is­mi e anche gli stes­si alberghi non tradi­ran­no. Anche se fino ad ieri il Park Hotel del­la famiglia Ceri­ni era uno dei pochissi­mi a luci accese. E per ora le preno­tazioni non sem­bra­no numero­sis­sime. Lo stes­so Caf­fè Italia, stori­co e raf­fi­na­to locale di piaz­za Malvezzi, lamen­ta un calo di clien­tela rispet­to ai pas­sati anni. «Abbiano avu­to un Natale e un San­to Ste­fano dis­creti — dice il pro­pri­etario, Gigi Tremoli­ni — comunque al di sot­to del­lo scor­so Natale: la clien­tela ha meno voglia di spendere. Dici­amo che è sta­to un ponte natal­izio all’in­seg­na del­la mod­es­tia». Il «tut­to esauri­to» si deve reg­is­trare, invece, nel­la chiese in occa­sione del­la mes­sa di mez­zan­otte: a San Bia­gio di Riv­oltel­la (con un coro di gio­vani), al Duo­mo di S. Maria Mad­dale­na, a San Zeno (con ani­mazione degli alun­ni del­la scuo­la media). Infine, Sirmione . Tra i pochi cor­ag­giosi e temer­ari a restare aper­ti, tro­vi­amo Cate­ri­na Gor­lani con il suo hotel Merid­i­ana nel cen­tro stori­co. A far­le com­pag­nia il Flaminia, il Grand Hotel e il Boio­la, il Baia Blu, La Paul e pochi altri. Qualche eser­cizio pub­bli­co aper­to, saraci­nesche di bou­tique e negozi abbas­sate anco­ra per parec­chie set­ti­mane. Bat­tuti tut­ti i record, invece, dal­la sala For­mu­la Bin­go: a Natale e ieri migli­a­ia di per­sone si sono river­sate dietro i tavoli per tentare la for­tu­na. Infine, a Colom­bare e a Lugana, gra­zie ad una illu­mi­nazione più sug­ges­ti­va, è sta­to indub­bi­a­mente un «altro» Natale.

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