Sul lago le presenze rispetto all’anno scorso sono calate in media dell’11 per cento, ma la Pasqua è arrivata presto e il tempo è stato brutto. La sfida da affrontare è la concorrenza dei «pacchetti tutto compreso» all’estero

Turismo, maggio da dimenticare

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

I tur­isti a mag­gio han­no snob­ba­to il lago. Le ril­e­vazioni degli Uffi­ci di infor­mazione accoglien­za tur­is­ti­ca (Iat) di Bar­dolino, Bren­zone, Gar­da, Lazise, Mal­ce­sine e Peschiera par­lano chiaro: il calo medio rispet­to all’anno scor­so è sta­to dell’11 per cen­to cir­ca, con punte del 14 per cen­to, equa­mente dis­tribuito tra ital­iani e stranieri. La fles­sione di pre­sen­ze, almeno per ora, potrebbe essere gius­ti­fi­ca­ta da alcu­ni dati con­tin­gen­ti: la Pasqua è arriva­ta prestis­si­mo, cioè il 27 mar­zo, e con un tem­po ingra­to. Piog­gia e tem­per­a­ture basse non han­no cer­to spin­to a fare i bagagli, ma piut­tosto indot­to a risparmi­are per tem­pi migliori. Un atteggia­men­to gen­er­al­iz­za­to, vista la pes­si­ma con­giun­tu­ra eco­nom­i­ca che l’Europa sta viven­do. Men­tre sono calati gli uten­ti, sono però in alcu­ni casi aumen­tati i con­tat­ti, cioè le richi­este di infor­mazioni avute dai vari Iat (uffi­ci tur­is­ti­ci). Ciò con­tribuirebbe a dar fidu­cia all’ottimismo del dato for­ni­to dall’Osservatorio mon­di­ale del tur­is­mo, il World Trav­el and Tourism Coun­cil, che indi­ca come il tur­is­mo sia, nonos­tante tut­to, il set­tore eco­nom­i­co con la mag­gior capac­ità di recu­pero. Le proiezione per la prossi­ma estate sono di un + 3,4 per cen­to in Italia e gli esper­ti locali pre­sumono che il trend pos­i­ti­vo si pos­sa riper­cuotere sul­la nos­tra cit­tà e il . Non res­ta che incro­cia­re le dita, con­fi­dare nel­la clemen­za del meteo e augu­rar­si anche che chi opera nel set­tore si ren­da con­to che, in questo momen­to, il tur­ista, oltre ad avere meno sol­di in tas­ca, ha anche molti altri oriz­zon­ti appetibili. Per questo la scelta dei lidi garde­sani deve risul­tar­gli con­ve­niente o, comunque, apparire rispet­tosa del rap­por­to qual­ità-prez­zo. Lo ha già ricorda­to Giuseppe Loren­zi­ni, pres­i­dente dell’Unione alber­ga­tori verone­si Ugav, e lo seg­nala anche Anto­nio Pas­torel­lo, asses­sore provin­ciale al tur­is­mo e allo sport, nonché vicepres­i­dente dell’ente. «Ci sono per­sone, anche con scar­so red­di­to, che van­no in vacan­za sul Mar Rosso per­ché trovano occa­sioni molto con­ve­ni­en­ti, cioè sog­giorni “all inclu­sive” con volo com­pre­so, sole garan­ti­to e mare coralli­no», com­men­ta Pas­torel­lo. «Tut­to bel­lis­si­mo, ma noi che abbi­amo molto più di questo, anche a liv­el­lo cul­tur­ale, dob­bi­amo essere più com­pet­i­tivi. In quei Pae­si, in fon­do, l’orizzonte è il deser­to, noi invece posse­di­amo una per­la rara e dob­bi­amo quin­di impeg­nar­ci per ren­der­la anche eco­nomi­ca­mente appetibile». Del resto sono pro­prio i con­tat­ti a con­fer­mare che le scelte sono spes­so deter­mi­nate dal­la neces­sità di fare econo­mia: «Le richi­este sono soprat­tut­to per le strut­ture extra alberghiere, come i campeg­gi, gli appar­ta­men­ti, i bed & break­fast, men­tre il tur­is­mo clas­si­co alberghiero è in calo», com­men­tano gli esper­ti di Provin­cia di Verona Tur­is­mo srl, la soci­età che gestisce i 17 Iat provin­ciali, com­pre­si quel­li che si trovano sul­la Riv­iera degli Olivi, che han­no già in mano i dati real­tivi a mag­gio. Così, cifre alla mano, risul­ta che è sta­ta Gar­da ad andare per la mag­giore. Ha avu­to 12.580 uten­ti. I con­tat­ti sono sta­ti 3.660, il 70 per cen­to tele­foni­ci e il resto per pos­ta, via fax o e‑mail. Lo Iat di Peschiera ha avu­to 11.236 uten­ti, con­tro i 14.172 dell’anno scor­so: i con­tat­ti quest’anno sono sta­ti 1.180 (l’anno scor­so 2350), l’80 per cen­to via tele­fono, il resto per pos­ta, mail e fax. A Mal­ce­sine l’ufficio infor­mazioni reg­is­tra un calo di oltre 200 uten­ti. A mag­gio sono sta­ti 8.030, l’anno scor­so era­no sta­ti 8.267: i con­tat­ti sono pas­sati da 1.300 a 1.199, il 60 per cen­to via tele­fono il resto per pos­ta, mail e fax. Il dato di Bar­dolino riguar­da solo il mag­gio 2005: gli uten­ti sono sta­ti 7.035, i con­tat­ti sono sta­ti 800, nell’80 per cen­to dei casi si trat­ta di tele­fonate. È Bren­zone che dà le cifre più scarne: gli uten­ti sono sta­ti solo 524. I dati sul tur­is­mo a Lazise coprono una fas­cia tem­po­rale più lun­ga, ma ricon­fer­mano il trend neg­a­ti­vo. Riguardano cioè il peri­o­do gen­naio-mag­gio 2005 com­para­to a quel­lo del medes­i­mo peri­o­do dell’anno scor­so. Nel 2004 le pre­sen­ze dei tur­isti era­no a quo­ta 8.750 (50 per cen­to ital­iani, 50 per cen­to stranieri), quest’anno sono state 7.500 con un calo, equa­mente dis­tribuito tra ital­iani e stranieri, del 14 per cen­to. I con­tat­ti sono invece aumen­tati dell’11 per cen­to, pas­san­do da 1.200 a 1.450: nel 70 per cen­to dei casi si trat­ta di ital­iani, nel 30 per cen­to di stranieri. In tutte le zone men­zion­ate l’utenza è com­pos­ta all’ottanta per cen­to da stranieri, il resto da italiani.

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