Tra tradizione e innovazione, incontro dell’Osservatorio sul tema della promozione gastronomica. Ristoratori e studenti a confronto: «Ecco come difenderci dalla crisi»

Turismo, si punta sul gusto

12/10/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

Ricon­quistare il tur­is­mo attra­ver­so l’enogastronomia locale, i pae­sag­gi, le tradizioni ed un gius­to approc­cio al cliente. E’ ques­ta la for­mu­la dell’Osservatorio A1 (Ambi­ente, ali­men­tazione, Arte del ris­toro e accoglien­za) che ieri ha orga­niz­za­to nel­la cor­nice di palaz­zo Callas di Sirmione un con­veg­no a cui han­no parte­ci­pa­to alcu­ni esper­ti del­la ris­torazione e gli stu­den­ti delle clas­si quar­ta e quin­ta dell’istituto alberghiero Cate­ri­na De’ Medici di Desen­zano. «Rasseg­na del con­ser­va­tore d’ambiente ris­tora­ti­vo», questo il tito­lo dell’incontro orga­niz­za­to con il patrocinio del Comune di Sirmione in memo­ria di Gre­go­rio Vianel­li, affer­ma­to chef bres­ciano. «Nel nos­tro lavoro è fon­da­men­tale saper comu­ni­care bene con il cliente — ha spie­ga­to Ezio Cam­pag­no­la, pres­i­dente di Osser­va­to­rio A1 — . Occorre creare un’atmosfera accogliente e gioiosa per far sen­tire il tur­ista a pro­prio agio. In questo sen­so è impor­tante inve­stire in per­son­ale qual­i­fi­ca­to che sap­pia rispon­dere al meglio a queste esi­gen­ze, per accom­pa­gnare la bon­tà del­la cuci­na locale all’eleganza del rice­vi­men­to. Il nos­tro Paese è sem­pre sta­to all’avanguardia e la sper­an­za è che si pos­sa con­tin­uare a man­tenere tale pri­ma­to». Sec­on­do una ricer­ca dell’Enit (ente nazionale ital­iano per il tur­is­mo), le attrazioni dell’Italia sono tre: il pat­ri­mo­nio pae­sag­gis­ti­co, l’enogastronomia e la moda. Nel cor­so del con­veg­no è emer­so che i tur­isti stranieri sono attrat­ti dal­la cuci­na locale ma anche dall’accoglienza degli alber­ga­tori e dei ris­tora­tori; sono poi alla con­tin­ua ricer­ca di infor­mazioni, alla scop­er­ta dei gusti e dei sapori tipi­ci, ma anche dei pae­sag­gi e dei luoghi carat­ter­is­ti­ci. Le nazioni tur­is­tiche che si affac­ciano sul Mediter­ra­neo han­no costi di ges­tione infe­ri­ori del 50% cir­ca rispet­to all’Italia e la con­cor­ren­za che si può fare deve mirare alla qual­ità e alla per­son­al­iz­zazione dei servizi. «La ris­torazione non è soltan­to cuci­na. Non bas­ta saper preparare i piat­ti e met­ter­li in tavola, si cor­rerebbe il ris­chio di trovare solo fast food — ha sot­to­lin­eato l’assessore al Tur­is­mo del Comune di Sirmione, Gior­dano Sig­nori -. Per difend­er­ci dal­la crisi eco­nom­i­ca e dal­la glob­al­iz­zazione, occorre inve­stire nel­la pro­mozione del nos­tro ter­ri­to­rio e dei nos­tri prodot­ti che nes­suno ci può copi­are. Per questo moti­vo è indis­pens­abile for­mare una classe di oper­a­tori eco­nomi­ci che sia all’altezza di quan­to pos­si­amo offrire». Gli stu­den­ti dell’istituto alberghiero han­no poi avan­za­to alcune critiche sul­la loro for­mazione pro­fes­sion­ale. «Gli inseg­na­men­ti sono utili in quan­to per­me­t­tono di adattar­ci ad ambi­en­ti diver­si — han­no det­to -. Bisognerebbe insis­tere di più sulle lingue straniere, fon­da­men­tali nel nos­tro set­tore. Ben vengano stage e tiroci­ni che per­me­t­tono un approc­cio diret­to con il cliente e con l’ambiente lavo­ra­ti­vo. Anche gli incon­tri con i pro­fes­sion­isti sono molto utili; sarebbe però meglio che queste ore didat­tiche si potessero svol­gere all’interno delle strut­ture ricettive».