Operatori a confronto. Assogardacamping studia le proprie aziende e il target clienti e invita a lavorare tra categorie Zaninelli: «Noi teniamo ma va fatta un’analisi di tutto il sistema»

Turismo, soffia vento di crisi

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

«La situ­azione del tur­is­mo sul va anal­iz­za­ta a fon­do, soprat­tut­to pun­tan­do sul coor­di­na­men­to tra oper­a­tori, che man­ca com­ple­ta­mente. Altri­men­ti si dice tut­to e il con­trario di tut­to. Se poi si anal­iz­zano le ragioni del­la crisi e del­la fles­sione tur­is­ti­ca, si dovrebbe fare un esame di coscien­za e chieder­si per­ché ciò si ver­i­fichi. Non por­ta a nul­la intraved­erne sem­pre le pos­si­bili cause in moti­vazioni ogni vol­ta estra­nee o esterne, come la con­giun­tu­ra eco­nom­i­ca o l’euro. Nem­meno ha sen­so ritenere che una cer­ta fas­cia di tur­isti, per risparmi­are, opti per la vacan­za in appar­ta­men­to o in campeg­gio piut­tosto che per quel­la in alber­go». L’attacco arri­va da Mar­co Zaninel­li, ammin­is­tra­tore del camp­ing La Quer­cia di Lazise, pres­i­dente dell’Assogardacamping, asso­ci­azione a cui è iscrit­to il 60 per cen­to dei campeg­gi del­la Riv­iera degli Olivi. Zaninel­li sente la cat­e­go­ria pun­ta nel vivo quan­do si dice che gli ospi­ti tedeschi, con pochi sol­di, cer­cano una vacan­za al risparmio soprat­tut­to a causa del­la triste con­giun­tu­ra eco­nom­i­ca che la Ger­ma­nia sta viven­do, come ha ril­e­va­to nei giorni scor­si Fer­nan­do Moran­do, pres­i­dente dell’Unione provin­ciale del com­mer­cio, tur­is­mo servizi con­f­com­mer­cio. «Noi campeg­gia­tori siamo con­tenti», si limi­ta a dire Zaninel­li nel fotogra­fare la situ­azione dei camp­ing garde­sani, «però non è det­to che quan­do le cose non van­no bene i tur­isti scel­gano sem­pre l’appartamento o il campeg­gio. Bisognerebbe piut­tosto cer­care di capire il per­ché di questo nell’ambito di ogni sin­go­la azien­da, val­u­tan­do e poi la situ­azione in modo coor­di­na­to e glob­ale. Occor­rerebbe cioè capire cosa man­ca sul ter­ri­to­rio, inte­so come zona tur­is­ti­ca, e cosa da esso si richie­da». L’Assogardacamping attua una for­ma di rac­cor­do tra soci: «Come pres­i­dente, cer­co di ascoltare le richi­este dei nos­tri asso­ciati, li coordi­no e vedo di trovare sti­moli. Siamo par­ti­ti tre anni fa nel fare sis­tema per arrivare a garan­tire una sem­pre mag­giore qual­ità azien­dale ed ambi­en­tale. Così abbi­amo ottenu­to le qual­i­fi­cazioni Iso 14001 e Iso 9001, che riguardano il con­trol­lo ges­tionale e ambi­en­tale, para­metri impor­tan­tis­si­mi in una zona come quel­la garde­sana. Inoltre sti­amo ora cer­can­do di sti­mo­lare i nos­tri asso­ciati a val­utare in con­cre­to come fun­ziona ogni sin­go­la azien­da rispet­to alle altre lim­itrofe, nel­la regione e in Italia. In prat­i­ca un grup­po di campeg­gi è già par­ti­to con il mon­i­tor­ag­gio dell’aezienda e degli ospi­ti per aver chiaro, entro la fine dell’anno, il pro­prio gra­do di com­pet­i­tiv­ità». Se si lavo­ra in questo sen­so è forse per­ché anche nei campeg­gi si reg­is­tra un po’ di crisi. «Queste ricerche sono impor­tan­ti sem­pre, forse sarebbe sta­to per tut­ti il caso di far­le anche quan­do in pas­sato le cose anda­vano meglio», taglia cor­to Zaninel­li, «noi comunque siamo con­tenti, è impor­tante che il cliente sia sod­dis­fat­to. Cer­ta­mente la situ­azione potrebbe essere anco­ra migliore a liv­el­lo gen­erale se non si fos­se rimasti trop­po a lun­go a guardare, nel più com­ple­to immo­bil­is­mo. Per far decol­lare davvero il nos­tro tur­is­mo dob­bi­amo avere il pol­so del­la situ­azione, l’autovalutazione va con­fronta­ta. Invece a liv­el­lo ter­ri­to­ri­ale non c’è nul­la che per­me­t­ta agli impren­di­tori di avere dati com­pleti». Riaf­fio­ra così anche l’annosa ques­tione dei dati su arrivi e pre­sen­ze di tur­isti, sia ital­iani che stranieri, che un tem­po era­no garan­ti­ti con pun­tu­al­ità dalle Aziende di pro­mozione tur­is­ti­ca, men­sil­mente e anche trimes­tral­mente, e che ora invece sono for­ni­ti dal­la Provin­cia ma trasmes­si con mesi di ritar­do. Per il Gar­da poi mancherebbe anche un cen­tro di preno­tazione uni­fi­ca­ta: «Per noi campeg­gia­tori non c’è, ma non sono in gra­do di dire, comunque, se per i nos­tri asso­ciati sarebbe impor­tante che ci fos­se». Dal can­to suo Moran­do risponde: «Par­lan­do di flus­si tur­is­ti­ci, in par­ti­co­lare dei tedeschi, ho fat­to un’analisi di quan­to sto viven­do come pres­i­dente del­la Con­f­com­mer­cio a cui l’Assogardacamping, a dif­feren­za dell’Unione garde­sana alber­ga­tori verone­si (Ugav), non aderisce. Tut­tavia sono disponi­bile a met­ter­mi a con­fron­to con il pres­i­dente di ques­ta asso­ci­azione per val­utare insieme la situ­azione e capire quali sono i reali prob­le­mi del tur­is­mo. Ci si può sedere attorno a un tavo­lo e par­larne appro­fon­di­ta­mente anche per­ché, in questo modo, potrei avere indi­cazioni più pre­cise. In ogni caso non si può negare che sul Gar­da i campeg­gi sono già affol­lati di ospi­ti». Sem­pre a propos­i­to di coor­di­na­men­to, Moran­do nota: «È vero che non c’è un cen­tro di preno­tazione tur­is­ti­ca uni­co, ma sti­amo pre­dispo­nen­do a Gar­da l’Osservatorio tur­is­ti­co del dis­tret­to, che potrà servire anche a questo: diven­terà un cen­tro di rac­col­ta dati per tut­ti gli oper­a­tori, che mon­i­tor­erà la situ­azione anche sot­to il pro­fi­lo delle presenze».

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