Il ponte di Pasqua. La disastrata situazione viaria nell’alto Garda non ha frenato gli arrivi. I tedeschi non tradiscono, mancano quelli di passaggio

Turisti, il lago ha fatto il pieno

Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

L’im­pres­sione è che i tur­isti non manchi­no pro­prio, nonos­tante la dis­as­tra­ta. Almeno, questo è quel che dicono gli oper­a­tori altog­a­rde­sani, da Gargnano a Tig­nale, da Tremo­sine a Limone. Il quadro, nat­u­ral­mente, è piut­tosto dif­feren­zi­a­to. L’af­flus­so degli ospi­ti sem­bra andare davvero bene ovunque, nel­la parte set­ten­tri­onale del lago, se si con­sid­era il seg­men­to di tur­isti affezionati, che soli­ta­mente pas­sa la Pasqua sul Bena­co. Gli alber­ga­tori definis­cono «tradizion­ali» questi vil­leg­gianti, dis­posti a super­are anche osta­coli gravosi o impre­visti, pur di rag­giun­gere la local­ità e la strut­tura alberghiera nel­la quale si sono trovati a loro agio in pas­sato. E gli osta­coli, quest’an­no, pro­prio non man­cano, al pari di un paio di anni fa, quan­do la Garde­sana era chiusa in occa­sione del­la Pasqua. Atten­dere il traghet­to a Riva, per por­tar­si più a sud e rag­giun­gere Limone o gli altri comu­ni del­l’al­to lago, oppure com­piere il giro del Gar­da dopo aver già per­cor­so centi­na­ia di chilometri, dimostra un inter­esse evi­dente ver­so quest’area, nonos­tante tut­to. Un inter­esse che viene poi con­fer­ma­to attra­ver­so la preno­tazione. E le preno­tazioni non man­cano. Se, invece, la doman­da si riv­olge agli oper­a­tori che lavo­ra­no in prevalen­za con i cosid­det­ti tur­isti di pas­sag­gio, le risposte var­i­ano decisa­mente. Il tur­is­mo di pas­sag­gio (quel­lo del­l’ul­ti­mo min­u­to, per inten­der­ci) ha infat­ti un ruo­lo impor­tante, è quel­lo che in molte cir­costanze deter­mi­na il tut­to esauri­to e per­me­tte agli alberghi di riem­pire anche le stanze non preno­tate. Ebbene, sot­to questo aspet­to la lagnan­za è piut­tosto dif­fusa, specie a Gargnano e Limone: con la stra­da bloc­ca­ta tra Limone e Riva, por­tar­si sul­l’al­to Gar­da diven­ta una scelta, e parec­chi — scor­ag­giati — prob­a­bil­mente si dirig­er­an­no altrove. Pochi prob­le­mi, sot­to questo aspet­to, invece per i comu­ni col­li­nari (Tig­nale e Tremo­sine), che paiono risen­tire meno di ques­ta fles­sione e nei quali questo genere di tur­is­mo rap­p­re­sen­ta una com­po­nente meno deter­mi­nante che nei cen­tri a lago. Chi, sul Gar­da, era abit­u­a­to a goder­si il pri­mo sole ital­iano, tor­na — dunque — qua­si ad ogni cos­to. Chi, invece, met­te­va il Gar­da tra le pos­si­bil­ità da scegliere all’ul­ti­mo min­u­to, spes­so rin­un­cia. Se ne accor­gono soprat­tut­to a Limone . Dice Gian­fran­co Mon­tag­no­li, pres­i­dente del­la Asso­ci­azione alber­ga­tori: «Sono tante le com­po­nen­ti che met­tono ques­ta sta­gione su un liv­el­lo infe­ri­ore a quelle del pas­sato, a par­tire dalle con­dizioni meteo. Si aggiun­ga il bloc­co del­la stra­da, che rap­p­re­sen­ta il prob­le­ma principe. A Limone ave­va­mo mes­so in pre­ven­ti­vo una fles­sione che, pun­tual­mente, c’è sta­ta e da lunedì le cose vol­ger­an­no al peg­gio. «I cli­en­ti tradizion­ali tor­nano, ma non capis­cono come pos­sano esservi prob­lem­atiche come le nos­tre in local­ità tur­is­tiche così affer­mate: per for­tu­na ci sono i tedeschi, che non tradis­cono mai Limone. Ma, anche se sono affezionati, sono insod­dis­fat­ti per la situ­azione del­la stra­da. Di una cosa dob­bi­amo ricor­dar­ci: il tur­ista scon­tento iden­ti­fi­ca questi prob­le­mi come grat­ta­capi comu­ni a tut­to il lago e non solo a una sua parte». Fab­rizio Bon­tem­pi, asses­sore al Tur­is­mo a Tig­nale : «La sen­sazione è che le cose si siano messe bene per Pasqua, ma anche per il peri­o­do suc­ces­si­vo. Può essere il risul­ta­to del lavoro svolto dal Con­sorzio Riv­iera dei Limoni e delle numerose fiere alle quali ha parte­ci­pa­to. Abbi­amo molti tedeschi, come sul resto del lago. Sono con­tenti, ma traspare l’in­sod­dis­fazione a causa del­la situ­azione del­la Garde­sana». Gio­van­ni Oss, vicepres­i­dente del­l’As­so­ci­azione alber­ga­tori di Gargnano : «Se guardiamo alle preno­tazioni, dob­bi­amo con­fer­mare che le cose van­no bene, almeno per Pasqua. Matur­eran­no incertezze nel resto del mese di aprile: noi cal­co­l­iamo un 15–20% in meno, men­tre pen­si­amo di tornare su buoni liv­el­li nei mesi di mag­gio e giug­no, specie in occa­sione dei pon­ti. Cosa man­ca? Il tur­is­mo di pas­sag­gio e infor­mazioni affid­abili sul­la situ­azione viaria. Si aggiun­ga il mal­tem­po che ha fla­gel­la­to l’Eu­ropa un po’ ovunque».