La bandiera blu europea potrebbe essere issata da oggi idealmente sull'intera riviera del lago di Garda, da Riva a Sirmione, da Malcesine a Gardone.

Tutte balneabili le spiagge bresciane del lago di Garda

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

La euro­pea potrebbe essere issa­ta da oggi ideal­mente sul­l’in­tera riv­iera del , da Riva a Sirmione, da Mal­ce­sine a Gar­done. E non solo quin­di sul­la peniso­la scalig­era che a mag­gio scor­so è sta­ta pre­mi­a­ta con l’im­por­tante riconosci­men­to europeo.E’ di ieri, infat­ti, la notizia che anche l’ul­ti­mo bol­let­ti­no rel­a­ti­vo alla bal­ne­abil­ità delle spi­agge ‑cinquan­tadue sul­la cos­ta bres­ciana, oltre cen­to con le restanti sponde — che di nor­ma ven­gono dira­mati ogni quindi­ci giorni dal Servizio di igiene pub­bli­ca del­l’AsI, ha con­fer­ma­to l’ec­cezionale sta­to di salute in cui si tro­va la nos­tra riv­iera. Cioè, tutte e 52 le spi­agge, da Sirmione a Limone, sono risul­tate bal­ne­abili. E questo, si badi bene, non a mag­gio, ma a Fer­ragos­to. Un dato stra­or­di­nario, che con­fer­ma la striscia pos­i­ti­va com­in­ci­a­ta lo scor­so anno quan­do, sem­pre in agos­to, furono solo un paio le spi­agge tabù. Ed era com­pren­si­bile. Quest’an­no, invece, il Gar­da ha volu­to pre­sen­tar­si nel momen­to-clou del­la sta­gione in ottime con­dizioni di salute.Ma c’è di più. Un dato incor­ag­giante viene da due cit­ta­dine, tra l’al­tro le più popolose e le più impor­tan­ti: Desen­zano e Salò. Entrambe ave­vano reg­is­tra­to nel pas­sato qualche incon­ve­niente: il Desen­zani­no e la Spi­ag­gia d’Oro a Desen­zano, la local­ità Cimitero e la zona dietro l’ospedale a Salò fini­va­mo imman­ca­bil­mente nel libro nero. Invece quest’an­no, la notizia che i due Comu­ni, ma soprat­tut­to i bag­nan­ti, atten­de­vano da decen­ni: anche le quat­tro «famiger­ate» spi­agge sono divenute intera­mente balneabili.Ma come si è potu­to rag­giun­gere questo risul­ta­to? Le moti­vazioni sono moltepli­ci. Innanz­i­tut­to ricor­diamo le appas­sio­n­an­ti battaglie con­dotte dagli ambi­en­tal­isti, poi una sen­si­bil­ità mag­giore ver­so la tutela del­la natu­ra e del­l’am­bi­ente da parte del­l’opin­ione pub­bli­ca, quin­di le impor­tan­ti strate­gie di inter­ven­to messe in atto dal­l’Azien­da e dagli stes­si Comu­ni riv­ieraschi, che han­no poten­zi­a­to e sis­tem­ato prati­ca­mente l’in­tera rete fog­nar­ia e avvi­a­to un con­trol­lo più sis­tem­ati­co dei pro­pri cor­si d’ac­qua interni.E’ sta­ta prob­a­bil­mente ques­ta la mossa che più di altre ha paga­to. Era­no infat­ti i tor­ren­ti, comune­mente chia­mati in zona «gan­fi», a dover salire spes­so sul ban­co degli impu­tati quali mag­giori respon­s­abili degli scarichi che veni­vano ver­sa­ti poi a lago. Scarichi indus­tri­ali, di lab­o­ra­tori arti­gianali, di all­e­va­men­ti suini­coli, di svuo­ta­men­to di vasche o di cal­daie. Poi, va det­to anche che sia i Comu­ni che lo stes­so Gar­da Uno si sono dotati negli ulti­mi tem­pi di numerosi mezzi anche navali per inter­venire tem­pes­ti­va­mente nel rimuo­vere even­tu­ali rifiu­ti. Esistono due bat­tel­li-spazz­i­ni pron­ti a inter­venire ogni qual­vol­ta si ver­i­fichi un incidente.L’impressione è quin­di che il lago di Gar­da stia per essere com­ple­ta­mente risana­to. Un sog­no com­in­ci­a­to nel 1975 con l’alierà pre­siedu­ta da Aventi­no Frau. Dopo un quar­to di sec­o­lo, forse il prog­et­to è arriva­to a compimento.