Provincia e rappresentanti delle associazioni hanno illustrato ieri le iniziative di valorizzazione. I progetti di promozione di Garda, Franciacorta e della città

Tutte le Strade portano al vino

17/12/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Le Strade del bres­ciane si affac­ciano sul 2005 con un ambizioso pro­gram­ma pro­mozionale ed un obi­et­ti­vo comune: quel­lo di rin­no­vare una sin­er­gia fino ad oggi mes­sa in sec­on­do piano dalle inevitabili neces­sità orga­niz­za­tive e buro­cratiche, per sfruttare appieno un poten­ziale eco­nom­i­co in cresci­ta espo­nen­ziale. Le cifre del resto par­lano chiaro: nel solo 2004, gli enonau­ti in viag­gio sulle strade dei vini e dei sapori lom­barde sono sta­ti oltre mez­zo mil­ione. Esiste insom­ma e si amplia a mac­chia d’o­lio una nuo­va uten­za tur­is­ti­ca, esi­gente ed evo­lu­ta, che cer­ca emozioni anche e soprat­tut­to attra­ver­so i sapori di un ter­ri­to­rio, oppor­tu­na­mente asso­ciati ai val­ori cul­tur­ali ed ambi­en­tali: e la provin­cia bres­ciana appare più che mai pronta per gio­care un ruo­lo di pri­mo piano in questo nuo­vo mer­ca­to, come tes­ti­mo­ni­a­to ieri dai pres­i­den­ti del­la Stra­da del Fran­ci­a­cor­ta, del­la Stra­da dei Vini e dei Sapori del Gar­da e del­la Stra­da dei Col­li dei Lon­go­b­ar­di, chia­mati a Vil­la Bar­boglio dal­l’asses­sore provin­ciale all’A­gri­coltura Mari­astel­la Gelmi­ni per pre­sentare prog­et­ti, man­i­fes­tazioni e pro­poste per l’an­no entrante. «Le Strade del Vino bres­ciane rap­p­re­sen­tano l’e­sem­pli­fi­cazione di quel con­cet­to di inte­grazione che è alla base del­la nos­tra polit­i­ca di pro­mozione del­l’a­gri­coltura e delle sue eccel­len­ze — spie­ga l’asses­sore provin­ciale all’a­gri­coltura Mari­astel­la Gelmi­ni -. In questi organ­is­mi c’è la sin­te­si per­fet­ta per un’of­fer­ta tur­is­ti­ca nuo­va, final­iz­za­ta in maniera sem­pre più net­ta a cat­turare le atten­zioni di un utente con­sapev­ole, che rap­p­re­sen­ta il tar­get obbli­ga­to di un sis­tema che non può cer­to met­ter­si in com­pe­tizione con i mod­el­li tur­is­ti­ci dei pae­si emer­gen­ti, vin­cen­ti in parten­za sul prez­zo, e che deve al con­trario scom­met­tere tut­to sul­la qual­ità». Che il 2005 sia des­ti­na­to a rap­p­re­sentare un anno di svol­ta per le strade bres­ciane è dimostra­to soprat­tut­to dalle gran­di novità in mate­ria di seg­nalet­i­ca: quel­la del­la Stra­da del Fran­ci­a­cor­ta è arriva­ta final­mente a set­tem­bre ed è oggi sta­ta posa­ta all’80%, più o meno come quel­la del­la Stra­da dei Lon­go­b­ar­di. Quel­la del­la Stra­da del Gar­da com­in­cerà invece ad arrivare ai pri­mi di gen­naio, e questo con­sen­tirà per cer­ti ver­si a cir­cuiti fino ad oggi più vir­tu­ali che reali di mate­ri­al­iz­zarsi agli occhi dei vis­i­ta­tori. Un pas­sag­gio fon­da­men­tale, al quale si aggiun­gono pro­gram­mazioni ed attiv­ità pro­mozion­ali sem­pre più ambiziose. Se la Fran­ci­a­cor­ta, come spie­ga­to dal­la pres­i­dente Lucia Barzanò, pun­terà molto sul­la pro­mozione all’es­tero (c’è un’in­ter­es­sante oppor­tu­nità con un tour oper­a­tor norveg­ese che ver­rà appro­fon­di­ta in gen­naio) e su appun­ta­men­ti ormai clas­si­ci come la cac­cia al tesoro, la Stra­da garde­sana, rap­p­re­sen­ta­ta dal pres­i­dente Luca For­men­ti­ni, pre­an­nun­cia l’ade­sione del­la Soci­età di San Mar­ti­no e Solferi­no, che si aggiunge ad altre impor­tan­ti realtà muse­ali come la e il Vit­to­ri­ale, la pre­sen­za per tut­to l’an­no nelle carte dei ris­toran­ti soci del menù delle sta­gioni del­la stra­da e la pub­bli­cazione di un vol­ume di antiche ricette del ter­ri­to­rio; infine la Stra­da cit­tad­i­na, quel­la dei Lon­go­b­ar­di, che sec­on­do il pres­i­dente Michelan­ge­lo Scarpari sarà in pista fin dal­la pri­mav­era con la clas­si­ca «Bici­clet­ta­ta del Gus­to», con pre­sen­tazioni a vari liv­el­li e con un even­to real­iz­za­to al Castel­lo di Bres­cia. «L’asses­so­ra­to provin­ciale all’a­gri­coltura sarà sicu­ra­mente a fian­co delle Strade dei vini — ha con­clu­so l’asses­sore Gelmi­ni-. E questo per con­tribuire a fare in modo che l’a­gri­coltura bres­ciana dispieghi pien­amente il suo potenziale».