È la bardolinese Elena Zeni il nuovo presidente della Strada del Vino Bardolino.

Tutto “rosa” il nuovo consiglio della Strada del vino Bardolino

12/12/2009 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Con lei, un con­siglio tut­to al fem­minile: vicepres­i­den­ti sono Matilde Pog­gi, che ha can­ti­na a Cavaion Veronese, e Gio­van­na Tan­ti­ni, pro­dut­trice di Castel­n­uo­vo del Gar­da, ed a com­pletare la squadra che rap­p­re­sen­ta le aziende del­la zona di pro­duzione del Bar­dolino ci sono Mar­i­ca Bonomo, con azien­da a Som­macam­pagna, Fabi­o­la Per­ot­ti, che ha vigneti a Bar­dolino, Ser­e­na Rossi, pure bar­do­linese, e Clau­dia Benaz­zoli, cavaionese. Un’equipe in rosa, e del resto è rosato anche il , il , che attual­mente sta ripor­tan­do al suc­ces­so la denom­i­nazione riv­ieras­ca. “Il nos­tro obi­et­ti­vo – spie­ga la neo­pres­i­dentes­sa del­la Stra­da – è quel­lo di con­tribuire, a fian­co del Con­sorzio di tutela, alla val­oriz­zazione dei nos­tri vini, oggi di grande attual­ità per il loro stile aut­en­ti­ca­mente mod­er­no, e del nos­tro ter­ri­to­rio, un’area che rite­ni­amo si presti in maniera per­fet­ta allo svilup­po del tur­is­mo enogastronomico”.Accanto allo staff fem­minile che ora gui­da la Stra­da del Bar­dolino, ci sono tre rap­p­re­sen­tan­ti delle ammin­is­trazioni comu­nali del­la zona, scelti anche loro fra i pro­dut­tori di vino: Fran­co Cristo­fore­t­ti, asses­sore a Cavaion Veronese, Dami­ano Bergami­ni, ammin­is­tra­tore a Lazise, e Simone Gian­franceschi, des­ig­na­to dal sin­da­co di Bar­dolino. Revi­sori dei con­ti sono la veronese Chiara Ben­ci­oli­ni, la bar­do­linese Susan­na Girardel­li, past pres­i­dent del­la Stra­da del Vino, e il cavaionese Tiziano Righetti.Trentadue anni, min­u­ta e slan­ci­a­ta, stu­di artis­ti­ci e giuridi­ci (le man­ca la tesi in giurispru­den­za), un figlio pic­col­i­no, Ele­na Zeni, insieme al fratel­lo Faus­to e alla sorel­la Fed­er­i­ca gestisce l’azienda di famiglia e l’annesso museo del vino sulle colline di Bar­dolino. Si occu­pa del­la com­mer­cial­iz­zazione sui mer­cati ital­iani e asi­ati­ci, ma anche dell’accoglienza in can­ti­na. “L’intenzione del nuo­vo con­siglio del­la Stra­da del Bar­dolino – rac­con­ta – è quel­la di provare a lan­cia­re final­mente delle vere occa­sioni di tur­is­mo eno­logi­co sul lago di Gar­da. Lo richiedono i tem­pi e la mat­u­razione dei con­suma­tori, che ora sono gius­ta­mente e for­tu­nata­mente più esi­gen­ti, inter­es­sati, curiosi. Il cliente di oggi è un vero appas­sion­a­to. Non gli bas­ta più assag­gia­re il vino, ma vuole vedere i luoghi in cui quel par­ti­co­lare vino viene prodot­to, conoscerne la sto­ria, incon­trarne la cul­tura e le tradizioni anche gas­tro­nomiche, vis­itare le can­tine, par­lare con i pro­dut­tori. Insieme con il Con­sorzio di tutela e con le ammin­is­trazioni comu­nali del lago e dell’entroterra vogliamo provare a far meglio conoscere e apprez­zare le nos­tre realtà pro­dut­tive, per­ché siamo con­vin­ti di avere le carte in rego­la per essere a tut­ti gli effet­ti con­siderati come una delle più inter­es­san­ti aree vitivini­cole ital­iane. Per questo inve­stire­mo anche sul­la for­mazione dei nos­tri soci, in modo da svilup­pare anco­ra meglio le nos­tre capac­ità di accoglien­za. Se il Con­sorzio ha il ruo­lo di pro­muo­vere la denom­i­nazione, noi ci assum­i­amo l’impegno a dare vis­i­bil­ità alla zona di pro­duzione. Del resto, si dice che l’unione fa la forza”. Le inten­zioni sono già diven­tate con­cretez­za: i pres­i­den­ti del Con­sorzio di tutela del Bar­dolino, , e del­la Stra­da del vino, Ele­na Zeni, si sono incon­trati per definire le rec­i­proche forme di col­lab­o­razione e i rispet­tivi ambiti di com­pe­ten­za. 

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