L’elenco comprende tutti i paesi che hanno avuto almeno un edificio lesionato. 87 milioni di euro le risorse a disposizione. Tempo fino al 10 gennaio per la conta dei danni. Ieri leggera scossa sul Garda

Ufficiale: 65 Comuni terremotati

Di Luca Delpozzo
Mario Mattei

Sono 65 i comu­ni bres­ciani (qua­si un ter­zo sul totale provin­ciale di 206, c’è anche il capolu­o­go Bres­cia) che sono sta­ti dan­neg­giati dal sis­ma del 24 novem­bre e che fan­no parte del­la lista prepara­ta dal com­mis­sario stra­or­di­nario Mas­si­mo Busce­mi, un elen­co sti­la­to in attuazione dell’ordinanza del Gov­er­no sui pri­mi inter­ven­ti urgen­ti nelle zone col­pite. Sono quin­di 65 i comu­ni «uffi­cial­mente ter­re­mo­tati», comu­ni nei quali è sta­to riconosci­u­to almeno un edi­fi­cio parzial­mente inag­i­bile; e si con­cen­tr­erà dunque in queste local­ità la dis­tribuzione degli 87 mil­ioni di euro che al momen­to, tra Regione, Gov­er­no, Legge Finanziaria e , sono sta­ti stanziati. Tra questi ci sono anche alcu­ni pae­si, ad esem­pio quel­li del­la Bas­sa, che pre­sen­tano dan­ni a edi­fi­ci di cul­to. Il prossi­mo pas­so adesso sarà la scelta dei cri­teri di dis­tribuzione delle risorse per com­in­cia­re gli inter­ven­ti di ricostruzione. Intan­to ieri mat­ti­na una leg­gera scos­sa, qua­si impercettibile, è sta­ta avver­ti­ta nell’alto Gar­da. L’hanno reg­is­tra­ta le apparec­chia­ture, l’hanno avver­ti­ta però pure le per­sone che si trova­vano nei piani più alti delle abitazioni. Tor­nan­do ai dan­ni, «anche se questi cri­teri per adesso non sono sta­ti defin­i­ti — spie­ga Sil­vio Lau­ro, diret­tore del­la sede bres­ciana del­la Regione nonchè nom­i­na­to sogget­to attua­tore — questo non sig­nifi­ca che siamo sta­ti con le mani in mano; anzi il nos­tro lavoro è sta­to molto con­tin­uo. Abbi­amo chiesto ai Comu­ni, su nos­tre indi­cazioni, di cal­co­lare i dan­ni e di far­ci avere una sti­ma entro il prossi­mo 10 gen­naio. Rac­colti tut­ti i dati, potremo quin­di decidere le mis­ure da adottare». Il Pres­i­dente del­la Rober­to Formigo­ni ha «for­mal­mente» indi­ca­to in una comu­ni­cazione di fine dicem­bre la sti­ma com­p­lessi­va dei dan­ni in 200 mil­ioni di euro: «Ripeto, occorre avere tut­ti i dati in mano per tirare le somme — dice anco­ra Lau­ro — ma la cosa cer­ta è che ci sono quei qua­si novan­ta mil­ioni di euro a dis­po­sizione per le zone ter­re­mo­tate, fon­di che, al momen­to, non pos­sono accon­tentare le esi­gen­ze di tut­ti». E’ dunque una cor­sa su due fron­ti: decidere le pri­or­ità di inter­ven­to e, even­tual­mente, ver­i­fi­care la pos­si­bil­ità di ottenere ulte­ri­ori risorse: «Su questo sec­on­do pun­to — pre­cisa Lau­ro — al momen­to per­sonal­mente non pos­so dire nul­la. Per quel­lo che riguar­da le pri­or­ità di inter­ven­to non saran­no cer­ta­mente le stesse da comune a comune e nem­meno da edi­fi­cio a edi­fi­cio. Bisogn­erà in pri­mo luo­go, anche dove i dan­ni fos­sero lim­i­tati, assi­cu­rare a chi lo neces­sità l’agibilità del­lo sta­bile dan­neg­gia­to. Ques­ta è la nos­tra pri­or­ità». Pri­or­ità dunque che dal pun­to di vista oper­a­ti­vo è pos­si­bile prevedere si con­cen­tr­erà sulle strut­ture di pub­bli­ca util­ità e sulle prime case, tan­to o poco dan­neg­giate che siano: «Un piano di inter­ven­to di natu­ra di com­p­lessi­va — spie­ga anco­ra Lau­ro — sarà pron­to per fine mese, anche se alcu­ni rim­bor­si riguar­do a quan­to alcu­ni comu­ni han­no già spe­so in questi giorni potreb­bero essere stanziati anche pri­ma di quel­la data. Cer­to è che si trat­terà sem­pre di con­tribu­ti ind­i­riz­za­ti per pri­ma cosa solo al ripristi­no dell’agibilità degli edi­fi­ci». E nel­la sede del­la Regione di via Dal­mazia 92/94 a Bres­cia, è oper­a­ti­va da lunedì scor­so la strut­tura alla quale riv­ol­ger­si per tut­ti gli aspet­ti ammin­is­tra­tivi e con­tabili ai fini del ris­arci­men­to dei dan­ni provo­cati dal sis­ma, e per gli aspet­ti più pro­pri­a­mente tec­ni­ci rel­a­tivi alla ricostruzione degli edi­fi­ci lesion­ati. Per facil­itare i cit­ta­di­ni è sta­to allesti­to il numero tele­fon­i­co 030/3462550 e di fax 030/3462582. E a sup­por­to del­la strut­tura, com­pos­ta da una venti­na di per­sone, è sta­to cos­ti­tu­ito un comi­ta­to di esper­ti che affi­ancherà il «sogget­to attua­tore» Sil­vio Lau­ro. Il pool è com­pos­to da Vin­cen­zo Petri­ni, diret­tore del dipar­ti­men­to di ingeg­ne­r­ia strut­turale del Politec­ni­co di ; Pao­lo Riva, docente di costruzioni in zona sis­mi­ca dell’ di Bres­cia; Alber­to Mar­celli­ni, diri­gente di ricer­ca del Cnr-Idpa di Milano; Pao­lo Solet­ta, avvo­ca­to, asses­sore al bilan­cio, politiche finanziarie, affari legali, avvo­catu­ra e con­trat­ti del Comune di Varese; e Car­la di Francesco, diret­tore del­la direzione per i beni cul­tur­ali e le attiv­ità pae­sag­gis­tiche del­la Lom­bar­dia. Del comi­ta­to fan­no parte anche alcu­ni diri­gen­ti di strut­ture region­ali con com­pe­ten­ze di dife­sa del suo­lo e di pro­tezione civile. Al grup­po di esper­ti è affi­da­ta adesso la deter­mi­nazione dei cri­teri per gli inter­ven­ti sug­li edi­fi­ci lesion­ati e l’analisi e l’approvazione dei progetti.