L’AEROPORTO DI MONTICHIARI. Incontro della Provincia con associazioni imprenditoriali, sindacati e Comuni Cavalli: «Piano industriale entro i primi di novembre o andiamo da soli»

Ultimatum per il D’Annunzio

28/09/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
William Geroldi

La lin­gua bat­te dove il dente duole. Sem­pre lì, sull’autonomia che l’aeroporto «D’Annunzio» di Mon­tichiari riven­di­ca da qualche tem­po, con sem­pre mag­giore insis­ten­za, dal «Cat­ul­lo» di Verona, azion­ista di mag­gio­ran­za. Una seces­sione chi­es­ta anche ieri a più voci nel­la sede del­la Provin­cia a Palaz­zo Bro­let­to, nel cor­so di una riu­nione, sequel di un pri­mo incon­tro avvenu­to il 6 luglio, sul «Ruo­lo dei bres­ciani nelle prospet­tive di cresci­ta dell’aeroporto di Mon­tichiari». Non sono bas­tate le buone notizie offerte in «sac­ri­fi­cio» dal pres­i­dente Alber­to Cav­al­li (con­fer­ma­to l’accordo con che han­no scel­to Mon­tichiari per l’attività di smis­ta­men­to nazionale, l’avvio in gen­naio di un nuo­vo col­lega­men­to di con Bar­cel­lona, le buone per­for­mance delle mer­ci di Ocean Air­lines) per placare l’insoddisfazione dei rap­p­re­sen­tan­ti di asso­ci­azioni impren­di­to­ri­ali e orga­niz­zazioni sin­da­cali sul­la ges­tione di Mon­tichiari e i rap­por­ti con il «Cat­ul­lo». I bres­ciani insistono affinche la con­ces­sione nazionale per la ges­tione di Mon­tichiari sia trasferi­ta al D’Annunzio e non alla soci­età di ges­tione dell’aeroporto di Verona al quale è sta­ta invece asseg­na­ta dall’Enac, in atte­sa del nec­es­sario decre­to min­is­te­ri­ale. Che non c’è anco­ra però. E la Provin­cia di Bres­cia ha incas­sato pochi giorni fa il sosteg­no del­la Regione che nel cor­so di un incon­tro con gli scali di Mon­tichiari, Berg­amo e Verona pri­ma ha sol­lecita­to una col­lab­o­razione tra i diver­si sogget­ti e poi ha invi­a­to una let­tera al min­istro Di Pietro in cui, lo ha espres­sa­mente rifer­i­to Cav­al­li, si chiede di non asseg­nare la con­ces­sione al Cat­ul­lo pri­ma di aver ascolta­to il parere di . Guer­ra aper­ta, dunque? Niente affat­to: c’è uno spi­raglio, un ulti­ma­tum che potrebbe scon­giu­rare il duel­lo all’ultimo sangue. Cav­al­li se ne starà buono fino all’inizio del mese di novem­bre in atte­sa di conoscere il piano indus­tri­ale sul­lo svilup­po del D’Annunzio e la rel­a­ti­va gov­er­nance, ovvero una diver­sa ripar­tizione dell’azionariato con l’ingresso di nuovi soci. Trascor­so quel ter­mine sen­za novità, allo­ra il cam­mi­no del­la con­ces­sione autono­ma imboc­cherà la stra­da del non ritorno. Cav­al­li si è anche las­ci­a­to andare ad un com­men­to («La dif­fi­den­za è ancor più ele­va­ta nei con­fron­ti di Berg­amo e di Verona») riv­e­la­trice del tim­o­re di restare schi­ac­cia­to nel­la mor­sa degli altri due scali a scapi­to di Mon­tichiari. Anche se, a det­ta dei beni infor­mati, una inte­sa tra gli aero­por­ti è già sta­ta rag­giun­ta: Berg­amo ded­i­ca­to ai low cost, Verona al tradizionale traf­fi­co passeg­geri e Mon­tichiari pun­to di rifer­i­men­to del set­tore car­go, con spazi per char­ter e low cost. Un accor­do che avrebbe il pre­gio di riportare il sereno nei rap­por­ti soci­etari ed evitare la lot­te­ria di una gara euro­pea che potrebbe far finire in mani straniere lo sca­lo bres­ciano, come è accadu­to a Napoli il cui aero­por­to è gesti­to dal 1997 dal­la Baa inglese. Alle parole di Cav­al­li ha fat­to eco Gio­van­maria Rizzi, mem­bro del con­siglio di ammin­is­trazione del D’Annunzio, in rap­p­re­sen­tan­za del­la Cam­era di com­mer­cio di Bres­cia. Rizzi ha salu­ta­to con sod­dis­fazione l’accordo con Poste, ril­e­van­do che dal car­go bisogna atten­der­si i migliori risul­tati per Mon­tichiari: «Non siamo usci­ti dal­la crisi, ma ci sono alcu­ni seg­nali che fan­no ben sper­are per lo svilup­po dell’aeroporto». Anna Guarneri sin­da­co di Ghe­di, in sin­to­nia con il pri­mo cit­tadi­no di Cas­tenedo­lo Giu­liano Salomoni, si è fat­ta por­tav­oce delle pre­oc­cu­pazioni degli abi­tan­ti dei pae­si cir­costan­ti per «il traf­fi­co not­turno lega­to ai voli postali e ai car­go». Guarneri con­fi­da invece in uno svilup­po del seg­men­to passeg­geri e al riguar­do annun­cia l’intenzione di dar vita ad un pat­to pro­gram­mati­co tra enti pub­bli­ci e realtà eco­nomiche per stu­di­are pos­si­bili per­cor­si (ne par­liamo nell’articolo a fian­co, ndr). Vig­ilio Bet­tin­soli, mem­bro del Con­siglio di ammin­is­trazione del D’Annunzio, espres­sione del­la Provin­cia, ha espres­so parole di apprez­za­men­to per il Bro­let­to «che sta facen­do tut­to quan­to di sua com­pe­ten­za per andare incon­tro alle esi­gen­ze dell’economia», ma invi­ta a evitare scon­tri frontali pref­er­en­do «una diplo­mazia a tut­to cam­po per trovare un pun­to d’intesa tra Cat­ul­lo, Sacbo (gestisce Orio al Serio, ndr) e D’Annunzio». È Ange­lo Zanel­li seg­re­tario gen­erale del­la Uil, insieme a Euge­nio Bertoglio seg­re­tario del­la Uil trasporti, a chiedere «di uscire dal­la fase inter­locu­to­ria sul­la con­ces­sione per sapere se si intende porre o no la ques­tione». In sin­to­nia Rena­to Zaltieri, seg­re­tario del­la Cisl: «Noi dob­bi­amo puntare ad essere tito­lari del­la con­ces­sione; fac­ciamo lob­by per rag­giun­gere questo risul­ta­to. Scom­met­tere sull’aeroporto sig­nifi­ca inve­stire sul futuro». Ovvi­a­mente pos­i­ti­vo il giudizio sull’accordo con Poste che apre una oppor­tu­nità di lavoro. Domeni­co Moli­no (Cgil trasporti) nota «una rif­les­sione inter­locu­to­ria rispet­to alla prece­dente occa­sione di con­fron­to», sol­lecitan­do «la stesura di un doc­u­men­to di sin­te­si di questo con­fron­to». Fran­co Tam­buri­ni, pres­i­dente dell’Aib, esprime così i suoi tim­o­ri: «I tem­pi pas­sano e si per­dono oppor­tu­nità. È il momen­to come in altri casi di fare e di pren­dere deci­sioni». Tra gli obbi­et­tivi e le pri­or­ità Tam­buri­ni col­lo­ca il piano indus­tri­ale e la con­ces­sione in capo a Mon­tichiari. Una voce forte­mente crit­i­ca, è non per la pri­ma vol­ta, ha il nome di Flavio Pasot­ti, pres­i­dente di Apin­dus­tria che inter­pre­ta la posizione del­la Provin­cia come «una scon­fit­ta e la rin­un­cia all’ambizione per uno svilup­po migliore del ter­ri­to­rio» pun­tan­do poi l’indice con­tro la Cam­era di com­mer­cio, colpev­ole, a suo avvi­so, di temere una gara euro­pea per la con­ces­sione del D’Annunzio. E Bor­toglio Agliar­di dell’Associazione arti­giani se la prende con la «polit­i­ca dormiente» invi­tan­do gli ammin­is­tra­tori ad agire con mag­gior decisione.

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