Servono 10 mila euro per saldare i lavori. Domenica la rinnovata chiesa di Pai si apre ai fedeli dopo cinque anni di restauri e sacrifici

Ultimo sforzo per San Marco

04/12/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Torri del Benaco

Cinque anni di duro lavoro, sac­ri­fi­ci e pazien­za, ma ora final­mente ci siamo. A Pai si inau­gu­ra uffi­cial­mente la «nuo­va» chiesa di San Mar­co. E’ costa­ta più di due­cen­to mil­ioni delle vec­chie lire, l’impegno di fedeli, pae­sani, tur­isti anche stranieri, di due banche, dell’amministrazione comu­nale, del­la Provin­cia di Verona e, per pri­mo, del par­ro­co ottan­tunenne di Pai, don Gio­van­ni Andreoli, ma alla fine «il sog­no si è avver­a­to», come ha com­men­ta­to l’assessore ai e mem­bro del Con­siglio Pas­torale Rita Mena­pace. Sono, infat­ti, ter­mi­nati i lavori di restau­ro del­la chiesa del 1500 ded­i­ca­ta a San Mar­co, il patrono del­la minus­co­la frazione a nord del paese. E così, nel giorno del­la fes­ta del­la Madon­na Imma­co­la­ta, domeni­ca 8 dicem­bre, i cir­ca due­cen­to abi­tan­ti del­la frazione di Pai si prepara­no ad inau­gu­rare il restau­ro del­la chiesa, affac­cia­ta a stra­pi­om­bo su uno splen­di­do bal­cone dirimpet­to al Gar­da, e let­teral­mente aggrap­pa­ta ad un lem­bo di roc­cia, che ne cos­ti­tu­isce la base di costruzione. In questi anni, anche i bam­bi­ni di Pai ave­vano provve­du­to a «vendere» a i loro pic­coli man­u­fat­ti, rac­coglien­do i sol­di per la chiesa. La mes­sa a nor­ma dell’impianto elet­tri­co, l’impianto di riscal­da­men­to, le fac­ciate esterne, il recu­pero degli affres­chi, gli arre­di interni e le dec­o­razioni dell’altare sono sta­ti com­ple­ta­mente rimes­si a nuo­vo. Un lavoro cer­tosi­no, di cui si sono occu­pati in parte il restau­ra­tore Erminio Sig­nori­ni ed in parte l’architetto di , Ele­na Avanzi­ni. Quest’ul­ti­ma poi, pur aven­do segui­to pas­so pas­so le lunghe oper­azioni di questi anni, «non ha volu­to né le lire, e né i cen­tes­i­mi di euro», come con­fer­ma, riconoscente, Rita Mena­pace. D’altra parte, «trenta mil­ioni era­no arrivati dal comune di Tor­ri guida­to dal sin­da­co Alber­to Vedovel­li, trenta dal­la Fon­dazione Cas­sa di Risparmio, cir­ca dieci dal­la Provin­cia di Verona, alcu­ni mil­ioni dal­la Ban­ca Popo­lare, ed il resto dai fedeli e, perfi­no, dai tur­isti e stranieri che sog­gior­nano d’estate in comune». Tan­to da far ricor­dare a don Gio­van­ni, in qua­si tutte le messe cel­e­brate in questi giorni, che «ora final­mente è pronta la nos­tra pic­co­la cat­te­drale di San Mar­co». E le sor­p­rese, durante i lavori, non sono man­cate. «Nel restau­ro del­la lunet­ta ori­en­tale dell’abside — han­no con­fer­ma­to da Pai — «sono sta­ti ritrovati i resti di una cin­ta muraria con due diver­si mer­li, sia alla destra che alla sin­is­tra del­la immag­ine del Cro­ci­fis­so». Una chic­ca che, se da un lato ha aumen­ta­to il pre­gio ed il val­ore del­la pic­co­la chiesa, dal­l’al­tro ha cre­ato non poche dif­fi­coltà per ottenere per­me­s­si, autor­iz­zazioni e quan­t’al­tro nec­es­sario al restau­ro. Come del resto era accadu­to anche per la scop­er­ta di una stan­za mura­ta den­tro la parte sud-est dell’edificio. Ma non è tut­to. Domeni­ca mat­ti­na infat­ti, sarà il momen­to in cui Erminio Sig­nori­ni pre­sen­terà il pieghev­ole, edi­to per opera del­la comu­nale, ded­i­ca­to alla chiesa di San Mar­co. Un prog­et­to por­ta­to avan­ti dal­l’am­min­is­trazione comu­nale che, da qualche anno a ques­ta parte, ha prodot­to pieghevoli stori­ci in più lingue su tutte le chiese pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio comu­nale. Dal­la Par­roc­chiale a San Fausti­no e Giovi­ta, alla chiesa di Crero, a quel­la di San Mar­ti­no ad Albisano e ad altre anco­ra, ognuna ha avu­to o avrà il pro­prio pieghev­ole illus­tra­ti­vo. Un ulti­mo pic­co­lo sfor­zo res­ta però anco­ra da com­piere: trovare i cir­ca diec­im­i­la euro man­can­ti per sal­dare i deb­iti con­trat­ti con le varie ditte, che han­no real­iz­za­to i lavori di restau­ro. Mano al portafoglio quin­di, per l’ul­ti­mo gesto per la chiesa di San Marco.

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