Un idrovolante si è schiantato davanti agli occhi attoniti di alcuni pescatori a Dusano. Soltanto graffi per i due austriaci a bordo

Un aereo piomba nel lago di Garda

30/03/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

L’incidente ha avu­to pochi tes­ti­moni, ma i pre­sen­ti si ricorder­an­no prob­a­bil­mente a lun­go di quel briv­i­do: ieri han­no assis­ti­to alla cadu­ta di un idro­volante nelle acque del Gar­da, a cir­ca 400 metri dal por­to di Dusano (Maner­ba), che poi si è inabis­sato. Gli occu­pan­ti, due aus­triaci di 32 e 62 anni par­ti­ti da Sal­is­bur­go, se la sono cava­ta con tan­to spaven­to e molte esco­ri­azioni, ma sen­za grossi guai. Il fat­to è accadu­to ieri pomerig­gio ver­so le 15. Con­dizioni cli­matiche nor­mali, è nuvo­lo, nes­suna trac­cia di ven­to. Sul molo un grup­po di pesca­tori impeg­nati a far abboc­care le aole, e in atte­sa di ved­er com­par­ire le prime sar­dine del­la sta­gione. I tur­isti si con­tano sulle dita di una mano. è già lon­tana, e ha por­ta­to via la mas­sa degli auto­mo­bilisti. All’improvviso, da lon­tano, ecco spuntare l’aereo, che perde quo­ta, si incli­na e si roves­cia. Fer­man­do la pro­pria cor­sa a pan­cia in su sul­la super­fi­cie lis­cia del lago. La zona è nel com­pre­so tra la e il por­to di Dusano, rag­giun­gi­bile per­cor­ren­do sen­tieri e stra­dine imper­vie. Così sono pochissi­mi a vedere quel­lo che suc­cede. Solo quei tre o quat­tro con la can­na in mano, sul pun­to estremo del pon­tile, là dove attrac­cano i bat­tel­li. Dice un anziano del luo­go: «L’aereo è arriva­to da Desen­zano-Sirmione, e pun­ta­va ver­so Nord, in direzione Gar­done Riv­iera-Toscolano Mader­no. Poi la vira­ta. L’ho vis­to ritornare indi­etro e cadere. No, non abbi­amo avu­to l’impressione che il motore singhioz­zasse o perdesse colpi». Gio­van­ni Man­zot­ti, berga­m­as­co: «Io ho un bar a Fara Gera d’Adda. Dato che ten­go chiu­so il mart­edì, col­go l’occasione per fare una cap­ati­na sul Gar­da con mia moglie Nadia. Andi­amo alla scop­er­ta di angoli sconosciu­ti. Da queste par­ti, inoltre, è pos­si­bile trovare anche i funghi. Ebbene, ero sul molo, quan­do ho nota­to il veivo­lo all’orizzonte, un po’ incli­na­to, ma qua­si a pelo d’acqua. Ho sen­ti­to una bot­ta e l’ho vis­to roves­cia­r­si. Mi sono pre­oc­cu­pa­to avver­tendo subito i pre­sen­ti. Abbi­amo subito chiam­a­to il 118 chieden­do aiu­to». Un altro berga­m­as­co, res­i­dente a Zan­i­ca, il pen­sion­a­to Pier­gior­gio Salvi, che sta­va pes­can­do, ha mol­la­to la can­na pas­san­do all’azione. «Ho chiesto se qual­cuno avesse una bar­ca a motore — ricor­da Salvi -. E un tedesco mi ha invi­ta­to a seguir­lo. Sul natante, nei due-tre minu­ti nec­es­sari a rag­giun­gere il luo­go del tuffo, pen­sa­vo che forse avrem­mo avu­to prob­le­mi a lib­er­are il pilota. Chissà dove sarà fini­to, mi dice­vo. Arrivati vici­no non abbi­amo avu­to bisog­no di pre­oc­cu­par­ci. Il pilota e il suo col­le­ga era­no a gal­la, e nuo­ta­vano. Mostra­vano tagli su fac­cia e brac­cia. No, non sem­bra­vano ter­ror­iz­za­ti nè in grave dif­fi­coltà. Dopo aver­li tirati sul­la bar­ca è arriva­to lo scafo dei . A loro abbi­amo pas­sato i due aus­triaci che, scar­i­cati a Dusano, sono poi sta­ti trasportati nell’ospedale di Desen­zano». Dopo le prime cure, i medici non han­no dovu­to ricov­er­ar­li. L’aereo, rimas­to a gal­la per un’ora anche se roves­ci­a­to, si è poi inabis­sato. Adesso si tro­va alla pro­fon­dità di 22 metri, a cir­ca 300 dal­la riva. Cara­binieri e vig­ili del fuo­co han­no delim­i­ta­to lo spazio col­lo­can­do alcune boe. I tes­ti­moni sono sta­ti con­vo­cati (e inter­ro­gati) nel­la caser­ma di Maner­ba per capire se il motore ha accusato un’avaria o se il pilota ha effet­tua­to una manovra maldestra.