La caccia agli evasori premia i contribuenti. L’Ici resta invariata

Un bilancio comunale di 25 miliardi

17/03/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Con­ti e bilan­ci eco­nomi­ci restano un rebus per i non addet­ti ai lavori. Ma quan­to emerge con chiarez­za dal­la manovra finanziaria, attua­ta dal Comune per con­sen­tire l’equilibrio eco­nom­i­co-finanziario del­la parte cor­rente del bilan­cio di pre­vi­sione per il 2001, è che non sono pre­visti ritoc­chi all’imposta comu­nale immo­bili né addizion­ali Irpef. Quin­di i cit­ta­di­ni su questo piano sono sod­dis­fat­ti tan­to più se si con­sid­era che l’aliquota dell’Ici per la pri­ma casa è tra le più basse del­la provin­cia: 4,5 per mille con detrazione di tre­cen­tomi­la lire. Sod­dis­fat­ti a quan­to pare anche gli ammin­is­tra­tori di mag­gio­ran­za (han­no espres­so voto neg­a­ti­vo al bilan­cio i con­siglieri dell’Ulivo, astenu­ti quel­li del­la Lega Nord Lega Vene­ta), in quan­to pur man­te­nen­do inal­ter­ate le aliquote, il get­ti­to dell’Ici è pre­vis­to in 4.850 mil­ioni. È cioè in aumen­to di 350 mil­ioni rispet­to allo scor­so anno e questo gra­zie al recu­pero eva­sione. Altro dato carat­ter­iz­zante del bilan­cio: la volon­tà del­la mag­gio­ran­za, non con­di­visa dal grup­po dell’Ulivo che ha vota­to con­tro men­tre il grup­po del­la Lega si è astenu­to, di coprire l’intero cos­to del servizio di rac­col­ta e smal­ti­men­to rifiu­ti urbani (2.200 mil­ioni) con i proven­ti del servizio. La per­centuale di cop­er­tu­ra del servizio nel 1999 si era attes­ta­ta sull’85 per cen­to, men­tre il piano finanziario pre­dis­pos­to per il 2001 pun­ta al cen­to per cen­to, pur in con­sid­er­azione che l’appalto in cor­so scade a giug­no e sarà indis­pens­abile, una vol­ta conosciu­ti i ter­mi­ni del nuo­vo appal­to, provvedere alla rielab­o­razione. L’azzeramento del dis­a­van­zo por­ta a un incre­men­to dei costi di rac­col­ta, trasporto e smal­ti­men­to dei rifiu­ti, da sud­di­videre con il cri­te­rio chi più pro­duce paga. «Con il nuo­vo appal­to», ha pre­cisato l’assessore al bilan­cio Ren­zo Frances­chi­ni, «ver­rà introdot­ta la e le uten­ze saran­no divise tra domes­tiche e non domes­tiche, quest’ultime sud­di­vise in 30 cat­e­gorie per attiv­ità eserci­tate: con­tribuiran­no con un get­ti­to di 1.400 mil­ioni, men­tre l’apporto delle famiglie si aggi­ra sui 600 mil­ioni. Le altre mag­giori entrate pre­viste per la parte cor­rente del bilan­cio sono: 440 mil­ioni per l’occupazione di spazi e aree pub­bliche; 250 per sanzioni ammin­is­tra­tive e vio­lazione al codice del­la stra­da; 870 rac­col­ta e acque (cos­to d’esercizio 1.100 mil­ioni); 900 mil­ioni acque­dot­to e 800 mil­ioni le entrate del campeg­gio comu­nale, con­tro spese d’esercizio di 350 mil­ioni. Venen­do alle spese cor­ren­ti, 3.100 mil­ioni (25 per cen­to delle spese cor­ren­ti) riguardano il per­son­ale dipen­dente; 6.200 mil­ioni (50 per cen­to) per acquis­to beni, prestazioni di servizio e uti­liz­zo di beni di terzi; 2.150 mil­ioni (17,2 per cen­to) spese per trasfer­i­men­ti e 1.350 mil­ioni ammor­ta­men­to di mutui a fronte di un trasfer­i­men­to del­lo Sta­to dal fon­do per lo svilup­po degli inves­ti­men­ti di 500 mil­ioni. Un bilan­cio pre­ven­ti­vo, con pareg­gio finanziario intorno ai 25 mil­iar­di e 500 mil­ioni, che ha ottenu­to il parere favorev­ole del col­le­gio dei revi­sori dei con­ti. I revi­sori han­no sug­ger­i­to al Comune di atti­var­si per aggiornare i dati dell’inventario dei beni e di indi­vid­uare «pro­ce­dure tali da garan­tire che il con­tribuente adem­pia alle obbligazioni trib­u­tarie nelle forme più agevoli e meno costose».

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