L’Autorità valuta la possibilità di risolvere il nodo dei livelli evitando la contestata immissione diretta di acqua di fiume dalla Mori-Torbole

Un bypass per irrigaresenza prosciugare il lago

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Di Luca Delpozzo
Piero Taddei

Con una novità rispet­to alle tante richi­este sul tap­peto, l’Autorità di baci­no dell’Adige ha avvi­a­to uno stu­dio per ver­i­fi­care la pos­si­bil­ità d’aiutare il liv­el­lo del con acque derivate dal sec­on­do fiume d’Italia.Come fa sapere infat­ti il seg­re­tario Nico­la Dell’Acqua, su imput del com­mis­sario gov­er­na­ti­vo per l’emergenza sic­c­ità nel Nord Italia, Bernar­do De Bernar­di­nis, ora l’Autorità di Tren­to sta ver­i­f­i­can­do la pos­si­bil­ità di met­tere in col­lega­men­to le acque dell’Adige con i canali irrigui man­to­vani «bypas­san­do» il lago. Che così, durante la sta­gione esti­va, potrebbe evitare almeno in parte un salas­so di 88 metri cubi il sec­on­do. A tan­to ammon­ta l’autorizzazione a derivare da parte dei con­sorzi irrigui che dis­se­tano le cam­pagne virgiliane.In caso di sic­c­ità pro­l­un­ga­ta che ridur­rebbe al min­i­mo i liv­el­li del lago, da tem­po si par­la di travasare acqua dal fiume al più grande baci­no nat­u­rale ital­iano attra­ver­so la gal­le­ria scol­ma­trice Mori-Tor­bole, che mette in comu­ni­cazione l’Adige con il Gar­da. L’operazione sor­tirebbe il duplice scopo di recu­per­are lo squilib­rio idri­co e di tute­lare l’industria del tur­is­mo che ali­men­ta l’economia gardesana.L’ipotesi aper­tu­ra del­la Mori-Tor­bole, tut­tavia, se da una parte tro­va favorevoli gli agri­coltori man­to­vani che a valle ricevono acqua del Gar­da per le loro cam­pagne, dall’altra reg­is­tra il pol­lice ver­so dalle ammin­is­trazioni lacus­tri, con­vinte che l’abbassamento del­la tem­per­atu­ra cui andrebbe incon­tro il lago ne met­terebbe a ris­chio la fun­zione ter­more­go­la­trice. Il che penal­izzerebbe la vas­ta area cir­costante carat­ter­iz­za­ta da un cli­ma sub-mediter­ra­neo. Sce­nario che fa tremare i pol­si all’industria tur­is­ti­ca gardesana.«L’Autorità di baci­no dell’Adige è sem­pre sta­ta con­traria ad aprire la gal­le­ria Mori-Tor­bole pro­prio per­ché teme riper­cus­sioni sull’ecosistema garde­sano», spie­ga Dell’Acqua. «Bypas­san­do il lago, invece, il prob­le­ma non si por­rebbe. Il col­lega­men­to tra l’Adige e la rete irrigua man­to­vana si può ricavare uti­liz­zan­do i canali dei con­sorzi di bonifi­ca veneti che arrivano al con­fine con la Lom­bar­dia. Ovvi­a­mente, even­tu­ali inte­grazioni da parte dell’Adige avver­reb­bero soltan­to nel caso in cui il fiume non sia in crisi di portata».«Si pun­ta a immet­tere nel­la rete irrigua man­to­vana una costante di 10 metri cubi il sec­on­do, metri cubi che rimar­reb­bero nel Lago», aggiunge Francesco Puma, reggente dell’Autorità di baci­no del Po. Il quale fa sapere che il prog­et­to cura­to dall’Autorità di Tren­to rien­tra in un dis­eg­no più ampio denom­i­na­to «Valle del Po», che prevede una serie di inter­ven­ti volti allo sfrut­ta­men­to di baci­ni di ex cave pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio delle pia­nu­ra Padana per aumentare la capac­ità di trat­tenu­ta del­la risor­sa idri­ca. Capac­ità che diven­ta strate­gi­ca nel caso in cui, come sem­pre più spes­so suc­cede, Giove plu­vio sia avaro di pre­cip­i­tazioni. Attra­ver­so i canali irrigui esisten­ti, infat­ti, i baci­ni d’accumulo rica­vati nelle cave dismesse con­sen­tireb­bero di spostare, dove mag­giori sono le neces­sità, grossi volu­mi d’acqua accu­mu­lati nel tempo.In tem­pi in cui si par­la di trop­i­cal­iz­zazione del cli­ma e di deser­ti in avan­za­men­to, , Regioni e Autorità di baci­no pun­tano a razion­al­iz­zare tut­ta la risor­sa idri­ca con­tem­peran­do l’interesse di tut­ti. Qualche mese fa i con­sorzi irrigui man­to­vani ave­vano ottenu­to dal­la Lom­bar­dia l’impegno a sostenere uno stu­dio sul­la com­pat­i­bil­ità tra l’acqua dell’Adige e quel­la del Gar­da. A det­ta dei man­to­vani, ser­vono dati tec­ni­ci per sostenere l’incompatibilità tra le due acque. Caso con­trario, meglio aprire la gal­le­ria Mori-Tor­bole, «come già avvenu­to alcune volte in pas­sato sen­za mai provo­care squilib­ri o dan­ni al Gar­da». Obi­et­ti­vo dei man­to­vani è man­tenere invari­a­ta la quan­tità del­la derivazione attin­ta dal Lago, «per­ché for­ni­ture infe­ri­ori potreb­bero met­tere a ris­chio le col­ture, sopratut­to se dovesse ripeter­si la sic­c­ità che ha col­pi­to l’agricoltura l’estate scor­sa». Ma sulle sponde verone­si la situ­azione è vista con tutt’altri occhi.

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