Una banca trentina finanzia un’opera d’uso quotidiano ma anche da collezione. Tutte le specie più belle, in disegni a matita ed acquerello

Un calendario con i fioripiù preziosi del Baldo

11/02/2009 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bartolo Fracaroli

Un fiore del (esclu­si­vo, endemi­co, tipi­co) per ogni mese dell’anno, dis­eg­na­to a mati­ta, ripas­sato a chi­na ed acquerel­lo sul for­ma­to 33 per 46,5 cen­timetri su car­ton­ci­no. Una cuci­tu­ra lat­erale per sfogliar­lo come un albo, ma il forelli­no per appen­der­lo c’è. Un cal­en­dario che alla fine del 2009 si por­rà in , nell’emeroteca del Bal­do. Il Vene­to, il Veronese, suoi enti e ammin­is­trazioni (sol­lecitati) non vi han­no mai pos­to atten­zione. Le Casse Rurali del Trenti­no sì.Ed è del­la Cas­sa di Bren­ton­i­co questo raf­fi­na­to cal­en­dario 2009, introv­abile ma già in ristam­pa. Gra­zie a ques­ta e a quelle del­la Bas­sa Val­la­ga­ri­na e dell’Alto più la Sat di Bren­ton­i­co, è in cor­so di edi­zione uno stu­dio epocale «Flo­ra illus­tra­ta del monte Bal­do», opera finanzi­a­ta con 125 mila euro.È l’inventario botan­i­co del Bal­do, in due volu­mi, a cura di Fil­ip­po Pross­er ed Alessio Bertol­di del Civi­co di Rovere­to, stu­diosi preparatis­si­mi con pochi sol­di e tan­ta pas­sione. Pro­prio Pross­er e Bertol­di han­no appe­na scop­er­to infat­ti un nuo­vo tipo di gen­ziana sul grup­po di Brenta, Gen­ziana brentea.Imerio Loren­zi­ni, pres­i­dente del­la Cas­sa di Bren­ton­i­co, editrice del cal­en­dario fir­ma­to da Gian­ni Ripa­mon­ti, com­pra al mer­ca­to anti­quario inter­nazionale tut­to quan­to per­tiene il mas­s­ic­cio: lib­ri, stampe, erbari, tele, inci­sioni, mappe, ogget­ti etno­grafi­ci. Nel Veronese, nel Vene­to, nul­la. «Noi vogliamo riu­nire il Bal­do», dice Lorenzini.Eppure non è solo una bel­la mon­tagna, la pri­ma, la più vic­i­na alla Pia­nu­ra Padana, capace di rispon­dere all’isteria del­la mega­lopoli che corre da Tri­este a Tori­no con un mes­sag­gio colto e rasser­enante. È anche un «unicum» geo­logi­co e botan­i­co, il «Pater­no monte» del Car­duc­ci, il «Botan­i­co monte» di Lui­gi Otta­viani, il «Mon­do» d’Eugenio Turri.Insomma, ecco mese per mese, la Bras­si­ca repan­da, scop­er­ta sug­li spalti di Brenti­no-Bel­luno, la Sas­sifra­ga del monte Tombea minac­cia­ta di estinzione, lo stu­pen­do Mus­cari a foglie allun­gate, il Cis­to dalle foglie strop­ic­ciate pre­sente in Cor­si­ca, Sardeg­na, Sicil­ia, alle Baleari e as Albisano di Tor­ri (sen­za nes­suna for­ma di tutela), l’Ofride del lago di Gar­da, endemi­co ed altre anco­ra, il mer­av­iglioso Tuli­pano mon­tano , uni­co nel Vene­to, che sul Bal­do rag­giunge il suo lim­ite sud ori­en­tale, la Pol­monar­ia del­la Val­larsa pre­sente in un pic­co­lo set­tore nord ori­en­tale del mas­s­ic­cio, l’Alisso d’Obir, specie illir­i­ca che qui, pre­sente solo su di un ghi­aione, rag­giunge il suo lim­ite occi­den­tale di cresci­ta; la Prim­u­la mer­av­igliosa, la Cam­pan­u­la del monte Bal­do (la petrea), endemis­mo esclu­si­vo del­la provin­cia veronese, il Ranun­co­lo di Kern­er, un cal­liante­mo recen­te­mente con­fer­ma­to da Pross­er (in cop­er­ti­na al pri­mo dei tre volu­mi del­la «Flo­ra Alpina» del­la Zanichel­li in cinque lingue, 5,2 chili di mer­av­iglie per 125 euro).Il Colchico di Spagna chi­ude il cal­en­dario con dicem­bre: stu­pen­do, sette petali rosa, uni­co in un’unica stazione di crescita.Ecco sul­la «mon­tagna dei verone­si» un sig­ni­fica­ti­vo inter­ven­to trenti­no, una tes­ti­mo­ni­an­za per quel­lo che da nord-ovest spi­ra in un’aria, un’aura, un ven­ti­cel­lo che fra dis­sim­u­lazione, cin­is­mo tal­vol­ta, gra­tui­ta effer­ves­cente cor­dial­ità e iper­pobol­i­ca alle­gria, fa i verone­si «Tuti mati». Veris­si­mo, è la fat­tispecie, baldense.

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